I costi del parcheggio gratis.

All’inizio di quest’anno Planner Press ha pubblicato la versione economica del manuale di Donald Shoup, “The High Cost of Free Parking“, originariamente pubblicata nel 2005 con copertina rigida. L’edizione aggiornata contiene una nuova prefazione e delle considerazioni finali a cura dell’autore. High Cost è una lettura fondamentale per chiunque sia interessato all’argomento o sia anche solo preoccupato in generale di mobilità e progettazione urbana.

Attravero le 750 pagine del suo manuale Shoup porta un’incredbile mole di dati a sostegno di tre fondamentali indirizzi politici: stabilire un “giusto” prezzo per il parcheggio su strada, reinvestire i proventi per in servizi pubblici e abolire gli standard minimi di parcheggio. Anche se possono sembrare principi semplici, lineari e razionali, si scontrano inevitabilmente con fortissime resistenze quando si provano a tradurre nella pratica di tutti  i giorni.

Una parte del problema è attribuibile al semplice fatto che i progettisti urbani insieme ad altre professioni alleate come gli ingegneri e gli architetti hanno mancato di rivedere criticamente quelli che ormai sono – nell’ambito delle politiche di parcheggio – dei concetti superati e come risultato i cittadini hanno delle aspettative assolutamente irrazionali (che Shoup sostiene essere dannose nel lungo periodo). In sostanza, quando le automobili cominciarono a diffondersi e a congestionare le vie delle città, l’unica politica ragionevole era quella di richiedere ad ogni nuovo edificio una porzione sufficiente di spazio a disposizione dei suoi utilizzatori per evitare conflitti sui parcheggi. Sembrava una soluzione plausibile.
Ma, portata all’eccesso, nel corso degli anni ha portato – o  quanto meno ha contribuito – allo sprawl urbano contro il quale le stesse categorie professionali si sono sempre battute: quartieri commerciali vuoti di edifici e sommersi di parcheggi, design urbano di scarsa qualità, enormi parcheggi sottoutilizzati etc. Inoltre le realtà economiche ansiose di attrarre clienti offrono loro parcheggio libero, che in realtà viene pagato dagli utilizzatori medesimi (e a un prezzo molto alto dato che si tratta di spazio molto spesso sottoutilizzato) in modo mascherato.
A esacerbare il problema c’è stata anche la tendenza – da parte delle autorità locali – di utilizzare metodi di “copia e incolla” delle ordinanze altrui senza porsi il problema della loro appropriatezza o efficacia, la qual cosa ha portato a una politica dei parcheggi spesso apparentemente molto specializzata ma in fin dei conti arbitraria e spesso dannosa.
Fatte queste considerazioni e tenuto conto che fino al 2005 di fatto non c’era letteratura sull’argomento, che il problema è completamente ignorato da molti testi fondamentali e che quelli che se ne occupano lo fanno in modo distorto, il saggio è probabilmente destinato a venire annoverato tra i classici della progettazione urbana.
Infatti, considerando quanto sia fondamentale il problema dei parcheggi nel contesto dell’utilizzo del territorio, oggi appare stupefacente quanta poca attenzione abbia ricevuto questo argomento.
Il problema principale con la dottrina di Shoup riguarda, come sempre, le difficoltà e le incertezze connesse alla sua messa in pratica. Per esempio, il semplice consiglio di stabilire tariffe “adeguate” per il parcheggio su strada può rivelarsi di molto più difficile attuazione di quanto sembri. Shoup porta a esempmio un programma portato avanti a San Francisco chiamato SFPark che utilizza sofisticate tecnologie dell’informazione, sensori e parchimetri “intelligenti” per stabilire il prezzo del posto auto. Mentre questo può rappresentare un modello da imitare per altre città ha bisogno, per essere realizzato, di grossi finanziamenti da parte del Ministero dei Trasporti americano e rimane comunque da vedere fino a che punto uno sforzo simile in termini di energie e capitali investiti possa essere affrontato da città piccole e media in un campo che rischia di essere politicamente impopolare.
Menre “High Cost” va molto avanti nello stabilire delle fondamenta teoriche e un supporto analitico alle teorie di Shoup, quello che servirebbe davvero nella pratica quotidiana dei progettisti che si trovano di fronte a pressioni quotidiane sarebbe una guida all’implementazione o almeno una serie di casi studio di una certa rilevanza. E fino a che un testo del genere non verrà pubblicato, se siete interessati al problema dei parcheggi, non avete comunque scuse se non avete ancora letto il manuale di Shoup.
Articolo originale: The High Cost of Free Parking
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L’autore
Ryan Smith ha una laurea in pianificazione urbana e del territorio. Per ricevere i suoi aggiornamenti seguitelo su Twitter.

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  1. Pingback: Smart Parking Policies | Nuova Mobilità

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