Il car sharing peer to peer al #trafficcamp

Al #trafficcamp del 17 marzo a Milano era presente anche la nostra associazione con una riflessione sul car sharing p2p: riportiamo oggi una rielaborazione di quell’intervento, disponibile in video (come tutti gli altri interventi della giornata) qui.

L’applicazione di riforme della mobilità che puntino a un maggiore ricorso a mezzi di trasporto diversi dall’auto privata trovano in Italia una maggior resistenza che in altri paesi anche a causa degli alti tassi di motorizzazione che caratterizzano la penisola.

Ridurre i tassi di motorizzazione dovrebbe essere quindi un obiettivo prioritario se si vuole che questo genere di misure possa venire accolto in maniera quanto più favorevole possibile. Questo avrebbe anche come effetto “secondario” una liberazione di spazi urbani a favore della qualità dei medesimi e dell’efficienza/efficacia di altre forme di mobilità.

Il car sharing tradizionale: potenzialità e limiti

 Il car sharing rappresenta il più riuscito tentativo di affrontare questo problema (effetti sui tassi di motorizzazione: -50% secondo uno studio condotto negli USA) offrendo una valida integrazione ai servizi di TPL grazie alla quale si può fare a meno della proprietà dell’auto. Chi ricorre al car sharing, oltre a non possedere un’auto che spesso viene lasciata ferma in strada, tende a usare quella in condivisione in misura molto più contenuta, in quanto gli sono più chiari i costi reali di utilizzo. Uno studio condotto tra i propri associati da un servizio di car sharing svizzero ha riscontrato una riduzione dello share modale dell’auto del 75% (da 60 a 15 spostamenti su 100). Questa modifica dei comportamenti avviene grazie alla struttura tariffaria che permette di far emergere anche quei costi associati all’uso dell’automobile – come i costi di acquisto e assicurativi – che spesso sfuggono alla percezione del proprietario di automobile. È una forma di spostamento conveniente per chilometraggi annui fino a 9mila km.

 In concreto il car sharing è un servizio che prevede l’uso collettivo di un parco auto messo a disposizione di un gruppo di utenti che le utilizzano grazie a un sistema di prenotazione e a un costo proporzionale all’utilizzo. Oltre ad essere vantaggioso per il singolo abbonato, comporta una serie di effetti positivi anche per la collettività: meno macchine in circolazione, meno parcheggi, meno traffico e inquinamento.

Il car sharing si caratterizza quindi per :

  1.  l’alto valore simbolico del cambio di stile di vita nei comportamenti legati alla mobilità;
  2.  una felice integrazione di vantaggi collettivi e individuali;
  3.  inserirsi in una visione nuova della mobilità intesa come servizio flessibile e integrato che permette di abbandonare il vecchio modello fondato sul possesso e sull’uso esclusivdell’auto privata;
  4.  integrare le scelte delle famiglie, delle aziende e degli enti pubblici in una collaborazione vantaggiosa per tutti, che facilita la reciproca educazione ad una diversa mobilità.

I limiti di questa forma di condivisione delle vettura sono riassumibili negli alti costi di start-up e nella sua dipendenza dalla presenza di un capillare servizio di trasporto pubblico locale in grado di sostituire una significativa quota di spostamenti normalmente effettuati con l’auto in proprietà. Questo fa sì che il car sharing come lo conosciamo si possa difficilmente esportare al di fuori di centri urbani densamente abitati e serviti dai mezzi pubblici. Sempre per questo nel nostro paese non c’è nemmeno un servizio che sia partito senza un  sostanzioso contributo pubblico o comunque – molto più di rado – senza un iniziale robusto sostegno da parte di grosse compagnie private disposte a scommettere sul futuro delle vetture in condivisione.

L’alternativa del peer to peer

 Il car sharing peer to peer rappresenta un’alternativa più economica ai tradizionali servizi di car sharing. Il gestore si limita a mettere a disposizione la copertura assicurativa e gli applicativi web, mentre le autovetture sono quelle degli utenti. I vantaggi di questa forma di condivisione sono abbastanza evidenti:

  •  costi di start up infinitamente più bassi;
  •  possibilità di presenza capillare di vetture anche fuori dalle zone centrali;
  •  le tariffe si possono fissare a livelli più bassi (le auto non sono necessariamente nuovissime) permettendo utilizzi più frequenti e quindi una presenza del tpl non così capillare come nel caso del car sharing cittadino;
  •  le possibilità di guadagno che prospetta a chi intende mettere a disposizione la propria vettura hanno sicuramente il loro appeal;
  •  creazione di nuovi legami di vicinato che nascono dall’uso condiviso di un’automobile che possono avere ricadute molto positive sul senso di appartenenza a una comunità e a un territorio.

Trattandosi di esperienze molto recenti, non sono ancora disponibili dati sugli effetti del car sharing p2p sui tassi di motorizzazione e sullo split modale, ma si può ragionevolmente presumere che questi siano più pervasivi anche se meno marcati. In altre parole il car sharing peer to peer è praticabile anche nelle periferie più degradate e meno servite dai trasporti pubblici (nelle quali il car sharing tradizionale non avrebbe possibilità di attecchire), dove essendoci una carenza di opzioni di trasporto alternative all’auto la condivisione di quest’ultima difficilmente potrà avere, in termini percentuali, quell’impatto che hanno i tradizionali servizi di car sharing cittadino. Per questo rappresenta un’opzione che nel nostro paese, ai vertici delle classifiche dei tassi di motorizzazione privata e invece sicuramente in serie B o C per quanto riguarda l’offerta di forme di mobilità più sostenibile, andrebbe presa seriamente in considerazione.

2 pensieri su “Il car sharing peer to peer al #trafficcamp

  1. che tipo di assicurazione occorre? ci sono assicurazioni a cui rivolgersi? noi siamo una famiglia senza auto (siamo 2 adulti e 3 bambini) e vorremmo provare a creare una sorta di car sharing peer to peer nella nostra città (Faenza, RA)…ma non sappiamo come superare scoglio burocratico assicurativo…sapete consigliarci?
    Linda e Giovanni

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