Le misure di road pricing tra destra e sinistra

(31 marzo 2011) E’ di questi giorni la notizia che i cinque referendum milanesi sull’ambiente si svolgeranno in concomitanza con quelli nazionali su acqua, nucleare e legittimo impedimento. Una mezza vittoria per i promotori – che puntavano ad accorpare i referendum alle elezioni comunali – che potrebbe servire ad evitare una scarsa affluenza alle urne.

Per il referendum che più ci interessa, quello sull’allargamento di Ecopass, si registrano posizioni molto articolate all’interno delle forze politiche, sicuramente non coincidenti con quelli che sono gli schieramenti di maggioranza e opposizione.

Le misure di road pricing in effetti possono apparire “di destra” oppure “di sinistra” nello stesso modo. Sono “di destra” perchè, chiedendo un prezzo per l’uso di una risorsa pubblica quale la strada, pongono un ostacolo alla sua accessibilità per i ceti meno abbienti. Sono “di sinistra” perchè chi di solito si adopera per evitare di consegnare gli spazi urbani all’invasione degli automezzi privati permettendo alle istituzioni di “mettere le mani in tasca” ai contribuenti si considera o viene considerato, a torto o a ragione, un uomo di quella parte politica.

Questo spiega in parte perchè in questo caso si creano spesso  schieramenti molto trasversali, sia a favore che contro l’introduzione di queste misure. Non si tratta quindi solo di bassi interessi di bottega, che pure ci sono e non vanno sottovalutati.

Anche nel caso di Ecopass si sono registrate all’interno della stessa giunta comunale posizioni antitetiche rispetto alla sua introduzione. Quindici giorni fa il vicensindaco De Corato prendeva una posizione di fatto contraria nel commentare la relazione stesa da una commissione di esperti nominata dalla stessa giunta che indicava nell’allargamento delle misure di road pricing la strategia principe da seguire per ridurre smog e congestione. Sul fronte opposto si è espressa invece la prima cittadina meneghina Moratti che pochi giorni fa si è impegnata a votare sì a tutti e cinque i quesiti referendari.

Favorevole a Ecopass anche il candidato sindaco dell’opposizione Pisapia, ma poco più di un anno fa il candidato alla presidenza della provincia per il centro sinistra, Penati (tra l’altro presidente uscente), considerava fallito l’”esperimento” Ecopass.

In effetti le misure di road pricing, che effettivamente sono l’applicazione di meccanismi di mercato a una risorsa  pubblica, hanno una connotazione di “destra”. Ma andrebbe fatto notare che un sistema di mobilità urbana organizzato sull’assunto che tutti siano in grado di comperare, gestire ed utilizzare un attrezzo che costa svariate migliaia di euro all’anno e che richiede, per la sua guida, facoltà fisiche e mentali di cui non sempre – per diverse ragioni – tutti gli esseri umani sono dotati ha sicuramente molto poco “di sinistra”.

Utilizzare invece i proventi delle misure di road pricing per migliorare i servizi di trasporto pubblico può potenzialmente migliorare la mobilità di chi l’auto non ce l’ha o di quelle persone per le quali l’auto rappresenta un cappio al collo sempre pronto a strangolarle.

A chi invece obietta “da destra” dicendo che non è giusto che chi utilizza l’auto venga penalizzato attraverso l’imposizione di un balzello di cui lui non si giova andrebbe fatto presente che grazie a questo semplice meccanismo di mercato si possono decongestionare le strade e quindi ridurre i tempi di spostamento anche di chi continua a spostarsi in automobile, che quindi trae un beneficio diretto dal pagamento del pedaggio.

Chiaramente si tratta di un processo da gestire in modo molto accorto per evitare di trovarsi con una rete di trasporto pubblica inadeguata alla situazione che costringerebbe chi ha meno disponibilità economiche all’alternativa obbligata tra salasso economico e mezzi di trasporto pubblico sovraffollati e poco affidabili. Ma quello che conta è che le misure di road pricing possono far capire che la priorità per le istituzioni pubbliche non è quella di garantire l’accesso all’auto – che è demagogia – ma l’accesso a servizi di mobilità affidabili e puntuali a tutti.

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