THINK!

Di fronte a tragedie come quella avvenuta ieri in provincia di Lodi, dove un bambino di 5 anni è morto schiacciato dal suv guidato dal papà di un suo compagno della scuola materna, è difficile trovare delle parole da spendere. Ma quello che non vorremmo mai sentire dire (e che invece purtroppo viene tragicamente ripetuto quasi ogni volta accadono questi drammi) sono le parole del Sindaco del paese:

“E’ stata una tragica fatalità Il luogo è tranquillissimo, non è certo un’autostrada. Non si capisce come sia accaduto. Vedremo con le maestre cosa fare per ricordare il piccolo”.

No. Queste cose non sono “tragiche fatalità”. Sottendono responsabilità che vanno ben oltre quella individuale dell’automobilista e che partono forse proprio da una sottovalutazione dei pericoli connessi in generale all’uso dell’auto e in questo caso all’uso dell’auto in zone abitate. E questo fatalismo che considera le inevitabili conseguenze delle nostre scelte alle stregua di una catastrofe naturale non le sminuisce, anzi se ne fa complice rendendole ancora più gravi.

Invece di rinunciare a capire, signor Sindaco, commetta un peccato di presunzione e provi ad affrontare il problema cercandone le cause. Pensi, in inglese THINK! come il nome dello spot inglese per la sicurezza stradale che troppe volte ormai abbiamo linkato su questo blog. Quanti bambini vengono accompagnati a scuola in macchina? Quanti potrebbero raggiungerla in un altro modo? Come si potrebbe organizzare lo spazio circostante la scuola in funzione della sicurezza dei suoi frequentatori e non della “fluidificazione del traffico”? Sono solo tre domande che sorgono spontanee a chi osserva la scena da un punto di vista distante. Ma siamo sicuri che avvicinandosi al teatro della tragedia si potrebbero mettere a fuoco moltissimi altri elementi che hanno contribuito a determinare quanto successo e sui quali è possibile intervenire.

da Marcodemitri.it

E’ di oggi (11 gennaio) la notizia di un bimbo di cinque anni investito ed ucciso davanti alla propria scuola materna nel paese di Borghetto Lodigiano (in provincia di Lodi). Agghiacciante la dinamica dell’incidente stradale: il bambino era appena sceso dall’auto della madre quando è stato investito in pieno da un SUV guidato da un altro genitore che accompagnava a scuola il proprio figlio.

E poi parliamo di sicurezza stradale… come è possibile che avvengano episodi del genere? Quali sono le cause? La distrazione della mamma che fa scendere il figlio dall’auto senza assicurarsi che stia sopraggiungendo un altro veicolo? La difficoltà per chi guida un SUV nel traffico di vedere i bambini a causa della loro bassa statura? Un comportamento dettato da un miscuglio di distrazione, fretta, arroganza?

Varie possono essere le colpe e le responsabilità, ma ogni volta che avvengono questi episodi ci chiediamo che senso abbia usare un SUV per accompagnare il figlio a scuola o muoversi per strada senza porre attenzione alle auto che arrivano o ai bambini che camminano (e vicino alle scuole ce ne sono ovviamente tanti!).

Forse un bel corso obbligatorio (!) di educazione stradale da tenersi nelle scuole materne ed elementari sarebbe la cosa migliore da fare… ma che sia rivolto non solo ai bambini, ma soprattutto ai genitori! Perchè non invitare i ministri competenti (istruzione, salute ed infrastrutture) a prendere la cosa in considerazione?

3 pensieri su “THINK!

  1. Bravo, stavo per commentare anch’io su mio blog a proposito di questa tragedia annunciata. Il sindaco dovrebbe ammettere che in giro nella sua citta’ (tutte le citta’) ci sono arme letali in mano a persone inesperte. Questo e’ il risultato.

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  2. Forse però per un sindaco pensare, o quanto meno dire, che i suoi concittadini non sono in grado di guidare un’auto non è proprio una cosa conveniente… anche perchè probabilmente non è poi così vero. Il problema di fondo su cui farebbe bene a concentrarsi è più quello del rapporto tra auto, mobilità, ambiente urbano e cittadini. L’esempio che spesso mi viene in mente è quello dei camping: le auto vi sono ammesse ma a condizione di spostarsi a velocità ridottissime, spesso a passo d’uomo, e a nessuno viene in mente di “violare” un limite di velocità che molte volte non è nemmeno imposto da una segnaletica o di non prestare un’adeguata attenzione allo spazio circostante. Semplicemente l’ambiente rimanda continuamente alla presenza di esseri umani che chi guida un’auto è perfettamente consapevole possono mostrarsi improvvisamente nei punti più impensati. Lo strutturazione dello spazio ha quindi una funzione “educativa”, se così la vogliamo chiamare.

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  3. La verità fondamentale è che i bambini non votano. Quando iniziano a votare, iniziano anche a utilizzare l’auto e quindi combiano di categoria, da potenziali vittime a potenziali carnefici. Più volte ho denunciato la situazione intollerabile che si è creata con gli anni nel paese in cui vivo (http://www.urtiga.net/?p=748#more-748http://www.agoravox.it/Bambini-sul-marciapiede.html), sono arrivato ad annunciare al sindaco che in caso di investimento di un bambino, sul marciapiede o in strada, lo avrei denunciato per omicidio colposo. Cosa è stato fatto? Nulla. Per proteggere l’uscita della materna dalle auto che parcheggiano sul marciapiede lascio la mia bicicletta in strada, come ostacolo sul cordolo, finché qualcuno non si stuferà e me la butterà nella siepe per poter parcheggiare direttamente sul cancello. Le litigate con i vigili urbani non sono servite a nulla. Più ricerche, anche riportate in questo sito, indicano nella volontà politica l’unica vera chiave di volta per portare avanti la sicurezza stradale, se manca questa volontà, possiamo urlare quanto vogliamo, ma non cambierà mai nulla. E se facessimo votare i genitori, moltiplicando il loro voto per il numero di figli in carico?
    Ambrogio

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