14 domande sul parcheggio.

Crazy-Car-ParkingIl problema del parcheggio è il grande assente, il punto cieco, nella riflessione e la discussione sulle nuove forme di mobilità. Spesso, tra le dichiarazioni di intenti e la realizzazione di progetti che puntano a una riorganizzazione in senso sostenibile dei trasporti urbani, spunta da qualche parte la “necessità di più posti auto” nei centri urbani allo scopo di “favorire l’economia locale”. Quanto questa convinzione sia fondata in ogni singolo contesto non è dato sapere, anche se in generale sembra abbastanza chiaro che la trasformazione di un parcheggio per auto in 6 stalli per biciclette sia potenziale portatrice di considerevoli aumenti di fatturato per il piccolo commercio.

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Utilizzi alternativi dello spazio e spesa media nei negozi adiacenti in Australia

Sta di fatto che ci facciamo in quattro per rendere il parcheggio delle automobili facile ed economico. I costi per questo non sembrano mai troppo alti, lo spazio utilizzato mai abbastanza prezioso e le alternative all’auto mai abbastanza valide per essere effettivamente incentivate. Anche se non riusciamo mai a costruire abbastanza parcheggi per tenere il passo della domanda, continuiamo a richiederne – e costruirne – sempre di più. E all’inferno i costi.

In effetti la costruzione e la gestione di infrastrutture dedicate alla sosta di utenti del commercio, ai residenti o ai pendolari sembrano rispondere più a logiche di tipo elettoralistico che a risultati di serie ed approfondite analisi di valutazione costi/benefici. Si rinuncia a tenere in considerazione l’elementare fatto che aumentando il numero di posti auto in un dato quartiere i flussi del traffico che vi si dirigono aumentano inevitabilmente e si preferisce cedere alle preoccupazioni peraltro comprensibili degli operatori del commercio locale che pensano che sostituire con una pista ciclabile i posti auto su strada voglia inevitabilmente dire perdita di fatturato; o a quelle di residenti e lavoratori abituati a considerare l’uso privato in comodato gratuito del suolo pubblico a scopo di sosta un diritto da prevedere in una nuova ipotetica carta costituzionale.

In realtà ogni spazio urbano si può prestare a molteplici usi alternativi tra loro, e non è detto che il suo utilizzo come spazio di sosta gratuita o pesantemente sovvenzionata dalla fiscalità generale sia sempre il più vantaggioso. Per questo, prima di decidere se utilizzare uno spazio per soddisfare le esigenze della sosta privata sarebbe opportuno porsi alcune domande volte a chiarire quali sarebbero i reali costi e benefici della nuova infrastruttura, che si tratti di dipingere semplicemente delle strisce a bordo strada oppure di costruire una faraonica struttura multipiano, fuori o sotto terra. Proviamo a proporne alcune:

1 Qual è l’attuale valore del terreno

2 Quanto si potrebbe ricavare utilizzando il terreno per:
a) uno sviluppo commerciale o
b) uno sviluppo residenziale

3 a quanto ammonta il reale costo di allestimento “chiavi in mano” della struttura (illuminazione, macchine per l’erogazione dei ticket e l’incasso, segnaletica, arredo vario)

4 Quali i costi annuali di ammortamento dei capitali investiti

5 Quanti i posti auto che si potrebbero ricavare

6 Quale il costo unitario di costruzione per posto auto

7 Quali i costi annuali di manutenzione

8 Le tariffe di parcheggio copriranno tutti i costi o sarà necessario intervenire con qualche genere di finanziamento pubblico?

9 Fino a che punto sovvenzionare la sosta dei residenti? Tariffe troppo vicine ai valori di mercato potrebbero stimolare un maggiore utilizzo dell’auto. Tariffe troppo basse potrebbero non costituire un deterrente al possesso dell’automobile.

10 Fino a che punto sovvenzionare le tariffe di sosta per i pendolari? Esistono valide alternative all’auto negli orari di entrata e uscita dal lavoro?

11 Quale è il tasso aspettato di occupazione della struttura

12 Quale sarà l’incremento del traffico e delle relative spese di manutenzione delle strade circostanti

13 Quale sarebbe la riduzione in termini di flussi e di costi di manutenzione se al posto dei nuovi posti auto si adottasse qualsiasi altra soluzione volta a scoraggiarel’afflusso di auto e a incoraggiare modalità più sostenibili di spostamento e di utilizzo degli spazi (es. pista ciclabile?)

14 Che variazioni di fatturato subirebbe il commercio locale nei due scenari alternativi?

…la lista di domande potrebbe continuare, anche su suggerimento di qualche lettore.

2 pensieri su “14 domande sul parcheggio.

  1. dal mio punto di vista questa decisione a proposito delle aree sosta va vista nella opportunità di coinvolgimento volontario e incentivato del settore privato e di quartieri specifici in città . Il Mobility Management per il settore privato e progetti di riqualificazione urbana per quartieri si possono integrare bene con le politiche sulla sosta, fornendo esempi di mobilità efficiente e calmierata che possano essere ad esempio e estendersi a macchia d’olio…E’ comunque indispensabili una politica che soddisfi la domanda di parcheggio su certe aree di alta percorrenza !

    Rispondi
    • Di solito le aree ad alta percorrenza sono le periferie urbane attraversate da flussi di traffico diretti altrove (spesso proprio i centri urbani). può essere utile in questo caso porsi altre domande aggiuntive:
      15: la nuova struttura sarà servita in modo conveniente ed efficace da un servizio di trasporto pubblico che la collega con le principali destinazioni degli attuali flussi di traffico?
      16: si riesce ad attuare una politica integrata di gestione con le strutture presenti in centro che riduca o renda meno appetibile l’utilizzo di queste ultime rispetto a quello del nuovo parcheggio (leggi: agire su tariffe e disponibilità di posti auto in centro)?

      Se non si soddisfano queste due condizioni i parcheggi esterni alle cinture urbane restano sottoutilizzati fino a che non si crea una domanda aggiuntiva di mobilità automobilistica che per svariati motivi non si serve dei parcheggi più centrali.

      Rispondi

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