In Gran Bretagna raggiunto il “picco dell’auto”?

Come già rilevato da IFSORT per l’Italia anche in Gran Bretagna l’utilizzo dell’automobile negli ultimi anni non è affatto cresciuto, anzi risulta in diminuzione costante. Le cause possono essere le più diverse anche se tra queste probabilmente un certo ruolo lo hanno avuto anche alcune decisioni politiche di rilievo come l’adozione della congestion charge a Londra. Non si tratta solo di crisi economica e di aumento dei costi. Un segnale che comunque le persone possono modificare le loro scelte di viaggio. 

di Itir Sonuparlak

La Gran Bretagna sta registrando una diminuzione nel ricorso all’auto, secondo quanto riportato dall’Independent. Tra il 2004 e il 2008 le città inglesi hanno assistito a una diminuzione del 9 per cento dei viaggi procapite e del 5 per cento nelle distanze percorse.

Phil Goodwin, docente di politiche dei trasporti alla Università del West England, attribuisce questo calo alla nuova generazione di autisti o, meglio, alla sua assenza. Secondo Goodwin ci sono meno giovani che imparano a gudiare. Infatti tra il 1992 e il 2007 il numero di ragazzi tra i 17 e i 20 anni che hanno conseguito la patente è calato del 10 per cento; nell gruppo di età compresa tra i 21 e i 29 anni invece si è registrato un calo del nove per cento.

Gli esperti dei trasporti ipotizzano diversi fattori che possono aver contribuito a tenere i giovani lontani dalla guida, tra i quali il più accreditato è quello dei costi. La crescita dei costi di gestione, legata agli aumenti dei costi del petrolio e delle polizze assicurative ha spinto sempre più giovani a rivolgersi a modalità alternative di trasporto.

“C’è una relazione inversamente proporzionale tra traffico e prezzi dei carburanti – quando i costi aumentano il traffico scende” riferisce la ricerca. “Ma il petrolio dovrà diventare molto più caro prima che un numero significativo di persone abbandoni l’auto”.

Ma andando oltre i costi di benzina e manutenzione, la recente congestion charge di Londra e le severe politiche di parcheggio hanno reso molto cari anche gli spostamenti pendolari in auto. Inoltre, forti investimenti nel trasporto pubblico hanno reso il trasporto pubblico una valida alternativa di spostamento per molte situazioni.

La teoria di Goodwin conosciuta come “il picco delle auto”, sostiene che l’utilizzo dell’auto ha ormai superato il suo apice e oggi sta cominciando la sua parabola discendente in conseguenza di molti fattori – sociali, tecnologici e politici – che hanno un effetto cumulativo sui comportamenti individuali.

“Oggi molte persone che prima lavoravano in ufficio utilizzano il telelavoro almeno un giorno alla settimana. Se lo potessero fare tutti avremmo una riduzione del traffico del 20%.” dice l’articolo.

“Solo che la relazione non è così lineare. Come sottolinea Goodwin, l’eliminazione degli spostamenti pendolari è un buon modo per evitare che l’auto venga usata per andare al lavoro nelle ore di punta. Ma quando un’automobile resta a casa è disponibile per gli altri membri della famglia. Così, anche se l’effetto netto è ancora positivo, non è grande a sufficienza da giustificare da solo l’effetto picco. Anche gli acquisti sul web hanno contribuito un poco ma, ancora, non abbastanza per spiegare queste cifre.”

David Metz, associato al centro per lo studi sui trasporti alla London University College e già responsabile scientifico del Dipartimento dei Trasporti, offre un’altra possibile interpretazione di questo calo: il “nuovo urbanesimo”, un nuovo movimento che promuove la creazione e il recupero di comunità più pedonali, varie, compatte, attive e ad uso promiscuo.

Fino a 20 anni fa la popolazione di Londra era in calo a causa della gente che andava a vivere in campagna, dice Metz. Comunque quella tendenza si è oggi invertita e negli ultimi 20 anni la densità abitativa di Londra è aumentata nelle zone centrali, cosa che ha facilitato il trasporto pubblico e una cultura più propensa agli spostamenti a piedi e in bicicletta. Anche se la popolazione di Londra cresceva, il numero di spostamenti in automobile rimaneva costante, cioè calavano il numero di spostamenti pro capite. “Questi hanno raggiunto il loro apice nei primi anni novanta, e da allora sta continuando a diminuire. Si pensa che continuerà a farlo mentre la popolazione continuerà a cescere” dice Metz

Leeds e Manchester stanno assistendo e fenomeni di urbanizzazione simile. Secondo l’Independent, dopo aver assistito a una perdita di popolazione nei quartieri centrali, che ha causato anche un calo dei valori delle proprietà immobiliari, queste città hanno subito l’influsso di artisti e impresari di una generazione che non fa affidamento sull’auto privata.

La tendenza a non avere un’auto non è comunque attribuibile solo alle generazioni più giovani. Gli anziani londinesi hanno un motivo altrettanto valido che li seduce verso stili di vita diversi, dice l’Independent: possono beneficiare di abbonamenti agli autobus gratuiti.

“C’è la tendenza a credere, da parte dei politici, che semplicemente non è possibile modificare i comportamenti di viaggio delle persone verso modalità di trasporto a meno emissioni ma, di fatto, se le persone li stanno già modificando, forse potremmo aiutare questo tipo di transizione semplicemente assecondando quello che già le persone vogliono fare” dice Lynn Sloman, direttore di Trasnport for Quality of Life. “Se il futuro si sposterà su una traiettoria diversa, questo deve riflettersi in modo sostanziale sulle tipologie di infrastrutture progettate”

Articolo originale: The CityFix.com

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L’autrice.

Itir Sonuparlak è una blogger di TheCityFix.com. Laureata in urbanistica alla facoltà di Architettura della Columbia University, i suoi interessi vanno dal riciclaggio e il riutilizzo dei materiali alla mobilità sostenibile.

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