Strade di campagna e vie urbane: quali sono più pericolose?

Michael Blastland gioca con profitto con le statistiche su quest’articolo comparso ieri sulla BBC Magazine. Una riflessione sulla reale utilità di dati e statistiche e sulla capacità di valutare i pericoli che affrontiamo quando ci muoviamo.– Michael Blastland, BBC News Magazine, 19 Jan. 2012

La guida urbana è più pericolosa di quella su strade di campagna? Secondo Michael Blastand si tratta di una domanda molto più difficile di quello che possiamo pensare.

Dove il pericolo è più alto? In una megalopoli come Londra dove le auto sono addossate le une alle altre o nella libertà di una strada che attraversa le camapagne?

L’istinto ci dice che più automobili vogliano dire più rischi. Quando le strade sono  congestionate, la gente tende a non osservare i semafori; quando non c’è sufficiente spazio per mantenere le distanze di sicurezza questa si riduce; quando l’andamento è lento metà delle facce al volante sono immerse nella lettura di una mappa, sono appendici di un telefono cellulare o di un pacchetto di patatine, o si distraggono in altri modi.

I luoghi più congestionati sono più pericolosi. Vero?

Si tratta di quel genere di domande semplici per le quali vogliamo una risposta. Così questa settimana abbiamo provato a trovare una risposta. Non conosco molte persone che dedicano il loro tempo a cercarla, così ci ho messo un po’ a capire dove andare a parare.

Per cominciare diciamo che non possiamo affidarci all’istinto. Come dice Sherlock Holmes: “Dati! Dati! Dati!… Non possiamo fare dei mattoni senza l’argilla”.

Brutte notizie. Al Ministero dei Trasporti mi hanno detto che non si può dire se il maggior traffico è causa di per sè di più incidenti, non hanno fatto ricerche in proposito. La polizia di solito registra tutte le concause di un incidente ma queste non prevedono mai la densità del traffico e la congestione.

Ma forse questo può essere di aiuto. La recente cartografia dell’incidentalità della BBC mostra ogni incidente avvenuto in ogni strada o incrocio. E sembra che la maggior parte degli incidenti avvengano in aree urbane nelle ore di punta.

Così ho fatto un banale confronto tra gli incidenti di Londra e quelli di una delle più bucoliche località rurali, Northumberland. Londra risulta 19 volte peggio con 2889 morti contro 151, secondo i dati forniti dal Ministero dei Trasporti.

Bè, non proprio. Perchè state già obiettando che Londra è molto più popolata, così cosa vi aspettate?

Quello che vogliamo non è il numero di incidenti ma il loro tasso in rapporto al volume di traffico. E’ una misura migliore della possibilità di ognuno di noi di incorrere in un dispiacere.

OK Watson, elementare. Ecco qui i tassi di incidentalità con morti o feriti gravi per ogni milardo di miglia/vettura percorsi.

Londra: 145. Northumeberland: 90.

Londra è quindi ancora più pericolosa. Quindi è vero. Alti volumi di traffico causano più incidenti. Anche se Londra non è 19 volte peggio, ma solo un po’ meno di due.

Bè, non proprio, di nuovo. Perchè qui c’è il prossimo problema – qual è il modo migliore per misurare il tasso di incidentalità?

Noi lo abbiamo ottenuto misurando il numero di incidenti gravi per miglia percorse. Ma se riflettiamo sulla situazione del traffico nelle città ci accorgiamo che possiamo spendere un sacco di tempo per percorre distanze anche brevi.

In altre parole, non potrebbe essere il tempo trascorso in automobile, e non i chilometri percorsi, che misura meglio quanto si guida?

Secondo questi dati, il traffico sulle radiali della Greater London si sposta mediamente a 16 mph, mentre nel Northumberland la velocità di circolazione è di 36 mph. Anche se si tratta di misure approssimative possiamo utilizzarle per rivedere i nostri calcoli.

Morti e feriti gravi per 10 milioni di ore di guida:

Greater London: 23. Northumberland: 32.

Così un’ora sulle strade del Northumberland è grossomodo il 40% più pericolosa di un’ora sulle strade della congestionata Londra. Questo porta a una conclusione che suona assurda ma inattaccabile – che i posti con più incidenti possono essere più sicuri.

Ma non ci siamo ancora. Perchè il Ministero dei Trasporti ha anche dei dati relativi alla tipologia di strada che ci dicono che le strade più pericolose sono le radiali a singola corsia , di cui il Northumberland è sicuramente poco dotato.

Così abbiamo un altro problema, Holmes, Come facciamo a sapere se il tipo di strada può alterare gli effetti della densità del traffico?

Detto in altro modo, quale sarebbe il tasso di incidentalità sulle radiali londinesi se presentassero la densità di traffico del Northumberland?

Possiamo fare un’altra cosa per rendere davvero serie le nostre statistiche. Guardare il tasso di mortalità causato dai trasporti terrestri per 100mila abitanti

London: 2.77.Northumberland: 4.46.

Ok, questo è ben lungi dal dimostrare che la densità di traffico da sola è causa di queste differenze. Ci dice molto, ma non quello. Si tratta di un campione selezionato di incidenti gravi, non tutti gli incidenti, in soli due luoghi.

I livelli di traffico di Londra sono protettivi forse perchè ci costringono a rallentare? Quelli più rarefatti del Northumberland sono più pericolosi perchè inducono a distrarci? O i colli di bottiglia della A1 compensano tutti questi fattori? O forse i londinesi guidano meglio. Ma non parliamo di questo.

Questo ci porta in un vicolo cieco – e quindi dobbiamo rivolgerci a chi ha studiato il problema su larga scala. Anche costoro tendono a suggerire che c’è meno probabilità di incidenti, specialmente di una certa gravità, dove il traffico è più denso.

Per esempio, questo, che dice: “I tassi di incidentalità con serie conseguenze sulle cose o sulle persone sono più alti dove il traffico meno intenso”.

E quest’altro: “Probabilmente una più alta densità di traffico comporta uno shift verso conseguenze più lievi sulle persone”.

Ma potreste andare ancora più in là e dividere i dati per automobili, pedoni, ciclisti, motociclisti e così via. E questo solleva un altro problema: forse le strade più pericolose hanno meno incidenti e sembrano sicure perchè ciclisti e pedoni le evitano.

Possiamo misurare qualsiasi cosa, e lo facciamo, ed è facile trovare dei dati – il numero di incidenti assoluto, il tasso di incidentalità in rapporto al traffico, in rapporto al tipo di strada, in rapporto alla popolazione etc.

Ma quanto davvero possiamo misurare il pericolo?

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L’autore

Michael Blastland è nato a Glascow. Giornalista, ha cominciato la sua carriera nei settimanali prima di passare alla BBC dove conduce diversi programmi per Radio 4.

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