General Motors inciampa nei campus…

…con la sua campagna pubblicitaria “Reality sucks” che dipinge la bici come un mezzo di trasporto da sfigati che vi rende ridicoli agli occhi delle ragazze. In seguito alle numerose proteste pervenute, GM ha ritirato i manifesti incriminati. Viene in mente la pubblicità andata in onda sui canali tv italiani una decina di anni fa dove un automobilista faceva improvvisamente retromarcia per far cadere un ciclista che gli si affiancava ai semafori appoggiandosi al cofano. Allora la campagna non venne immediatamente ritirata, nonostante le polemiche.

Non tutto quello che fa oggi l’industria dell’auto può essere catalogato come il tentativo di dipingersi un immagine di rispetto dell’ambiente. Di questi, naturalmente, c’è una casistica abbondante. Ma oltre alle mielose parole costantemente pronunciate per calmare i nostri bollenti e democratici spiriti per portarci a credere che siamo tutti dalla stessa parte in questa grande e felice famiglia della sostenibilità, ci sono anche occasioni nelle quali l’industria dell’auto e i suoi più meschini sostenitori ricadono in un linguaggio sfacciato di pura e semplice mediocrità di spirito. Stiamo pensando alla recente campagna pubblicitaria di General Motors che punta ai giovani ai quali vuole vendere un’automobile a spese del loro futuro benessere.

La campagna Gm “Reality sucks” (la realtà fa schifo)

GM ad
La realtà fa schifo. Per fortuna gli sconti di GM per i college no. Smetti di pedalare… comincia a guidare.

Potete apprezzare qui l’intera campagna promozionale “reality sucks”.

 Il passo falso di Gm nei Campus

Quanto segue sono le considerazioni sulla campagna della League of American Bicyclists.  Qui  il post originale.

Se sei uno studente che sta cercando di indebitarsi per anni, che non si preoccupa per niente delle problematiche ambientali e vuoi girare per il campus con due tonnellate di acciaio restando in bolletta per pagare benzina, parcheggio e assicurazione… General Motors ha quello che fa per te.  E come gadget gratuito obesità e problemi di salute! Tutto quello che devi fare è abbandonare quella bici da sfigato così facile da usare, praticamente gratuita,  che ti tiene in forma e è un piacere cavalcare.

In una delle più perverse campagne pubblicitarie di tutti i tempi, la multinazionale General Motors punta verso i campus per convincervi a smettere di usare la bici provando a farla sembrare una cosa schifosa.  Ovviamente è un po’ di tempo che GM con le sue teste d’uovo sta girando per i campus.  Ad ogni modo siamo sicuri che la gente sarà contenta di aggiungere migliaia di posti auto extra all’interno del campus al costo di 30mila dollari l’uno (e chi ha bisogno di altri edifici dove studiare e apprendere? Per cui riempiamo queste aree di parcheggi); e i rettori avranno il loro bel da fare quando si dovrà discutere la cosa sotto la luce delle emissioni di gas serra e del cambiamento climatico… Forse si riuscirà a generare più indotto nella palestra dove gli studenti possono arrivare in auto per pedalare sulle cyclette, sempre che ci siano abbastanza parcheggi.

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Nel caso non lo sappiate, GM nel suo statuto ha una dichiarazione di responsabilità molto chiara e precisa, attentamente preparata dai migliori cervelli nel campo. Una citazione come esempio:

“Come compagnia civilmente responsabile, GM si preoccupa di proteggere la salute umana, le risorse naturali e l’ambiente globale. Questa dedizione va oltre il semplice rispetto delle leggi vigenti per includere  nelle nostre decisioni commerciali e produttive decise pratiche di rispetto dell’ambiente ….

Il nostro impegno si estende fino alla condivisione delle nostre conoscenze sull’ambiente, l’energia e la tecnologia allo scopo di promuovere la comprensione e la percezione del nostro impatto sull’ambiente naturale. E’ per questo che siamo attivi nella formazione di lavoratori, comunità locali e studenti di tutte le età”

Fonte: http://www.gm.com/vision/our_vision.html

Cinguettii di scuse

Infine, se questo smaccato esempio di dissonanza cognitiva non vi è sufficientemente chiaro a evidenziare un volgare e intenzionale attacco alla fondamenta della sostenibilità e della decenza, per capire i sottesi aspetti comportamentali di tutto questo potete dare un’occhiata ai commenti che questa campagna ha immediatamente stimolato su Twitter. Potete visionarli direttamente su https://twitter.com/#!/GM.

Nessuna sorpresa  sulla stura data al fiume di proteste sul al fatto che questa non è di sicuro la maniera migliore per contribuire a una soluzione. Quello che colpisce invece è la scelta delle parole, delle spiegazioni, delle scuse, delle andate a canossa dei responsabili di Twitter di GM. Alcuni esempi:

Volevamo farvi sapere che stiamo apportando delle modifiche alla campagna. Non volevamo offendere nessuno. Ce ne scusiamo.

Ci dispiace che abbiate trovato la campagna irritante. Stiamo raccogliendo feedback per apportare dei cambiamenti.

Nessun problema! Siamo riconoscenti a Twitter che ci consente di raccogliere feedback così veloci.

…etc etc.

Kafkiano.

Considerazioni

Prima di tutto mettiamo le carte in tavola. (a) non sono (a priori) uno contro le automobili. (b) Sono contento del fatto che GM sia di nuovo attiva, creando posti di lavoro negli USA e in tutto il mondo, costruendo auto, autobus e camion di cui le nostre società hanno bisogno per poter continuare a funzionare. Ma d’altra parte è lampante che con qualcosa come un miliardo di autoveicoli già in circolazione abbiamo bisogno di nuove strategie e di approcci di mercato; non possiamo permetterci di continuare in maniera inerziale con il modello “business as usual”.

Il punto di partenza per questo ragionamento è che l’industria dell’auto e tutti coloro la cui salute dipende da questa devono cambiare. O meglio, devono essere cambiati. E gli strumenti di questo cambiamento possono risiedere solo in sagge politiche pubbliche, che al presente sono tristemente assenti quasi dappertutto.

Sarebbe confortante poter pensare che tutte le parti in gioco capiscano davvero i problemi fondamentali e siano tutte dalla stessa parte. Ma non prendiamoci in giro; ci sono conflitti di interessi enormi, radicali e al momento irrisolvibili che non se ne andranno da soli; sarebbe folle perdere di vista questo aspetto.

L’unica risposta a questa realtà discordante è una governance forte e saggia. Non ci siamo ancora, ma il primo passo da compiere se si vuole salvare il pianeta e le nostre città è quello di trovare la lucidità, la capacità di vigilanza e la consapevolezza necessarie a tenere in considerazione questi conflitti quando si mettono a punto progetti di legge e regolamenti. Rifiutiamoci di essere narcotizzati fino ad addormentarci.

Portiamo avanti una governance forte e saggia che costringa GM a usare tutti i suoi talenti, le sue energie e le sue competenze per fornirci di quei beni e servizi dei quali abbiamo bisogno. Hanno la possibilità di essere parte della soluzione – ma non se gli permettiamo di immaginarsi da soli cosa fare. Questo è quello che significa “cittadinanza attiva”.

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E in seguito alla gaffe di GM, ecco cosa è comparso dall’altra parte:

La realtà fa VERAMENTE schifo. Per fortuna le bici no…


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