Salviamo i ciclisti: vie al popolo anche da noi.

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Dopo le “rivoluzioni” attuate dai codici stradali di Francia e Belgio in favore dei ciclisti (che prevedono, tra le altre cose, la possibilità per i velocipedi di ignorare i semafori rossi) arriva in Italia – rilanciata da decine di blog –  la campagna del Times a favore della sicurezza sulle due ruote. Ci auguriamo che la rinata considerazione di cui gode questo mezzo di trasporto nel senso comune degli italiani possa portare a una revisione critica più globale di quella che è stata la gestione degli spazi pubblici urbani degli ultimi settant’anni.

da Cittainbici.it

A preoccuparsi di più del costante aumento dei ciclisti infortunati o deceduti sulle strade e nelle città italiane non potevano che essere le Compagnie Assicurative riunite sotto il cartello di Fondazione Ania che riunisce 172 imprese, pari a circa il 90% del mercato assicurativo in termini di premi. In un recente comunicato stampa mettono in evidenza che l’Italia è il terzo paese in Europa per mortalità dei ciclisti e, dal loro punto di vista, si dicono seriamente preoccupati arrivando a dire, per voce di Umberto Guidoni, segretario generale della Fondazione Ania, che “la tutela delle utenze deboli della strada è un problema comune in tutto il mondo. Ciclisti e pedoni sono le categorie che rischiano di più di essere investite. In 10 anni sulle strade britanniche sono morti 1.275 ciclisti e, dalle statistiche europee, risulta che nel solo 2010 si sono registrate 104 vittime in incidenti che hanno coinvolto biciclette. In Italia lo scenario è ancora più negativo: nel 2010 sono morti 263 ciclisti (6% del totale dei morti), 2.556 nel corso dell’ultimo decennio. Più del doppio di quelle registrate in Gran Bretagna. Questi dati dimostrano che nel nostro Paese si deve fare ancora molto in termini di prevenzione, ma anche di comunicazione e sensibilizzazione”.

Oggi in Italia circolano oltre 11 milioni di biciclette. A livello europeo, nel 2010, il nostro Paese si colloca al terzo posto per la mortalità stradale dei ciclisti, preceduto solo dalla Germania (462 morti) e dalla Polonia (280). Situazione migliore in Romania (182), Francia (147), Olanda (138) e Gran Bretagna (104).

Ma perché la Fondazione Ania cita in particolar modo i dati della Gran Bretagna? Semplicemente perché il quotidiano londinese Times ha aperto l’edizione cartacea del 2 febbraio con il titolo ‘Save our cyclists’, rilanciando l’iniziativa attraverso il sito internet.

La campagna del Times a sostegno delle sicurezza dei ciclisti sta riscuotendo un notevole successo (oltre 20.000 adesioni in soli 5 giorni) proponendo anche un manifesto in 8 punti, puntualmente rimbalzato in Italia e adottato da 38 sigle (con relativi siti) di sostenitori dell’uso della bicicletta.

Questo è il manifesto del Times:

  1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.
  2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.
  3. Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.
  4. Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.
  5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.
  6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.
  7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays
  8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

E queste sono le sigle che hanno aderito rilanciando in Italia la Campagna Salviamo i Ciclisti:

  1. piciclisti
  2. amicoinviaggio.it
  3. 34×26.wordpress.com
  4. rotalibra.wordpress.com
  5. frrfrc.blogspot.com
  6. wildpigs.it
  7. riky76omnium.wordpress.com
  8. bicizen.it
  9. urbancycling.it
  10. lastazionedellebiciclette.com
  11. rotafixa.it
  12. americancyclo.wordpress.com
  13. biciclettedecadence.blogspot.com
  14. mtb-forum.it
  15. bdc-forum.it
  16. lifeintravel.it
  17. milanonmybike.blogspot.com
  18. ditrafficosimuore.org
  19. raggidistoria.com
  20. ediciclo.it
  21. pedalopolis.org
  22. ciclomobilisti.it
  23. Forum Indipendente Biciclette Elettriche, Pieghevoli e Utility
  24. casbahcicloclub.com
  25. ilikebike.org
  26. bikeride.it
  27. bicisnob.worldpress.com
  28. bicicebasta.com
  29. muoviequilibri.blogspot.com
  30. festinalente.ztl.eu
  31. rotazioni
  32. pisteciclabili.com
  33. ciclistilombardianonimi.blogspot.com
  34. ciclospazio.it
  35. areabici.blogspot.com
  36. re-cycles.blogspot.com
  37. ciclofficinamartesana.blogspot.com
  38. ciclonauti.org
  39. da oggi anche Nuova Mobilità

Chiunque volesse contribuire al buon esito della campagna può farlo sulla pagina Facebook: salviamo i ciclisti oppure attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #salvaiciclisti o ancora scrivendo ai principali quotidiani italiani.

Un pensiero su “Salviamo i ciclisti: vie al popolo anche da noi.

  1. Pingback: Caro Sindaco, #salvaiciclisti | Nuova Mobilità

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