Per un vero diritto di precedenza ai pedoni.

Jiahuan Xu New York City traffic accident StreetsblogQuesto articolo è tratto da Streetsblog di New York: è un appassionato richiamo a tutte quelle città che – ritenendosi civili – dovrebbero avere una Legge sul Diritto di Precedenza. In Europa esiste in alcuni paesi il Codice della Via (in opposto al Codice della Strada che regola il traffico sulle arterie ad alta velocità).

di Ben Fried

Jiahuan Xu, 15 anni,  al verde del semaforo aveva cominciato ad attraversare Grand Street a Williamsburg,  il 13 febbraio scorso. Prima di raggiungere il lato opposto della strada venne investita da un autobus che stava svoltando da Union Avenue e “schiacciata dalla ruota anteriore sinistra“. Portata dai mezzi di soccorso al Bellevu Hospital, rischia di perdere la gamba sinistra.

Francisco de Jesus, l’autista che ha investito Xu, è oggi accusato di infrazione contro le recenti disposizioni municipali sul diritto di precedenza, il che significa che è stato portato di fronte a un tribunale che potrebbe comminargli una pena fino a 30 giorni di carcere e una multa di 250 dollari (probabilmente non si è mai sentito di una condanna al carcere per una persona che fino ad allora non aveva mai investito nessuno).

La corsa al discredito della nuova legge è iniziata immediatamente dopo l’arresto. JP Patafio, giornalista di TWU Local 100, sostiene che gli autisti di bus dovrebbero essere esentati dalle misure punitive previste dalla legge perchè “la legge delle probabilità dice che tutti prima o poi possiamo causare un incidente”.  Pete Donohue del Daily News ha scritto che De Jesus è stato trattato “come un criminale comune”. E tre Consiglieri Comunali  — I. Daneek Miller, Peter Koo, and Donovan Richards —hanno presentato una proposta per introdurre un salvacondotto per gli autisti di bus.

Persa in questa mischia è proprio Jiahuan Xu e, in un senso più ampio ma drammaticamente reale, chiunque cammini per le strade di New York. Si presume che le nostre leggi proteggano i pedoni che hanno il diritto di precedenza. E il sistema giudiziario dovrebbe riconoscere questo principio prendendo adeguati provvedimenti nei confronti di chi investe dei pedoni che stanno attraversando con diritto di precedenza. Ma prima di questa Legge sul Diritto di Precedenza, questo non era quasi mai successo.

Migliaia di persone vengono investite ogni anno mentre camminano per le strade di New York City, e delle vittime agli attraversamenti, la maggioranza ha la precedenza. Ma fino all’anno scorso il Dipartimento di Polizia proteggeva gli automobilisti responsabili di questi incidenti condannandoli solo se un poliziotto ne era stato testimone diretto. La Legge sul Diritto di Precedenza ha modificato questa impostazione, autorizzando le imputazioni basate sulla testimonianza di altri cittadini, registrazioni video ed altre prove.

La questione che l’arresto di Francisco de Jesus solleva non riguarda la decenza della sua persona. Moltissime brave persone commettono tutti i giorni degli errori che comportano gravi conseguenze – e generalmente la legge riconosce che la noncuranza può arrivare a oltrepassare la soglia del crimine. E questo non riguarda nemmeno la durezza del lavoro che svolge. Non c’è dubbio che la guida di un bus a New York sia un compito impegnativo, stressante e meritevole di rispetto.

Il problema è: la legge protegge i pedoni che hanno il diritto di precedenza, o no?

Se la risposta è sì, allora l’applicazione della legge non comporterà solo accuse e condanne più severe per le violazioni del diritto di precedenza dei pedoni, ma anche un diffuso cambio di comportamento da parte di chi guida un mezzo motorizzato, con meno morti e feriti sulle strade.

Il messaggio di John Samuelsen, presidente di TWU 100 (sindacato dei trasporti) è la prova che la Legge sul Diritto di Precedenza è importante:

È imperativo per noi  muoverci per proteggerci da questi attacchi. Quindi, DOBBIAMO fermarci / dare la precedenza “quando un pedone o un ciclista hanno il diritto di precedenza”. Se c’è un pedone in mezzo all’incrocio, fermatevi fino a che non ha raggiunto il marciapiede. Dobbiamo adottare una prudenza estrema negli incroci e sulle strade.

Naturalmente il messaggio di Samuelsen è anche una minaccia di rallentamento del servizio e un impegno a battersi per un salvacondotto per gli autisti.

Ma se alcune corse rallenteranno di uno o due minuti perchè l’autista ha dovuto aspettare che l’incrocio risultasse sgombro, è un prezzo che vale la pena pagare.  E se la legge protegge chiunque cammini con diritto di precedenza, non possiamo iniziare a cercare eccezioni.

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L’autore:

Ben Fried è Redattore Capo di Streetsblog, a cui è arrivato nel 2008,  nel momento in cui più forte era la pressione per adottare forme di road pricing. Da allora si è occupato di campagne di finanziamento del trasporto pubblico un po’ più fortunate, delle elezioni locali viste dal punto di vista trasportistico, della trasformazione che le strade di New York hanno subito in questi anni. Oggi si occupa di coordinare la famiglia di Streetsblog che copre New York, San Francisco, Chicago, le politiche federali dei trasporti e le notizie di ogni angolo del paese che possono essere significative per il movimento USA a favore di strade più sicure e della mobilità sostenibile.

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Un pensiero su “Per un vero diritto di precedenza ai pedoni.

  1. I danni fisici prodotti da incidenti stradali richiedono, probabilmente, una revisione delle attuali regolamentazioni. Non rispettare un dovere di precedenza è grave, a maggior ragione se tale mancato rispetto proviene da un autobus che, con la sua stazza, può provocare un disastro. Al tempo stesso, sarebbe buona cosa estendere la punibilità anche ai pedoni, i quali troppo spesso attraversano con semaforo rosso come se niente fosse. La pena dovrebbe essere commisurata all’entità del danno prodotto, detentiva o pecuniaria. Vale anche per chi guida in servizio: autobus, taxi, tram o altri mezzi di trasporto. E’ anche vero che chi, per lavoro, è alla guida ogni giorno per diverse ore ha maggiori probabilità, causa stanchezza e distrazione, di causare un incidente, ma ciò non deve diventare un alibi a discapito di chi l’incidente lo può subire. In fin dei conti, essere autista di bus, taxi ecc è una scelta, nessuno ci obbliga a farlo.

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