Per la libertà dell’infanzia.

stopdekindermoordCosa succede ai londinesi con figli?

Transport for London (TfL) dice che “il tasso di utilizzo dell’auto tra le famiglie con almeno un bambino è verosimilmente più alto del 50%  di quello di famiglie senza figli, indipendentemente dal reddito.  In media, per ogni fascia di reddito, gli adulti appartenenti a famiglie con figli effettuano 0.93 spostamenti giornalieri in auto come conducente di auto contro gli 0.58 degli adulti senza figli”.

TfL prosegue “i genitori con figli in età prescolare o di scuola primaria presentano i tassi di ricorso all’auto più alti, mentre le famiglie giovani senza figli presentano di gran lunga i tassi più bassi”.

Non è solo a Londra, è così quasi ovunque.

I genitori di tutto il mondo sono accomunati dal desiderio per la sicurezza dei loro figli. Qualunque genitore cerca il meglio per i suoi bambini, ma mentre i bambini olandesi beneficiano di un ambiente che permette loro di avere una grande libertà e che secondo l’UNICEF permette loro di stare meglio di qualunque altro bambino, le loro controparti britanniche hanno meno libertà che in passato e se ne restano rintanati nelle automobili dei loro genitori che temono per la loro sicurezza. Questo non danneggia solo il loro sviluppo ma anche i genitori stressi, sottoposti al surplus di stress e di spesa conseguente alla necessità di dover lavorare come tassisti a titolo gratuito.

La mancanza di indipendenza dei bambini britannici è per gran parte il motivo alla base dell’obesità ‘epidemica’ sulla quale i medici stanno gettando grida d’allarme. Quasi la metà dei bambini della nazione non arrivano nemmeno ad effettuare l’esercizio fisico minimo raccomandato per restare in buona salute.

Non voglio criticare i genitori di Londra o di qualunque altra città per il loro desiderio di sicurezza per i propri figli. Non posso nemmeno criticarli per tentare di garantirla portandoli in giro in auto piuttosto che permettere loro di usare la bicicletta. I genitori che si comportano così sacrificano il loro tempo a servizio dei figli. Accompagnare in auto i figli è un atto d’amore.

Il danno che questa situazione crea ai bambini non è conseguente alle decisioni prese dai singoli genitori che non hanno altra scelta se non quella di reagire al loro ambiente risultato di decenni di progettazione stradale che ha reso meno che desiderabile andare in bici o anche a piedi, perfino su molte vie residenziali.

Dov’è Boris?

A Londra la colpa è da imputare a Transport for London e a Boris Johnson, sindaco di Londra, che contro tutte le sue vuote promesse sul ciclismo non ha fatto quasi niente per renderlo praticabile dalla maggior parte della popolazione, e in particolare dai bambini che hanno il diritto di spostarsi in autonomia piuttosto che dover dipendere dai propri genitori.

Le manifestazioni di chiusura di singole vie al traffico dimostrano quanto possa essere popolare il ciclismo se solo la gente si sentisse sicura in sella. Ma le persone non si sentono sicure e non andranno in bici fino a che questa situazione non cambierà. Il livello delle infrastrutture londinesi è talmente basso che persino gli adulti non utilizzano la bicicletta. Solo il 2% degli spostamenti utilizzano i pedali. Per far sì che anche i bambini possano ricorrere alle due ruote, la qualità delle infrastrutture deve migliorare moltissimo fino a garantire quel livello di sicurezza soggettiva che incoraggi i genitori a permettere ai loro figli di spostarsi in libertà.

………..

Attivisti: è ora di campagne efficaci !

C’è qui una grossa opprtunità per gli attivisti pro-bici, se desiderano coglierla.

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Non c’è bisogno di alienarsi le simpatie del grande pubblico con politiche anti-auto. Gli olandesi non lo fanno. Ma le strade nei pressi delle scuole non sono dominate dalle automobili.

Dimentichiamoci di quelle campagne poco produttive come “più spazio per le bici” (che potrebbero benissimo chiamarsi “aiutiamo i taccheggiatori” visto il livello di interesse dell’opinione pubblica). Smettiamo di mettere le persone le une contro le altre parlando di argomenti controversi ma non particolarmente importanti come la responsabilità oggettiva. Smettiamo di spendere energie in dibattiti sui pro e i contro di una singola strada modificata per la seconda volta in modo discutibile. Niente di tutto questo potrà trasformare il ciclismo in un’esperienza quotidiana per la totalità della popolazione

Concentrandoci sui dettagli perdiamo di vista il quadro complessivo.

