Settimana della mobilità sostenibile: non solo fumo ma anche un po’ di arrosto…

Dal blog di Marco De Mitri riprendiamo questo post che cerca di dare risalto ad amministrazioni cittadine che, prendendo spunto dagli eventi organizzati durante la settimana europea della mobilità, sembra che provino a introdurre riforme strutturali e durature dei tessuti urbani e dei loro sistemi di trasporto. Sappiamo benissimo che nel nostro paese molto spesso queste iniziative non vanno molto oltre la pura propaganda, per cui ben vengano segnalazioni come quelle di Bologna e Napoli illustrate da Marco.

Nonostante il periodo non sia certo dei migliori, molti Comuni cercano di muoversi per migliorare la mobilità dei propri cittadini con le risorse che hanno. La Settimana Europea della Mobilità Sostenibile ha portato anche in Italia alcune iniziative interessanti, seppure non al livello (quantomeno in termini di numerosità) di quelle dei nostri vicini di casa europei. Occorre in ogni caso complimentarsi con gli Enti e le amministrazioni che sono riuscite a realizzare qualcosa di significativo, e che ci ricordano come una migliore organizzazione e regolazione del traffico stradale e della mobilità urbanadelle persone aiutano non solo ad ottenere migliori condizioni di vita (meno rumore e congestione, meno incidenti, aria più pulita, ecc.), ma anche a far sì che ogni famiglia possa ridurre le sue spese di mobilità, che in tempi di crisi non è poca cosa (come d’altra parte abbiamo già discusso su queste pagine).

Vorrei segnalare a tal proposito un paio di novità.

La prima riguarda il dibattito scaturito a seguito degli interventi effettuati dall’amministrazione di  Bologna in occasione della già citata Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, quando nello scorso fine settimana le vie principali del centro storico sono state completamente aperte al transito pedonale e ciclistico tenendo fuori tutti i veicoli a motore. Nonostante la misura fosse solo di tipo occasionale e “dimostrativo”, non ha mancato di suscitare polemiche e riflessioni, centrando quindi in pieno l’obiettivo che si voleva raggiungere (e cioè discutere insieme delle potenzialità e dei problemi legati alla gestione della mobilità nei centri urbani). Vi consiglio quindi di leggere quanto scritto in merito da Giuseppe Castagnoli sul Resto del Carlino, ed a seguire il successivo intervento di Enrico Bonfatti (con la lettera inviata al giornale e pubblicata sul sito della nostra associazione “Nuova Mobilità”).

La seconda novità riguarda invece le coraggiose misure adottate dall’amministrazione di Napoli (ebbene sì, non sono solo i rifiuti il problema!) in tema di gestione del traffico automobilistico. Come riportato sul sito del Comune, l’assessorato alla mobilità si è dato l’obiettivo di “ridurre l’inquinamento acustico ed atmosferico, la congestione e il traffico di automobili, la sosta abusiva, l’uso illegale delle corsie preferenziali, migliorare la velocità del trasporto pubblico e aumentare gli spazi a disposizione dei pedoni per far tornare a respirare l’area centrale della città.” Dal 22 settembre 2011, per migliorare le condizioni di vivibilità di Napoli, saranno attivate nuove corsie preferenziali permanenti (24 h) che eviteranno per le auto l’attraversamento del Centro Antico, e sulle quali sarà consentita la circolazione esclusivamente ai mezzi pubblici, ai taxi, ai mezzi di soccorso e agli autoveicoli che trasportano diversamente abili. Con questo primo provvedimento si avvia concretamente la prima fase della nuova maxi Zona a Traffico Limitato, e per contrastare la sosta illegale e venire incontro alle esigenze di sosta dei residenti sono state realizzate nuove strisce blu per auto motoveicoli. Inoltre, per favorire gli spostamenti  all’interno dell’Area è stato potenziato il trasporto pubblico con una nuova linea di bus  a servizio della ZTL, mentre lo scambio autovetture/linee su ferro sarà ulteriormente incentivato con l’apertura di un nuovo parcheggio, elevando così ad oltre 8.000 posti la disponibilità di parcheggi di interscambio in prossimità delle stazioni delle metropolitane cittadine.

Si tratta in entrambi i casi di segnali importanti, che evidenziano la volontà di migliorare la gestione del traffico e la qualità della vita delle persone, anche (e soprattutto) in periodi difficili come quello attuale, e che dimostrano soprattutto come si possano mettere in pratica interventi importanti e concreti anche con risorse economiche limitate. Basta studiare attentamente la situazione attuale, sapere come valutare con criterio le misure da adottare e, soprattutto, avere la volontà di farlo.

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