L’attaccabici.

I problemi della mobilità urbana si affrontano solo prendendo in considerazione, tra gli altri, anche il fattore spazio – una delle risorse   più scarse in assoluto  di questo pianeta – che in città diventa più prezioso che mai. La bicicletta – in questo senso – è una delle modalità di trasporto più efficienti, seconda probabilmente solo ai vostri piedi. E se a volte non si trova dove parcheggiarla potete benissimo ricorrere all’attaccabici – esattamente come per il vostro cappotto utilizzate un attaccapanni…

di Itir Sonuparlak

Manifesto Architecture, uno studio associato di architetti di New York, ha creato un sistema verticale di parcheggio biciclette che si può posizionare in qualunque spazio urbano poco sfruttato. Con la sempre maggiore popolarità della bicicletta il progetto, dal nome di “Bike Hanger”, può contribuire a risparmiare spazio prezioso da riservare ai pedoni grazie alla verticalizzazione dell’asse del parcheggio. La struttura può venire installata sulle pareti degli edifici o sui lati delle strade, liberando lo spazio limitato del paesaggio urbano.

Una cyclette collocata a livello del suolo, denominata “generatore umano”, fornisce la struttura di pura energia metabolica. Per recuperare una bicicletta l’utente deve pedalare sulla cyclette per far ruotare il Bike Hanger fino a che la sua bici si trova nel punto più basso della struttura. A questo punto può tirare verso di sè l’apposito gancio e riprendersi la bici.

Photo via Manifesto Architecture.

Per parcheggiarla deve pedalare fino al momento in cui un gancio libero si trova a portata di mano: a questo punto può fissarla alla struttura con l’apposito lucchetto. Il sistema di sicurezza del Bike Hanger toglie agli utenti anche il pensiero di dover togliere sella e ruota anteriore come ulteriore precauzione.

Manifesto Architecture vuole costruire la struttura servendosi di materiali riciclati, tra i quali bottiglie di plastica, acciaio inossidabile, telai in carbonio per dargli i connotati di una struttura urbana sostenibile sotto ogni punto di vista.

Oltre agli scopi strettamente funzionali per i suoi utenti, la struttura ha forme e colori talmente caratteristici e visibili da lontano da rappresentare un punto di riferimento per tutti i cittadini, aiutandoli a orientarsi nella rete urbana.

Il progetto è ancora più attraente se si pensa che i costi annuali di manutenzione sono stimati in 15 dollari per la lubrificazione e la registrazione del sistema di pedalata.

Il concetto di “Bike Hanger” è attualmente in fase di sviluppo per le città di Londra e Seoul ma i suoi bassi costi di manutenzione, l’utilizzo di materiali riciclati e la possibilità di risparmiare spazi pedonali lo rendono un investimento in grado di suscitare l’interesse di qualunque città.

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L’autrice.

Itir Sonuparlak è una blogger di TheCityFix.com. Laureata in urbanistica alla facoltà di Architettura della Columbia University, i suoi interessi vanno dal riciclaggio e il riutilizzo dei materiali alla mobilità sostenibile.

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