Il ciclismo dovrebbe essere per tutti

 Gli attivisti non sono esenti da colpe per il disastro degli ultimi quarant’anni nel Regno Unito, dato che hanno regolarmente mancato di portare l’attenzione su temi davvero importanti concentrandosi invece solo su quello di cui i ciclisti già attivi avevano bisogno per continuare ad esistere come minoranza. In parte come risultato di questa enfasi, i ciclisti oggi sono senz’altro una minoranza. Permettendo essi stessi di venire etichettati come “i ciclisti” e abbassando gli standard delle loro richieste, gli attivisti hanno reso la vita facile al governo nel portare avanti decenni di sottofinanziamento di infrastrutture ciclistiche che sarebbero andate a vantaggio di tutti.
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Una normale giornata di scuola ad Assen, Olanda. Tra un paio d’anni quella bimba andrà a scuola da sola. La foto non è stata scattata in un parco. Chi non vorrebbe questa libertà per i propri figli?

Lentamente, ma con certezza, le politiche dei vari governi che si sono succeduti hanno portato i genitori britannici a credere di non avere altra scelta che quella di scarrozzare i loro figli in automobile. I genitori vogliono il meglio per i loro figli, ma le loro scelte sono limitate dall’ambiente. Questo è il motivo per il quale andare in bici o a piedi a scuola non si fa quasi più, mentre l’andarci in auto è aumentato.

I genitori fanno il meglio che possono, ma mentre tengono i loro figli al riparo da eventuali collissioni all’interno delle loro auto, quelle stesse auto li uccideranno lo stesso se contribuiranno a educare a uno stile di vita sedentario con gli associati problemi di salute.

Questo è il vostro momento “Stop de Kindermoord“. Il miglior argomento da promuovere oggi in Gran Bretagna è lo stesso argomento per il quale gli olandesi di batterono quarant’anni fa: la sicurezza e la salute di tutti i bambini della nazione.

Una campagna per la libertà dell’infanzia

Per una campagna che si concentra sui bambini c’è bisogno di un buon slogan. “Fermate l’assassinio di bambini” funzionò per la sua carica emotiva e perchè era qualcosa in cui tutta la popolazione poteva riconoscersi. La nostra campagna dovrebbe cercare un sostegno il più ampio possibile. La salute delle prossime generazioni è di vitale importanza, l’esercizio quotidiano è importante per migliorare la salute dei ragazzi, e il miglior modo per raggiungere questo obiettivo è consentire ad ogni bambino di poter essere attivo nella vita di ogni giorno garantendogli un livello di autonomia ed indipendenza simile a quello di cui godono i bambini olandesi.

Per quanti adulti il ricordo della loro prima bicicletta è anche il ricordo della libertà e indipendenza che garantiva?

I bambini non hanno la patente. Se non vengono rinchiusi in un autoveicolo non hanno altra scelta se non quelle di spostarsi nel raggio di una distanza percorribile a piedi oppure sperimentare il livello ben più ampio di libertà che può garantire una bicicletta.

Per garantire ai nostri figli le stesse esperienze della nostra infanzia abbiamo bisogno di un cambiamento nelle infrastrutture che dia loro sicurezza. Le infrastrutture ciclistiche devono avere quel livello qualitativo da poter permettere a un bambino di 5 anni di andare ovunque. Non solo a scuola, ma anche alla spiaggia, al parco, nel centro città e in qualunque altro posto possa venirgli in mente.

Non serve solo ai bambini

Infrastrutture di una qualità tale che rendono i bambini in grado di andare in bicicletta funzionano meglio per tutti. Anche le persone più anziane che perlo più non usano mai la bicicletta e quelli a cui piace pedalare veloce.
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dscf4666.orgDavid Hembrow:
Un ciclista nato da una famglia di ciclisti che vive nel capoluogo della provincia più ciclistica della nazione più ciclistica del mondo. Nato nel Regno Unito, ha vissuto per 8 anni in Nuova Zelanda e si è trasferito in Olanda nel 2007. Organizza viaggi di studio sulle infrastrutture ciclabili, gestisce un negozio di biciclette online, organizza vacanze in bicicletta e gestisce il blog “A view from the cycle path“, da cui è tratto questo articolo. Potete contattarlo scrivendo a avftcp@hembrow.eu

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