Lettera da Stoccolma: il trasporto pubblico è un bene comune

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In un momento nel quale abbiamo bisogno di ripensare alla radice le soluzioni trasportistiche che abbiamo adottato finora e quindi mettere alla prova tutte le nostre convinzioni in tema, sarebbe sciocco non fare uno sforzo per tentare di capire le proposte di chi parte da presupposti che rompono con la tradizione. Molto probabilmente nei prossimi anni si delineeranno soluzioni ai problemi della mobilità molto diverse da quelle che sono le attuali pratiche, per cui dobbiamo cominciare a prendere confidenza con modi di pensare che molti possono trovare sgradevoli.

Questo contributo arriva da uno dei gruppi più attivi sul fronte delle rivendicazioni per la gratuità del biglietto: Planka.nu in Svezia.

 

il trasporto pubblico è un bene comune

– Christian Tengblad, Planka.nu, Stockholm

A Stoccolma, i politici della maggior parte dei partiti sono ormai dell’idea che sia necessario contrastare il cambiamento climatico, ostacolando l’invasione degli spazi pubblici da parte delle automobili e modificando la gerarchia del traffico. Ma quando si parla di trasporti pubblici, le tariffe sono schizzate alle stelle con un aumento del 76% rispetto al 2000. Quasi tre volte il normale tasso di inflazione. Questo aumento è stato ovviamente il singolo fattore che più ha influito negativamente sui volumi di utenza.

Così, nonostante ci sia una certa comprensione delle sfide che comporta il traffico, le politiche effettivamente messe in atto spingono sempre di più le persone sulle automobili creando domanda per la costruzione di nuove superstrade urbane. La pressione sulle tariffe sta anche influenzando delle persone, e la compagnia di trasporti SL sta spendendo milioni per il collocamento di nuovi tornelli invece che per potenziare la flotta.

Il sistema di trasporto pubblico non merita questo trattamento: rappresenta una necessità per moltissimi pendolari, garantisce mobilità alla gente – soprattutto a coloro che non possono permettersi un’automobile – e benefici sociali complessivi che superano ampiamente i costi. Alcuni esempi: Västtrafik ha calcolato che per ogni dollaro speso nel trasporto pubblico si ottiene un ritorno di 1.75 dollari. I fattori considerati in questo calcolo sono la qualità dell’aria, la riduzione del numero di parcheggi, la salute pubblica e la minor manutenzione stradale. Se includessimo anche gli effetti di riduzione del cambiamento climatico, l’argomento diventa ancora più convincente.

Ma ci sono altre forze al lavoro: l’idea dell’automobilità – cioè che la mobilità privata motorizzata garantisca la libertà della gente – non si combatte solo con i dati. In Svezia l’industria dell’automobile e lo stato sono stati inseparabili per decenni, un dato di fatto che ancora influenza le scelte politiche. La gerarchia del traffico – con l’automobile in cima alla piramide – è ancora intatta. Per cambiare le cose, non abbiamo bisogno solo di un’opinione diversa, dobbiamo organizzare la forza dei pendolari.

Il modo più semplice per liberarsi del fardello delle tariffe è quello di eluderle. La parola Planka significa saltare una barriera, di solito quando ci sono delle tariffe da pagare. Questo è stato sempre visto come una debolezza – se non puoi permetterti un biglietto allora ai bisogno di planka – ma noi abbiamo voluto trasformarlo in qualcosa di diverso. Ispirati dal movimento italiano degli anni 70 sull’autoriduzione, abbiamo istituito un fondo per gli elusori che copre le multe comminate a tutti i nostri membri. Questo trasforma la debolezza individuale di non avere i soldi per il biglietto nella forza collettiva di uno sciopero delle tariffe.

Per trasformare il trasporto pubblico in un bene comune, i pendolari devono organizzarsi in tutto il mondo. Non tutti possono permettersi di lanciare uno sciopero, ma ci sono un sacco di modi per guadagnare potere contrattuale come pendolari. Il trasporto pubblico gratuito ha avuto successo  in città come la capitale Estone Tallin, contribuendo a invertire il trend negativo dei trasporti pubblici. È il momento di organizzarsi per ottenere un trasporto pubblico gratuito in diverse parti del pianeta!

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Planka.nu è una rete di gruppi locali che promuovono il trasporto pubblico gratuito. Oggi ci sono sezioni a Stoccolma, Gothenburg, Scania e Oslo. Ha scelto di lavorare al di fuori del sistema istituzionale attraverso l’assicurazione per il Gatecrashing e il lavoro di divulgazione pubblica. È un’organizzazione non gerarchica e gestita su basi volontarie. “Siamo ispirati dalle idee dell’azione diretta e dell’autoriduzione, scegliendo di combinare questi fattori con una più tradizionale azione di lobbying a livello politico e il nostro lavoro come l’unico think tank Svedese sulla mobilità”

Assicurazione per il trasporto gratuito

P-kassan, l’assicurazione per il trasporto gratuito, è un progetto collaborativo tra persone che condividono situazioni simili. Non possiamo permetterci il biglietto o l’abbonamento, o non vogliamo pagarlo. Si paga una piccola cifra al fondo e se vieni scoperto a viaggiare gratis il fondo paga la multa. L’idea di un’assicurazione di questo tipo non  è nuova. È già stata sperimentata soprattutto da studenti delle città universitarie, e ha funzionato bene benchè fosse su scala molto piccola. La peculiarità di P-Kassan è che si pone un’obiettivo più ambizioso di quello dell’aiuto reciproco tra “portoghesi”. È uno strumento di rivendicazione di un trasporto pubblico gratuito, di proprietà pubblica e controllato dai lavoratori.

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