Ci muoviamo sempre meno in automobile.

tiredcarIl ricorso all’auto non è più in aumento e sembra perfino abbia iniziato a ridursi in molte delle economie più avanzate ben prima della crisi economica del 2008. Questa inversione di tendenza segna la fine di decenni di incrementi nell’uso dell’auto più o meno doppi di quelli dei redditi o del PIL. Lo stesso trend si riscontra in USA, Gran Bretagna, Francia, Giappone, Italia, Belgio, Germania, Svezia, Paesi Bassi e Australia.

“La recessione e i prezzi alla pompa spiegano solo in parte questo declino” sostiene il Forum Internazionale del Trasporto dell’OCSE nel report “Long run trends in car use”. Le ragioni sono complesse e variano da paese a paese. C’è ancora parecchia incertezza sui motivi di questo rapido declino del ricorso all’auto tra i giovani adulti, e se rappresenti una scelta di stile di vita, una risposta all’aggravarsi della situazione economica o alla maggiore disponibilità di alternative come il trasporto pubblico e internet.

“Il rallentamento della crescita demografica, l’invecchiamento della popolazione e la crescente urbanizzazione hanno contribuito a questo cambiamento in parecchie nazioni” sostiene il Forum. “Ci sono anche dati a supporto del fatto che l’uso dell’auto può venire ridotto attraverso scelte politiche, in particolare nelle aree urbane”.

Questo declino non è uniforme “L’uso dell’auto… tra i giovani adulti (maschi in particolare) è diminuito in parecchi paese negli ultimi anni” aggiunge il forum nel report dell’anno scorso. La mobilità potrebbe essere in declino anche per quanto riguarda altre modalità di trasporto. Nel 2012, il britannico medio ha viaggiato per 10.700 km, il 4% in meno della media registrata tra il 1995 e il 1997, secondo i dati del Britain’s Department of Transport. Il numero degli spostamenti su mezzo privato era sceso del 14 per cento mentre i km percorsi con alcune modalità di trasporto pubblico erano aumentate del 2 per cento.

Internet e prezzi dei carburanti

Il costo dei carburanti è chiaramente una causa in molti paesi. I prezzi del greggio sono quadruplicati rispetto all’inizio del secolo. L’aumento alla pompa di benzina e gasolio è stato più contenuto per via delle tasse. Comunque gli spostamenti in automobili sono diventati significativamente più cari.

Naturalmente, dato che spostarsi diventa sempre più costoso, le famiglie viaggiano di meno e scelgono modalità di trasporto più convenienti. Qualcosa di simile accade negli anni settanta e nei primi anni ottanta in conseguenze dei primi due shock petroliferi.

Anche le variazioni demografiche hanno un loro ruolo. Le percorrenze annuale in automobile si riducono del 50 per cento quando una persona va in pensione. Con l’alzarsi dell’età media delle popolazioni nelle economie avanzate, l’utilizzo pro capite dell’automobile scende. Ma il fenomeno risponde anche ad altri più complessi cambiamenti sociali. L’avvento dei dispositivi mobili, degli smartphone, dei nuclei famigliari composti da una sola persona, la tendenza a sposarsi più tardi, l’aumento di giovani residenti nelle aree urbane più centrali e “il cambiamento d’immagine della vita contemporanea” sono tutti fattori che possono favorire il declino dell’automobile, secondo Phil Goodwin del Centre for Transport and Society dell’Università del West England.

Pensa che parte dello status e dell’autoidentificazione rappresentata dall’automobile sia stata trasferita agli smartphone. “Io amo la mia auto” è diventato “io amo il mio smartphone”, ha sostenuto Goodwin in una conferenza del 2012 dal titolo “Il picco dell’auto. Da dove viene l’idea? E dove sta andando?”.

Sicuramente l’avvento dello shopping on line e dei social network possono avere sostituito alcuni spostamenti di piacere o per acquisti. “I dati della ricerca confermano il fatto che la tecnologia e i social media sono visti come sostituti degli spostamenti fisici, in particolare tra i giovani”, sostiene il Forum Internazionale del Trasporto.

“Il calo più significativo riguarda gli spostamenti per acquisti e per far visita ad amici e parenti” sostiene il report del forum “che alcuni vedono indicatore di un cambiamento indotto dalla scelta (forse facilitata dalla maggiore disponibilità di alternative online allo spostamento) ma che potrebbe anche essere il risultato di diminuzione di disponibilità di spesa.”

Auto aziendali, giovani uomini.

Il declino è concentrato principalmente in alcuni gruppi sociali. In Gran Bretagna, per esempio, è più evidente a Londra dove gli alti costi di assicurazione e parcheggio, le misure di road pricing e una fitta rete di trasporto pubblico hanno agito in sincrono per ridurre l’uso dell’automobile a partire dall’inizio del secolo.

Alla metà degli anni novanta le automobili erano responsabili di circa il 50 per cento di tutti gli spostamenti della capitale, oggi solo per meno del 40, dice David Metz del Centre for Transport Studies dell’University College London. (“The future of the car”).

In Gran Bretagna nel suo complesso, la riduzione del ricorso all’auto a partire dal 1997 si spiega interamente con il cambiamento di abitudini degli uomini sotto i 50 anni. Per i maschi tra i 30 e i 50 anni, la riduzione dell’uso di auto aziendali spiega il declino a partire già dagli anni novanta, dice il report del Forum che ne individua le cause in una riduzione delle agevolazioni fiscali sui carburanti utilizzati per le auto aziendali. Per i maschi più giovani, tra i 20 e i 29 anni, che non hanno la stessa possibilità di accesso alle auto aziendali, la maggior parte del declino è dovuto a un minor utilizzo di vetture private. Le loro percorrenze in auto si sono ridotte di ben 3mila km all’anno a partire dal 1997. “Metà di questa riduzione è dovuta a un minor numero di automobilisti, e metà a un minor numero di chilometri percorsi. Circa un terzo del totale della riduzione delle percorrenze è conseguente alla riduzione di viaggi per visiste ad amici e parenti” si legge nel report.

Rimane da chiarire quanto di questa riduzione sia il risultato di una scelta consapevole di un diverso stile di vita e quanto è conseguente alle costrizioni indotte dalla crisi economica e dall’aumento dei costi di gestione di un’automobile. Ma l’esperienza di Londra e delle auto aziendali suggerisce che deliberate scelte politiche come il road pricing e l’aumento delle tasse sui carburanti possono avere impatti molto significiativi.

John Kemp

Articolo originale: Car use declining among young adults

 

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