USA e automobili. La fine di un amore?

Il motore V-8 da 389 pollici cubici (circa 6.400 cc) è tra le cose più amate da cuori ormai invecchiati i cui nipoti stanno oggi probabilmente sognando un hard drive da 1 terabyte che riversi i suoi video su uno schermo ad alta risoluzione.di Ashley Halsey III

“Oggi il possesso di un’auto di prestigio non è di sicuro una tra le cose a cui si titne di più” dice Jim Wangers, 85 anni, conosciuto come “il padrino” della Pontiac GTO, simbolo dell’era delle “muscle car“. “Negli anni sessanta era assolutamente obbligatorio il possesso di auto da urlo. Oggi la mobilità personale che più conta è quella sul Web”.

Il leggendario innamoramento degli americani per l’automobile non è finito, ma come molti romanzi che iniziano con un prologo bollente, si sta evolvendo verso anni di tranquilla coesistenza radicata più nel bisogno che nel piacere.

Le ragioni sono molteplici: le strade non appaiono più così libere e aperte come quando sbocciò l’amore, al termine della seconda guerra mondiale. Gli effetti della congestione e del giogo imposto dai prezzi dei carburanti hanno in qualche modo imbrigliato parte dell’impulso a spostarsi.
Le auto di grossa cilindrata un tempo rappresentavano uno status symbol per qualsiasi adolescente, ma oggi le quattro ruote sono  più importanti come strumento per raggiungere il centro commerciale. E le possibilità di incontro nel ciberspazio comportano una grossa diminuzione del bisogno di andare da qualche parte per vedere gli amici.Chi ha meno di 30 anni dimostra un crescente disprezzo verso il possesso di cavalli vapore. Oppressi dai debiti universitari e preoccupati per l’ambiente, sono  sempre di meno quelli che si preoccupano di conseguire una patente di guida, andando piuttosto a vivere in città ben servite dai trasporti pubblici anche grazie al fiorire del web 2.0 in grado di offrire un ampio arsenale di alternative al possesso dell’auto.

“I miei genitori sono nati entrambi negli anni cinquanta, e una delle cose che abbiamo sempre fatto è  quella di infilarci nell’auto per andarcene in giro senza una particolare destinazione” dice Aaron DeNu, 33 anni, cresciuto nelle periferie di Cincinnati e residente oggi in Logan Circle, che ha liberamente scelto di non possedere un’automobile. “Penso che oggi l’auto sia meno collegata alla tua identità di quanto lo fosse in passato”.

La popolazione di Washington è aumentata di 30.000 persone nel primo decennio di questo secolo, ma il numero di veicoli registrati rimane costante. Più di un quarto degli adulti della città non possiede un’auto.

NASCAR ha scoperto che i più giovani non vengono più sedotti dal rombo di motori ad alte prestazioni. Per espandere una base di fans in rapido incanutimento ha spinto gli automobilisti più famosi al presenzialismo sui social network. Oggi Jeff Gordon twitta regolarmente a oltre 200mila followers e ha più di 458mila fans su facebook.

Ma i giovani sembrano più interessati a smanettare su internet che in un vano motore, e si stanno accorgendo che questo garantisce possibilità di spostamento mai viste.

Servizi on line come  Zipcar and Car2Go che forniscono noleggi a breve termine per spostamenti al supermercato o al centro commerciale si trovano oggi di fronte alla competizione con nuove applicazioni che consentono ai proprietaridi auto di affittare ad estranei le loro vetture attraverso connessioni on line.  Ci sono anche applicazioni che portano la tecnologia tra gli autostoppisti permettendo agli automobilisti di postare i loro spostamenti per riempire i posti disponibili con dei passeggeri.

“Oggi siamo su tutte le piattaforme mobili”, dice Jason Conley di  Avego, una compagnia di car pooling. “La penetrazione degli smartphone è arrivata al 50% alla fine dell’anno, quindi c’è sempre più gente con un piccolo computer tascabile che può permettersi molteplici opzioni di trasporto”.

Articolo originale: Has the passion gone out of America’s fabled love affair with the automobile?

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