Succede a Milano

CXVXCVXCVXCE’ praticamente dalla sua nascita che questo blog guarda con interesse alla città meneghina: non è solo la riforma di Ecopass a tenere banco a Milano in questo periodo. Accanto a questa l’attuale Amministrazione sta attuando tutta una serie di “piccole” migliorie (ma l’introduzione del servizio notturno di ATM forse tanto “piccola” non è), che nel loro complesso stanno cominciando a delineare un affresco molto vario di possibilità di spostamento offerte ai Milanesi. Dal sito di Città in bici una notizia che può essere vista come il classico bicchiere mezzo pieno: da lunedì è possibile trasportare gratuitamente la bicicletta sul servizio metropolitano; d’altra parte l’allargamento del servizio di bike sharing rischia di andare incontro a una problematica battuta d’arresto causa la ormai cronica mancanza di fondi che affligge tutte le amministrazioni locali. E alla luce di queste difficoltà appare sempre più chiara la possibile utilità di una congestion charge.


Il Consiglio comunale ha accolto un emendamento proposto dal Movimento 5 Stelle e da Milano Civica per cui con il solo titolo di viaggio sarà possibile trasportare gratuitamente una bicicletta in metrò.

Con questo emendamento in sostanza si supera il paradosso che costringeva uno studente con un abbonamento mensile da 17 euro, nel caso intendesse portare con sé la bici tutti i giorni, ad aggiungerne oltre 60 (1,5€ a viaggio) per il solo trasporto di quest’ultima non esistendo altra forma di abbonamento specifico.

Resta valido in tutte le sue altre parti l’attuale regolamento ATM per il trasporto delle bici.

Sempre a Milano battuta d’arresto per il bike sharing. Mancano tre milioni di euro e senza soldi non può avanzare il piano di ampliamento. Aldilà dei contrasti con la Soprintendenza (alcune rastrelliere attendono il via libera da mesi) e della burocrazia labirintica di palazzo, è la capacità di finanziamento il vero problema. La rete «BikeMi» è composta, attualmente, da 120 stazioni; altre trenta hanno ottenuto copertura economica e saranno installate nei prossimi mesi. La crisi del bilancio pubblico (che riguarda tutti i comuni italiani) e le lungaggini burocratiche frenano e rischiano d’ inchiodare la volata finale di «BikeMi».

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