La monorotaia di Sidney verso la rottamazione?

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Qui a NM non abbiamo niente in contrario contro le nuove tecnologie. Ma succede spesso, nella nostra cultura, che una novità in questo campo venga accolta con un atteggiamento piuttosto acritico, senza un’adeguata riflessione sulla sua reale utilità. Anche la mobilità urbana non fa eccezione. Un esempio è la monorotaia sopraelevata che spesso, alla prova dei fatti, si rivela un costoso giocattolo quasi inutile. Da Sidney un post di Jarret Walker.

Le autorità pubbliche di Sidney stanno dando dei chiari segnali di una possibile rimozione della monorotaia cittadina, ufficialmente per poter meglio ristrutturare il centro congressi ma anche per rimuovere alcuni ostacoli alla costruzione della nuova ferrovia leggera.

Secondo una fonte proveniente da uno dei consorzi che stanno partecipando alla gara per l’assegnazione dei lavori di costruzione del nuovo centro congressi non sono ancora state prese delle decisioni ma “il governo ha detto chiaramente che la presenza della monorotaia non deve condizionare i nostri progetti. Al contrario ci ha fatto sapere che la nuova linea ferroviaria è piuttosto importante”.

Questa potrebbe venire letta come una storia di feroci e potenti palazzinari che distruggono una risorsa fondamentale per il trasporto pubblico, ma non lo è. La monorotaia di Sidney, aperta nel 1988, è la linea rossa tracciata nella mappa sottostante: è una linea monodirezionale ad anello che connette il centro con l’adiacente quartiere turistico di Darling Harbour.

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Map by discoversydney.com.au

Come molti giocattoli del trasporto pubblico, venne costruita sulla semplice assunzione che il fascino della tecnologia avrebbe trasceso la sua mancanza di utilità. Il suo utilizzo più ovvio è per gli spostamenti tra l’area fiere/congressi sul lato occidentale dell’anello e il centro cittadino sul lato est, ma le fermate sul versante ovest che servono l’area fieristica e Paddy’s Markets si trovano nei pressi di grandi aree di parcheggio, costringendo a un lungo attraversamento a piedi poco invitante. La tariffa è di 5$ australiani (4 euro). E la distanza a piedi da un lato all’altro dell’anello è di 1.5 km, per lo più lungo percorsi ragionevolmente piacevoli che vi portano fino all’ingresso della vostra destinazione anche se, per essere corretti, bisogna dire che lungo il percorso ci si può imbattere in una superstrada sopraelevata sul lungomare.

Ho vissuto e lavorato in centro per cinque anni, attraversando l’area di pertinenza della monorotaia per parecchie volte alla settimana. Solo due volte, a causa di un tempo molto brutto, ho utilizzato la monorotaia.

La presenza della monorotaia è di ostacolo, indirettamente, alla costruzione della  ferrovia leggera, dato che i suoi piloni formano dei colli di bottiglia in una potenziale corsia lungo Pitt Street che potrebbe venire utilizzata per riorganizzare lo spazio stradale recuperando dello spazio su George Street da utilizzare per accogliere la tranvia. La ferrovia leggera è progettata per essere utile. Correrà su sede propria (è per questo che non è un tram) e costituirà il segmento centrale di molte linee ferroviarie che si dirameranno in parecchie direzioni servendo corridoi ad alta domanda di trasporto. La sua alta capacità e il servizio nelle due direzioni in luoghi ad alta domanda la renderanno un vero servizio di trasporto pubblico, al contrario del debole anello monodirezionale della monorotaia.

Se nella vostra città qualcuno volesse introdurre una innovativa e divertente tecnologia utilizzando servizio monodirezionale ad anello ricordatevi che:

  1. Sono pochi quelli a cui piace viaggiare in tondo
  2. A parte i turisti che si spostano per piacere, la maggior parte della gente ha bisogno di un servizio diretto di andata e ritorno che gli anelli non soddisfano bene
  3. Gli anelli sono intrinsecamente chiusi su se stessi, impossibili da estendere senza sconvolgere gli schemi di spostamento preesistenti. Questo è il motivo per cui gli anelli monodirezionali non sono mai un buon punto di partenza per una tecnologia che voglia espandersi in futuro.

Infine le monorotaie sono  divertenti da utilizzare, ma la maggior parte delle persone ne fa esperienza stando sotto di esse. Questo è solo un pilone singolo, sufficiente per sostenere una monorotaia a un solo senso di marcia che presenta tutti gli handicap che abbiamo già descritto, ma è già molto poco popolare, specialmente nelle strette vie del centro dove provoca un senso di oppressione nei pedoni.

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A essere onesti è meno opprimente di quelli della Chicago “L” o di molti altri viadotti dei centri urbani. Ma un propugnatore del trasporto pubblico potrebbe trovare difficile far accettare questo genere di impatto visivo se fosse l’unico modo di fornire un servizio a doppio senso di circolazione in un’area ad alta domanda. Uno dei migliori utilizzi delle monorotaie, infatti, si ha nelle zone storiche e molto affollate dove gli impatti di qualunque altro tipo di servizio di trasporto al suolo portano a individuare nei servizi sopraelevati la soluzione meno dannosa. Ma la monorotaia di Sydney non ha queste caratteristiche. Forse era solo un giocattolo. E Sydney è cresciuta.

Articolo originale: Sidney monorail soon to be scrap metal?

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L’autore:

Jarrett Walker è un consulente internazionale per la progettazione di reti di trasporto pubblico. Ha diretto numerosi grandi progetti in Nord America, Australia e Nuova Zelanda. Attualmente lavora presso Mc Cormick Rankin Cagney a Sidney.

Nato nel 1962 è cresciuto a Portland, Oregon durante i caldissimi anni settanta, il momento nel quale questa città prese il suo decisivo impegno per diventare una città per le persone piuttosto che per le auto. Tra le altre cose ha conseguito anche un Ph.D. in arti teatrali e umane alla Stanford University. Visceralmente interessato in un vastissimo numero di argomenti, è probabilmente l’unica persona le cui pubblicazioni vengono recensite sia dal Journal of Transport Geography che dalla Shakespeare Quarterly. Oltre che di trasporto (http://www.humantransit.org/) si occupa anche di botanica, scrittura creativa, arti figurative sul suo blog personale, Creature of the Shade

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Da “Margie contro la monorotaia” – I Simpsons

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