Per la fine della civiltà dell’automobile.

In questi giorni si moltiplicano le iniziative legate alla Settimana Europea della Mobilità. In proposito ci perviene la segnalazione da Legambiente di Trieste della presentazione del saggio di Marcel Robert “NoAuto: per la fine della civiltà dell’automobile”. Il saggio, impostato sulla scia di predecessori illustri come Jean Robert e Andrè Gorz, parte da un’analisi del fenomeno “automobile” per evidenziare limiti e problemi che  comporta un’organizzazione sociale e dei trasporti che identifica tout-court la mobilità con questa – tutto sommato magnifica – invenzione dell’umanità. Indica poi nella vita senz’auto la via di uscita dall’empasse in cui ci siamo inconsapevolmente infilati.

Questo obiettivo, secondo l’autore, dovrebbe venire perseguito su due livelli: il primo di progettazione urbanistica (quartieri senz’auto come Vauban a Friburgo e GWL Terrein ad Amsterdam e la proposta di visioni utopistiche di città senz’auto come Illichville e la città a lobi), il secondo individuale (un’oculata scelta dell’abitazione che permetta un ricorso frequente a trasporti pubblici e bicicletta, l’uso di internet per effettuare acquisti etc). Manca, secondo me, quell’anello di congiunzione tra sfera pubblica e sfera privata che nasce da e alimenta la costruzione della collaborazione tra individui: nel campo della mobilità urbana questo anello si materializza nella messa in comune di risorse solitamente utilizzate privatamente – in particolare mezzi di trasporto, spazio e tempo. Affrontare insieme a chi ci vive accanto un problema la cui soluzione è stata finora relegata ai due estremi dell’organizzazione sociale (gli individui in quanto tali e/o organizzati in lobby portatrici di interessi particolari e la progettazione urbanistica di competenza di istituzioni spesso sentite come estranee) potrebbe rappresentare la leva che consente di agire efficacemente anche sugli altri due livelli, altrimenti vissuti spesso come contrapposti e conflittuali.

Di seguito il comunicato di Legambiente di Trieste.

Nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, mercoledi 21 settembre 2011, alle ore 19.00 presso la Sala Matrimoni del Comune di Trieste in Piazza Unità 4, a cura di Legambiente verrà presentato il libro di Marcel Robert  “NoAuto: per la fine della civiltà dell’automobile”, pubblicato da Asterios Editore a Trieste. Introdurrà Andrea Wehrenfennig di Legambiente, presenterà il volume Gerardo Marletto, professore associato di economia applicata all’Università di Sassari, esperto di economia e politica dei trasporti; interverrà l’Assessore all’Ambiente del Comune di Trieste, Umberto Laureni.  Seguirà la discussione.

La società dell’automobile ha fallito nel costituire un sistema di trasporto su strada sostenibile per gli abitanti di un mondo in espansione. Nel momento in cui la terra si appresta a esser caricata di circa un miliardo di vetture private in circolazione, è più che mai necessario risollevare la questione della “società dell’automobile”. Non è tanto l’automobile come tale a essere il problema: nella storia dei trasporti è senza dubbio una splendida invenzione, come del resto la bicicletta. Il problema posto da questo libro va invece a toccare la generalizzazione su scala mondiale dell’oggetto automobile. La massificazione dell’automobile ha finito per annullarne le qualità intrinseche (velocità, spostamenti porta a porta), indebolendo ed escludendo i più deboli, saccheggiando le risorse naturali, distruggendo l’ambiente. La nostra società irrazionale destina l’80% del suo spazio pubblico alla sola circolazione delle auto, fa o sostiene le guerre di conquista e di controllo delle riserve petrolifere, va a caccia di petrolio negli ultimi santuari ecologici del nostro pianeta. Molti di noi non si riconoscono in questa società e desidererebbero altro, senza peraltro rifiutare il progresso, la qualità della vita o il benessere. Il libro di Marcel Robert, attraverso esempi concreti, ci mostra come la città senza auto non sia un’utopia, ma una necessità cogente. Se lo vorremo, è a portata di mano un altro tipo di mobilità, e di conseguenza un altro tipo di società. Il cambiamento radicale del nostro modo di muoverci può contribuire quindi alla trasformazione della società, al fine di creare un mondo pacifico, senza sprechi, rispettoso dell’ambiente e sostenibile.

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Circolo Verdeazzurro LEGAMBIENTE Trieste
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