Il segreto di Pulcinella di una buona gestione dei parcheggi

Oggi un post che potrebbe avere come tag “gli sporchi segreti della mobilità urbana“, visto che argomenta ovvietà che spesso vengono dimenticate da Amministrazioni pigre, oppure distratte, o in preda a giustificate (per loro) preoccupazioni elettorali, o più semplicemente vittime inconsapevoli di convinzioni tanto errate quanto impossibili da sradicare. Paul Barter ci “svela” il segreto alla base di una buona gestione dei parcheggi urbani.

Il segreto non ha niente di seducente ma bisogna svelarlo. Non che io abbia qualcosa contro la seduzione. Ci sono stupefacenti nuove tecnologie che stanno aprendo inaspettati orizzonti alle politiche del parcheggio. Io amo le innovazioni hi-tech dei parcheggi che:

  • consentano un monitoraggio totale ed economico dell’utilizzo degli spazi di parcheggio;
  • rendano i meccanismi di pagamento più facili e meno costosi;
  • riducano i costi e gli ostacoli organizzativi all’adozione di tariffe per il parcheggio;
  • riducano i costi di controllo, rendendolo meno casuale e capriccioso;
  • permettano la prenotazione del posto auto;
  • forniscano informazioni all’utenza in tempo reale; e
  • permettano agli operatori di ottimizzare prezzi e gestione.

Ma questo post parla di qualcosa di più FONDAMENTALE, qualcosa di cui qualunque città ha bisogno PRIMA di esaltarsi per queste nuove tecnologie  

La chiave segreta al successo delle politiche di parcheggio è quella di una gestione efficiente del parcheggio su strada.

Naturalmente non si tratta di un ‘segreto’. Ma molte amministrazioni fanno del loro meglio per ignorare l’ovvio. E non le biasimo, davvero.

Controllare ‘sufficientemente bene’ il parcheggio su strada potrebbe sembrare qualcosa di banale. Ma può essere politicamente molto doloroso. I numerosi vincitori difficilmente vi ringrazierebbero mentre i molto più rari perdenti si lamenterebbero certamente con astio e a voce altissima. Il successo di solito richiede la necessità di riforme di istituzioni molto conservatrici. Non è previsto nessun taglio di nastri per i politici. I risultati possono richiedere molto tempo per manifestarsi.

Ma non si può sfuggire alla necessità di dare priorità a questo problema e di affrontarlo. Ogni città dovrebbe stabilire quanto meno le basi di una gestione efficiente del parcheggio su strada.
In troppe città di ogni continente gli amministratori locali sperano di evitare di dover affrontare la spinosa questione del parcheggio su strada.

Sperano che la costruzione di parcheggi fuori sede stradale possa aiutare. Sperano che la costruzione di costose infrastrutture pubbliche possa curare i loro problemi di parcheggio.

Sfortunatamente questo non funziona. Dovete affrontare la questione del parcheggio su strada!

La creazione di parcheggi fuori sede stradale è una questione che richiede tempo e molto costosa. E queste infrastrutture non sono la bacchetta magica che libera improvvisamente le strade dalle auto in sosta. In tutto il mondo troviamo innumerevoli casi di parcheggi fuori sede stradale sottoutilizzati in zone dove i parcheggi su strada presentano una situazione saturata e caotica. Se i posti auto su strada non vengono gestiti perdura una situazione di caos, che ci sia o non ci sia nelle vicinanze disponibilità di parcheggio fuori sede stradale. L’unico modo di gestire la sosta su strada è… la gestione della sosta su strada.

Effettivamente, sto esagerando un pochino. Porre l’attenzione sulla costruzione di parcheggi fuori strada PUÒ funzionare in certi casi. Quali? Se una città segue l’esempio dell’America suburbana e spende decenni ad applicare ad ogni aspetto della progettazione urbana e trasportistica delle linee guida orientate all’utilizzo dell’automobile, investendo massicciamente in nuove infrastrutture, e nello stesso tempo è abbastanza fortunata per avere una costante, prolungata e robusta crescita economica, allora forse la costruzione di parcheggi fuori strada può risolvere il problema del parcheggio. 

Ma questa ‘cura’ non è peggio della malattia? Se seguite questa strada, finite con ritrovarvi con aree metropolitane disperse e dipendenti dall’automobile e centri urbani rarefatti dalla necessità di fare posto ai parcheggi. Potreste aver risolto i problemi di parcheggio ma è questa l’idea che avete di quella che dovrebbe essere la vostra città?

E il perseguimento di un percorso totalmente auto-dipendente potrà mai essere realmente un’opzione a disposizione per la maggior parte delle città?

Quindi, per la maggior parte dei centri urbani alle prese con il parcheggio selvaggio, la risposta giusta è focalizzarsi principalmente sulla gestione del parcheggio su strada.

Anche se pensate davvero di avere bisogno di parcheggi fuori sede stradale, portate PRIMA la vostra attenzione e i vostri sforzi sul controllo dei parcheggi su strada. L’applicazione di tariffe al parcheggio su strada aumenta la predisposizione a pagare anche per il parcheggio fuori strada. Quindi una efficiente gestione dei parcheggi su strada renderà finanziariamente più realizzabili i vostri progetti di costruzione di infrastrutture di parcheggio. Le informazioni che raccoglierete attraverso la gestione del parcheggio su strada vi consentiranno di indirizzare questi investimenti in modo corretto. Una efficiente gestione dei parcheggi su strada può facilmente stimolare l’utilizzo da parte degli impiegati nei centri urbani dei parcheggi fuori sede stradale o di parcheggi su strade meno sovraccariche. Dato che le loro auto restano ferme tutto il giorno, spostarle dalle vie più problematiche può fare una grande differenza.

Così, anche se siete convinti che avete bisogno di più parcheggi, fate comunque della gestione dei parcheggi su strada il vostro PRIMO passo, prima di aggiungere capacità di parcheggio.

Cosa fare per raggiungere questo successo così triviale? Quanto meno mettere in atto i seguenti passi:

  • Stabilire regole comprensibili e comunicare chiaramente quando il parcheggio è consentito e quando no;
  • Migliorare e/o costruire una capacità di controllo (in collaborazione con le istituzioni responsabili);
  • implementare un sistema affidabile per stabilire delle tariffe orarie (all’ora o al minuto);
  • Organizzare una raccolta dati quanto meno elementare (inizialmente molto semplicemente possono bastare un inventario e delle indagini sull’occupazione nelle aree più critiche).

Articolo originale: The unglamourous secret to parking

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L’autore: Paul Barter è assistente presso la Lee Kuan Yew School of Public Policy, National University of Singapore dove insegna politica delle infrastrutture, politica urbana, politica dei trasporti e introduzione alle politiche pubbliche. Ha al suo attivo pubblicazioni sulle politiche dei trasporti a Kuala Lumpur e Singapore. I suoi attuali interessi di ricercatore sono nell’innovazione del traffic management e nella regolamentazione del trasporto pubblico.

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