“I negri si spostino indietro”

La foto a destra ritrae Rosa Parks, una coraggiosa pioniera dei diritti civili americani e dell’equità nei trasporti. Il primo dicembre 1955 Rosa aveva preso l’autobus a Montgomery, Alabama per tornare a  casa dopo una lunga giornata di lavoro sedendosi nella parte posteriore, l’unica che le persone di colore potevano utilizzare essendo i sedili più anteriori riservati ai bianchi.

Alcune fermate dopo un gruppo di bianchi salì sul bus non riuscendo a trovare un numero sufficiente di sedili per poter stare vicini. L’autista allora annunciò “I negri si spostino indietro”. Parks, membro della NAACP (National Association for the Advancement of Colored People), stanca degli abusi che doveva quotidianamente soffrire sugli autobus cittadini, decise che doveva prendere una posizione chiara e si rifiutò di cedere il suo posto.

L’autista fermò il bus, chiamò la polizia e Rosa Parks venne portata in prigione con l’accusa di violazione delle leggi sulla segregazione razziale di Montgomery, benchè non si fosse rifiutata di cedere un posto riservato ai  bianchi – infatti era nella sezione mista del bus.

Il gesto di Rosa Parks diede il via a una campagna di boicottaggio dei bus di Montgomery da parte della popolazione nera che cominciò a spostarsi con altri mezzi (a piedi, in bici, con il car pooling o facendosi dare dei passaggi da volontari che sostenevano la campagna). Il boicottaggiò durò più di un anno causando gravi perdite alle compagnie di trasporto pubblico di Montgomery che dovettero tagliare pesantemente organici e livelli di servizio. Dopo 381 giorni di campagna le leggi sulla segregazione razziale vennero dichiarate incostituzionali.

Quanto siamo riusciti ad andare avanti da allora? Oggi i mezzi pubblici di tutto il mondo non impongono più la segregazione razziale, ma rimangono discriminazioni non dichiarate, più sottili e subdole: nel nostro paese treni locali e soprattutto autobus sono considerati un mezzo di trasporto di serie B da molte amministrazioni pubbliche quando non dalle stesse compagnie che li gestiscono, da riservare a un’utenza in qualche modo “minus habens” che si accontenta di poco e composta prevalentemente da anziani, minori, donne, immigrati (spesso, guarda un po’, di colore).

 

2 pensieri su ““I negri si spostino indietro”

  1. La segregazione di chi utilizza i mezzi pubblici continua ad esserci. Io ad esempio vivo in una valle del Trentino e coloro che utilizzano i bus o fanno autostop (in assenza di collegamenti) sono percepiti per una buona parte della popolazione come emarginati.

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  2. La sfida che attende coloro che desiderano promuovere stili di mobilità più sostenibili è proprio quella di capovolgere questa idea: rendere attrattivo e prestigioso l’uso dei mezzi pubblici. Mi sembra che l’UITP (Associazione internazionale delle società di trasporto pubblico) stia proprio cercando di lavorare in questa direzione. Mi sembra che in Italia si faccia molta più fatica….

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