Carsharing P2P: Whipcar chiude.

Il 10 novembre 2010 World Streets pubblicava un post dal titolo “The P2P carsharing saga continues: The WhipCar story” scritto da due giovani imprenditori che avevano avviato una nuova start-up innovativa che promuoveva l’utilizzo in condivisione di autovetture private. Potete trovare una traduzione in italiano di quell’articolo qui: https://nuovamobilita.wordpress.com/2010/11/10/car-sharing-p2p-strategie-iperlocali-di-condivisione/. Dopo oltre due anni di duro lavoro nello sviluppo di un mercato completamente nuovo e sconosciuto per la Gran Bretagna hanno scoperto, per dirla con le loro parole “che ci sono ancora molte barriere a un ricorso diffuso e popolare al noleggio di autovetture peer to peer nel Regno Unito. Abbiamo osservato a lungo queste sfide crescenti dal punto di vista di una piccola impresa con risorse limitate. Dopo molto riflettere abbiamo preso la decisione, molto difficile per noi, di chiudere whip car.”

Ma vediamo quello che hanno da dire in termini di lezioni apprese e alla fine di questo breve articolo proporremo una breve riflessione sul significato di tutto ciò nel più ampio contesto del car sharing e del P2P:

“Cari amici e cari clienti, quando decidemmo di far nascere whipcar nell’aprile del 2010, sapevamo di imbarcarci per una missione molto avventurosa. Eravamo i primi a offrire ai proprietari di automobili la possibilità di fare un migliore utilizzo delle loro vetture, compensando la crescita dei costi della motorizzazione noleggiandole ai loro vicini. Ma in questo momento siamo tristemente costretti ad annunciare che abbiamo deciso di chiudere Whipcar.

WhipCar, in molti sensi, è stato un successo. Siamo riusciti a modificare il senso comune sulla condivisione e la proprietà dell’auto con l’aiuto di tanti membri della nostra comunità. Siamo stati capaci di dare un valore al fatto che gli automobilisti delle aree urbane come il centro di Londra postessero accedere a noleggi comodi, convenienti e di facile utilizzo nel raggio di cinque minuti dalla loro abitazione.

Comunque, mentre molti di voi riuscivano a veder il futuro, ci siamo accorti che ci sono ancora molti ostacoli per un’adozione larga e diffusa del car sharing p2p nel Regno Unito. Abbiamo osservato a lungo queste sfide crescenti dal punto di vista di una piccola impresa con risorse limitate. Dopo molto riflettere abbiamo preso la decisione, molto difficile per noi, di chiudere whip car. Vorremmo ringraziare i nostri meravigliosi clienti e membri della nostra comunità, i nostri colleghi e i nostri finanziatori per l’importante sostegno datoci nei tre anni trascorsi insieme”

Il team Whipcar, per prendere visione del comunicato completo:

http://www.whipcar.com/ 

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Tom Wright è co-fondatore di WhipCar. In precedenza aveva dato vita a Gurgle.com, un social network per donne incinte adesso di proprietà di MotherCare, e bookarmy.com un servizio di consulenza bibliografica passato ora nelle mani di Harper Collins. Ha ricoperto diversi ruoli nel campo dello sviluppo di strategie digitali con compagnie come BSkyB e Fleming Media.

Vinay Gupta è co-fondatore di WhipCar. Ha lavorato nel campo della comunicazione digitale con Fleming Media, MySpace, Emap, Vue e Abu Dhabi Media Zone. Ha un master in economia ottenuto alla London Business School e ha collaborato con AT&T e American Express.

Commento dell’editore: si tratta di un caso isolato di piccola impresa che fallisce? O è la campana a morto per il P2P, quanto meno per quello britannico? Dal nostro punto di vista la risposta è no ad entrambe le domande. Ma ci dà l’idea di quanto sia davvero difficile organizzare un concetto di impresa così nuovo e difficile con poche risorse. La frase “Abbiamo osservato a lungo queste sfide crescenti dal punto di vista di una piccola impresa con risorse limitate” è sintomatica. Per questo non si tratta di un problema che riguarda il concetto di P2P, e nemmno il P2P in GB. Non si tratta nemmeno di un problema di strumenti, dato che ci sono altri progetti che stanno progredendo bene, alcuni dei quali sono indicati nella mappa qui sotto. Ma in questo campo ancora per molta parte inesplorato c’è bisogno di tasche ben gonfie associate a una grande capacità di apprendimento, adattamento e tempismo nell’espandersi al momento giusto. Prenderemo contatti con alcuni degli altri operatori di carsharing P2P per sentire cosa hanno da dire al riguardo.

Articolo originale su Network Dispatches: Whipcar closes P2P operation in Britain

2 pensieri su “Carsharing P2P: Whipcar chiude.

  1. il car sharing tra privati è un’idea che trovo interessante.. ho visto che se ne parla anche

    in italia ed il car sharing tra privati mi piace, lo farei pure io. mi sono imbattuto anche in

    questo sito che sembra possa provare a mettere in piedi il servizio. conoscete?

    http://www.car2share.it/
    alla fine l’auto la usiamo poco e quindi penso sia utile tirare su qualche soldino e

    soprattutto non inquinare troppo

    Rispondi
  2. Pingback: Nasce Dryfe, il p2p made in Italy. | Nuova Mobilità

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