Trasporti ed equità: gli impatti socio-economici – II

Un manuale

Il lavoro di Anvita Arora e di Geetam Tiwari è stato riassunto in un manuale dal titolo “Socio-Economic Impact Assessment (SEIA) Methodology for Urban Transport Projects: Case Study Delhi Metro”. L’obiettivo è quello di valutare l’impatto di grandi progetti trasportistici sulla vita dei ceti urbani meno abbienti e di proporre una metodologia per la valutazione degli impatti socio-economici da integrare nelle valutazioni di impatto di queste grandi opere. Si basa su interviste alle famiglie per derivarne degli indicatori di accessibilità, mobilità e benessere socio-economico. Le loro variazioni negli scenari prima e dopo il progetto vengono utilizzate per valutare la significatività degli impatti del progetto sui ceti urbani più poveri.

Il testo completo è disponibile qui

CONCLUSIONi

Il manuale analizza gli impatti di una grande opera come la Metropolitana di Delhi su tre quartieri poveri che non sono stati inclusi tra i beneficiari del progetto. Due di questi quartieri si trovano nelle vicinanze della linea, il terzo è un quartiere di nuova costruzione dove sono stati spostati gli abitanti delle abitazioni che si trovavano sul percorso della linea.

I risultati mostrano che il benessere socioeconomico è correlato positivamente con il numero di spostamenti pro-capite per il lavoro, la scuola e per altri scopi, mentre è correlato negativamente con le distanze percorse, il tempo impiegato e i costi degli spostamenti. La significatività degli indicatori cambia al variare della situazione generale dovuta all’introduzione di grandi infrastrutture come la linea metropolitana. Il numero di spostamenti procapite per il lavoro è sempre positivamente correlato al benessere socio-economico, qualunque sia il contesto. Inoltre il costo degli spostamenti non è significativo in sè quanto per il fatto che gli abitanti del quartiere demolito si sono trovati a dover pagare grosse cifre per potersi spostare in conseguenza del trasferimento delle loro abitazioni.

I risultati ottenuti dai diversi stadi di questo metodo possono differire a seconda dei dati e dei gruppi target utilizzati nei progetti. Comunque questo metodo può venire utilizzato per capire le conseguenze delle grandi opere trasportistiche sui ceti meno abbienti indipendentemente dai dati di input. Il manuale propone un modello su come il benessere socio-economico viene influenzato da mobilità ed accessibilità e così facendo propone una metodologia per la valutazione degli impatti socio-economici applicabile per la comprensione di degli impatti di grandi infrastrutture come superstrade, sovrappassi, etc sui ceti poveri.

Il modello può venire usato dai progettisti per generare degli scenari nei quali valutare gli impatti dei sistemi di trasporto sui poveri e compararli al fine di adottare la scelta migliore e le adeguate contromisure di compensazione. Permetterebbe quindi di internalizzare i costi esterni delle infrastrutture che ricadono sui cittadini più svantaggiati che spesso non sono tra i beneficiari di questi progetti ma ne subiscono le conseguenze negative. Per questo è importante che gli studi sugli impatti socio economici di un nuovo progetto vengano effettuati in modo disaggregato, prevedendo di valutare specificamente gli impatti sui gruppi più vulnerabili.

II – Fine

La prima parte di questo articolo è disponibile qui

Articolo originale: Gauging the socio economic impacts of future urban trasnport initiatives  

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Le autrici:

Anvita Arora laureata presso l’Indian Institute of Technology (IIT) di Delhi. E’ direttore esecutivo di Innovative Transport Solutions (iTrans). E’ una progettista dei trasporti urbani e ha lavorato sugli aspetti sociali dei trasporti urbani per più di dieci anni, in particolare sulle questioni di genere e di disparità di reddito. Lavora per includere i bisogni degli utenti marginali della strada come ciclisti, pedoni, gestori di risciò, ambulanti e disabili nel mainstream della progettazione dei trasporti urbani.

Geetam Tiwari è docente presso il dipartimento per la Ricerca in Ingegneria Civile e Trasporti e per i programmi di Prevenzione degli Incidenti dell’IIT. Ha una lunga esperienza in settori dei trasporti di una certa importanza per i paesi a basso reddito.

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