La storia del carpooling negli USA – II

Il presidente Carter avrebbe seguito la strada indicata da Nixon nel sostegno al car pooling attraverso una commissione nazionale sul carpooling e tentativi di abbattere i finanziamenti ai parcheggi che incoraggiano il diffondersi dell’abitudine di spostarsi in macchina da soli [PDF]. Il car pooling era visto anche come un modo per ridurre l’inquinamento atmosferico. In questo periodo si istituirono i primi servizi di car pooling regionale.

Tutte queste misure fecero sì che gli ultimi anni settanta furono uno dei periodi più felici per il car pooling. Nel 1980 circa il 23.5% degli americani utilizzava il carpooling, mentre nel 2011 sono stati solo l’11%. Il fenomeno conobbe nuovamente un declino con la diminuzione dei prezzi alla pompa degli anni ottanta, l’aumento dei redditi e la scomparsa dei finanziamenti pubblici.

Stiamo oggi assistendo a una rinascita del fenomeno, anche se per la prima volta in assenza del coinvolgimento delle istituzioni governative, dell’industria automobilistica o delle compagnie petrolifere. I pendolari nell’area di Washington si raccolgono nelle “slug-lines” (più o meno: code dei fannulloni) allo scopo di venire raccolti da estranei per condividere con loro i costi di pedaggio e carburanti e per poter utilizzare le corsie riservate ai veicoli con occupanti multipli.

Secondo Amey, l’improvviso aumento dei prezzi del greggio dal 2005 combinato alla diminuzione dei redditi conseguente alla crisi finanziaria del 2008 è stata sufficiente a generare un rinnovato interesse in questa pratica nonostante la mancanza di qualsiasi forma di sostegno esterna.

Oggi si stanno creando molte imprese private che colmano questo vuoto. Parecchi siti web stanno utilizzando la tecnologi web per permettere agli indivdui di trovare dei compagni di viaggio in modo molto più semplice che negli anni passati.

Photo by Hysterical Bertha on Flickr.

 L’avvento degli smartphones, quasi sempre a portata di mano e connessi a internet, stanno permettendo a queste nuovo compagnie di fornire degli applicativi web che connettono gli automobilisti ai loro potenziali passeggeri in tempo reale. Questa flessibilità addizionale ottenuta attraverso le moderne tecnologie dell’informazione rende il car pooling un opzione realistica come mai lo è stata in passato.

Quello che succederà non si può sapere con precisione, ma i trend in atto suggeriscono che il car pooling continuerà a crescere in popolarità. Nel febbraio 2012 il greggio viene venduto a 100$ al barile e ci si aspetta che possa solo crescere vista la crescita delle classi medie nei paesi in via di sviluppo. I redditi medi degli americani rimangono più bassi di quanto erano quattro anni fa. I governi stanno finalmente cominciano a contrastare il problema del cambiamento climatico e molto probabilmente utilizzeranno una combinazione di bastone e carota per tentare di arginare la crescita nel consumo di combustibili fossili.

Anche se non stiamo assistendo a un coinvolgimento della grande industria e del governo federale che normalmente ha accompagnato i boom del fenomeno, la combinazione di recessione economica, aumento del costo dei caburanti, progresso tecnologico può bastare per far riviviere il carpooling. Anche se l’interesse verso questo fenomeno è andato di pari passo con le politiche governative, il fatto che stia di nuovo risorgendo nonostante la mancanza di coinvolgimento delle istituzioni suggerisce che adesso il carpooling sia qui per restare.

Articolo originale: The history of carpooling: from jitneys to ridesharing

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L’autore
Jef Cozza è direttore per le operazioni USA di Amovens, una piattaforma web di carpooling. Ha precedentemente collaborato con il Financial Time e Latin Finance occupandosi di finanza in America Latina. Ha al suo attivo molti articoli in tema ambientale.

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