Automobilismo di ritorno

crushed-bicycleOrmai, almeno sul piano teorico, abbiamo abbondanza di strumenti che ci consentono, volontà politica permettendo, di quantificare il livello di congestione e pericolosità delle nostra strade urbane e non: flussi di traffico, numero di incidenti, di feriti, di morti, indagini origine/destinazione, portata e frequenza dei servizi di TPL,  etc etc etc.

Ma c’è  una cosa – importantissima e terribilmente reale – che i dati non dicono e non riusciranno mai a dire: ed è legata ai vissuti negativi che si hanno spostandosi per molte delle nostre vie e piazze senza essere protetti dal nostro guscio metallico sovradimensionato. Possono essere vissuti di frustrazione (questo bus che non arriva mai e quando arriva è un carnaio) o di paura (di essere investiti o per essere già stati investiti). Questi vissuti sono, se non l’unica, almeno una delle importanti cause di abbandono di modalità di trasporto sostenibili e sono inversamente proporzionali alla quantità di risorse che le nostre istituzioni sono disposte a investire in città, trasporti e vite più sostenibili. Essendo dei vissuti non sono quantificabili con la stessa oggettività con la quale vengono contati gli incidenti stradali, i passaggi di veicoli e quant’altro. Ma non per questo sono meno reali. Pubblichiamo l’articolo – pubblicato sulla stampa locale – di una nostra lettrice di Biella che racconta di come stia pensando di abbandonare la bicicletta in seguito a un incidente fortunatamente senza gravi conseguenze. Ci piacerebbe ricevere altri racconti di chi si riconosce nella situazione di Giorgia, spinto dalla paura per la propria incolumità o dalla frustrazione causata da trasporti pubblici fatiscenti e inaffidabili. Se pensate questo sia la vostra situazione, non esitate a scrivere. Questo post potrebbe diventare il più lungo della storia del web.

Ennesimo incidente, fortunatamente non grave, in cui sono stata coinvolta
in prima persona. Lo stato di vulnerabilità che si percepisce, oltre tutta
una serie di altre emozioni nei pochi secondi in cui accade l’impatto, è
indescrivibile. Ripeto, sono stata molto fortunata per diversi aspetti, non
ultimo quello di non avere le bambine nel carrellino, come quotidianamente
accade..avevo appena scaricato la grande alla fermata dell’autobus, a
ripensarci mi viene ancora la tremarella. In sostanza: me la sono cavata
con un trauma cranico leggero, varie escoriazioni in tutto il corpo e tanta
paura, che purtroppo non rimane scritto sul referto del medico, ma dentro
di me è scolpito in chiare lettere. Non so se userò ancora la bicicletta,
anche se per me era una vera gioia poter raggiungere il posto di lavoro,
piuttosto che scuole e asili vari..la usavo anche per fare la spesa perchè
era soprattutto un piacere e, dal mio punto di vista, un dovere. Un tacito
impegno verso un nuovo ed evoluto modo di porsi per contribuire a provare a
superare un atteggiamento comune di voler usare a tutti costi un mezzo
motorizzato anche per fare pochi metri..Se questa mia testimonianza potesse
servire anche solo a poter provare a concepire una città più a misura di
uomo, tutelando e perchè no premiando, chi fa delle scelte non scontate
come quella di usare quotidianamente la bicicletta per un senso di mobilità
più sostenibile..ne sarei veramente felice.

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mareGiorgia Monetta è insegnante precaria in materie artistiche alle scuole medie e superiori. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Nel corso della vita ha fatto lavori molto diversi.

Ha 3 bimbe (la più grande ha 7 anni), vive a Biella e con il marito sta iniziando un lungo percorso di autoproduzione: pane, pizza, a volte pasta, detersivi, sapone, marmellate, ortaggi e alberi da frutto.
Usano nel limite del possibile la bici e le scarpe per spostarsi, sia in città che in
vacanza. 

3 pensieri su “Automobilismo di ritorno

  1. Sapete che ho scoperto una chicca? Questa è veramente forte: L’INAIL, che dovrebbe tutelare chi è vittima di infortuni, non riconosce come mezzo autorizzato la bicicletta per andare a lavorare..quindi ci sta che non mi accettino la richiesta di infortunio in itinere..vi terrò aggiornati!!

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