Tagli ai trasporti: trattare i diversi da uguali?

I tagli, recenti e previsti, dei cosiddetti “trasferimenti agli enti locali” vanno a toccare in maniera pesantissima il settore trasporti, specialmente quello dedicato agli spostamenti quotidiani di milioni di persone. Principio ispiratore generale di quest’ultima finanziaria è quello che “per non fare torto a nessuno” bisogna operare tagli uguali per tutti, senza tenere presente che un sistema di trasporto pubblico efficiente si adatterebbe molto meglio a soddisfare le esigenze di mobilità in tempi di crisi, per la sua intrinseca economicità rispetto a un sistema basato sull’automobile privata.

I tagli indiscriminati invece presentano un altissimo potenziale di spostamento vero l’antieconomico sistema “tutto automobile” che è stato perseguito per decenni e che ci ha portato alla disastrosa situazione attuale. Invece favorire sistemi di trasporto pubblico efficienti e veloci comporterebbe un grosso risparmio da parte di isituzioni e cittadini e potrebbe contribuire a rilanciare la nostra depressissima economia. I sistemi di BRT nei paesi in via di sviluppo sono un ottimo esempio di strategia che potrebbe venire riportata anche nel nostro paese, opportunamente adattata alla differente morfologia dei nostri territori urbani.

Dal blog di Marco De Mitri riprendiamo il seguente post.

Gli scriteriati tagli al trasporto pubblico locale ipotizzati dal governo nella manovra economica per “far quadrare i conti” rischiano di lasciare letteralmente a piedi 15 milioni (15.000.000!) di persone. Non sembra che molta gente se ne sia resa conto tra i comuni cittadini (e forse anche fra i “governanti”), visto che la notizia viene taciuta o sottintesa – come molte altre – con l’espressione “tagli alle spese degli Enti Locali”. Questi tagli non riguardano assolutamente una riduzione degli sprechi, ma implicano soppressioni del servizio di base (treni ed autobus), senza il quale milioni di famiglie possono perdere la possibilità di spostarsi per raggiungere le scuole ed i luoghi di lavoro.

Al momento c’è però l’opposizione forte da parte degli enti locali (Regioni e Comuni) e delle associazioni delle aziende di trasporto pubblico su gomma (ASSTRA ed ANAV), che da settimane tentano di convincere il governo a cambiare strada per impedire un simile sfacelo.

Ecco di seguito una sintesi di quello che sta accadendo, ripresa dagli ultimi comunicati di ASSTRA (www.asstra.it)

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Il 15 Settembre le aziende di trasporto pubblico a fianco dei presidenti delle Regioni contro i tagli del Governo.

Le Regioni e le Province autonome, all’indomani dell’approvazione definitiva della manovra economica bis, ribadiscono al Governo l’insostenibilità delle misure introdotte nelle materie di loro competenza, in particolare nel settore del trasporto pubblico locale. Ciò ha determinato una gravissima e insostenibile situazione in termini di riduzione dei servizi, di disagio sociale, di incrementi tariffari, di riduzione dell’occupazione del settore, di congestionamento del traffico stradale e di inquinamento, condizioni che continueranno ulteriormente ad aggravarsi se le politiche nazionali in materia di trasporto pubblico non subiranno una profonda trasformazione. Né si può pensare che il ricorrere esclusivamente a una politica di forti incrementi tariffari possa rappresentare l’unica soluzione di tutti i problemi, anche in considerazione del fatto che le Regioni hanno già significativamente e recentemente utilizzato tale strumento per fronteggiare l’emergenza e che ciò avrebbe conseguenze socialmente insostenibili. 
 (fonte: documento approvato dalla Conferenza delle regioni  il 15/09/2011 e presentato al Ministro Fitto)

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E’ quantomeno curioso osservare l’incredibile differenza tra quello che succede in Italia e quello che avviene nel resto d’Europa. Riporto ad esempio alcune informazioni relative ad un interessante progetto europeo di ricerca sul trasporto pubblico (ringraziando Giulio Ferraro per la segnalazione), e lascio ad ognuno di voi il confronto tra le diverse situazioni e le conseguenti riflessioni.

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Il progetto (www.bhls.eu) analizza le varie strategie di miglioramento della mobilità che vari paesi UE stanno adottando attraverso l’introduzione dei bus ad alto livello di servizio (BHLS): una sorta di adattamento europo dei Bus Rapid Transit (BRT) d’oltre oceano, richiesto causa la diversa conformazione delle città europee.

Il Consiglio dell’Unione Europea ha messo a disposizione in materia di ricerca un importante strumento: l’”European Cooperation in Science and Technology” (COST), che permette il coordinamento di ricerche finanziate a livello europeo: contribuisce, quindi, a ridurre la frammentazione degli investimenti di ricerca europei e si propone come uno Spazio Comune Europeo della ricerca. Opera su vari ambiti: dalla biomedicina alla gestione ambientale, dalle scienze alimentari all’agricoltura e alla gestione del territorio, dall’Information Technology alla Scienza dei materiali, ai Trasporti. Dunque, individuata l’azione di Ricerca si mette su l’organizzazione di studiosi (rappresentanti dei vari paesi EU) che, a vario titolo, parteciperanno ad essa nel corso degli anni dell’azione.

Tra le azioni attualmente attive nel settore dei Trasporti vi è quella che fa riferimento ai BHLS, i bus ad elevato livello di servizio. I membri dell’azione (ulteriori informazioni su http://www.bhls.eu), che ha durata triennale, osservano tutte le strategie che nei differenti paesi europei si stanno adottando per una migliore mobilità urbana: l’esperienza del “trunk network” in Svezia, del “Quality Bus Corridor” in Inghilterra e Irlanda, l’HOV in Olanda, ed altri esperimenti europei in tema di “sistemi bus ad alto livello di servizio”. Tutti i sistemi sono analizzati e classificati al fine di ottenere una sorta di linea guida per la progettazione degli stessi. Gli incontri sono itineranti, dunque i membri hanno la possibilità, di volta in volta, di fare delle visite tecniche nelle varie aziende di TPL europee che adottano tali sistemi.

Maggiori informazioni sui risultati degli studi e sullo stato dell’arte sono disponibili presso il sito www.bhls.eu

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