World Transport Politics and Practice: vecchia e nuova mobilità in Gran Bretagna. Un esempio molto italiano

Una presentazione dell’ultimo numero di World Transport Politics and Practice, il magazine on line diretto da John Whitelegg con la presentazione di alcuni dei suoi contenuti. Brutte notizie in arrivo dalla Gran Bretagna che sembra assomigliarci sempre di più: sarebbe interessante conoscere il valore dei parametri italiani che WTPP riporta per il Regno Unito. Abbiamo il sospetto che possano essere molto simili.

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I trasporti sostenibili in Gran Bretagna continuano la loro caduta verso il cestino dei rifiuti di un’agenda governativa ossessionata dalla mobilità. Le ultime settimane hanno visto l’abolizione di Cycling England che aveva contribuito ad enormi miglioramenti nello status delle politiche della ciclabilità in termini di status, finanziamenti e share modale degli spostamenti quotidiani. Durante tutto il periodo di vita di Cycling England e il suo sostegno alle “città campione” è diventato chiaro che un’azione mirata sostenuta da adeguati finanziamenti poteva funzionare davvero ma oggi questo progresso è stato cancellato. Appare chairo che nel nuovo mondo di tagli di oltre il 20% alla ciclabilità questa riceverà davvero pochi spiccioli per cercare di aumentare il nostro share modale di circa l’1% per portarlo verso i livelli di Berlino (15%) o di Friburgo (27%).

L’abbandono dei finanziamenti alla ciclabilità avviene nello stesso momento nel quale vengono tagliati 95 milioni di sterline di fondi per il trasporto locale. Ma i servizi, specialmenti quelli nelle zone rurali, stanno perdendo questi finanziamenti mentre vengono stanziate enormi somme di denaro per la costruzione di linee ferroviarie ad alta velocità e circonvallazioni. Secondo una stima molto prudenziale il governo britannico ha già trovato un accordo per lo stanziamento di oltre 20 miliardi di sterline in inutili progetti mirati a farci spostare di più e più lontano di quanto abbiamo bisogno. Un’analisi del complesso di tagli e aumenti alle spese nel campo delle politiche dei trasporti indica chiaramente che in questo momento ci sono quattro principi ispiratori dell’impegno del governo nazionale:

  • lo stimolo a spostamenti più lunghi con modalità di trasporto più veloci
  • il trasferimento di risorse dai bisogno quotidiani di spostamento dei ceti meno abbienti ai desideri di ceti relativamente benestanti
  • un intrecciarsi caotico di servizi di trasporto privati, disorganizzati e frammentati che non può che ostacolare la realizzazione di quel sistema complessivo ben regolato e integrato raccomandato da Mees nel suo saggio “Transport for Suburbia: beyond the automobile age”.
  • Il rifiuto del ruolo della progettazione urbana nel ridurre la domanda di trasporto creando la “città delle brevi distanze” e le giuste condizioni per favorire spostamenti a piedi e in bicicletta.

Questi quattro principi sarnno pesantemente camuffati da esagerati riferimenti alla competitività, all’economia a basse emissioni e alla sua crescita con qualche pennellata di sostenbilità buttata lì per darsi un’aria di buon governo ma il budget non mente.

In questo numero pubblichiamo una confutazione di un nostro precedente articolo sul cambiamento delle abitudini di viaggio (Morton e Mees, nel volume 16, 2 di WTPP). Morton e Mees avevano sposato una posizione molto critica nei confronti del mondo accademico che sostiene che cercare di adottare un paradigma comportamentista piuttosto possa apportare più benefici che cercare di adottare soluzioni più strutturali come rivedere la progettazione urbana, i servizi di trasporto, l’erogazione di fondi e sussidi. Kerr in questo numero contesta queste argomentazioni.

Abbiamo inoltre il piacere di pubblicare un articolo di Joshua Odeleye su Lagos e le connessioni tra il Bus Rapid Transit e preoccupazioni più ampie. Il BRT, come i cambiamenti comprtamentali, può essere visto come la bacchetta magica per risolvere i problemi dei trasporti ma questi richiedono anche un approccio olistico molto ben coordinato nell’intero spettro di ambiti coinvolti, come l’allocazione degli spazi, i finanziamenti, gli investimenti in spazi pedonali e ciclabili e l’economia dei trasporti in città molto grandi e in rapida crescita.John WhiteleggReference: Mees, P (2010) Transport for suburbia: beyond the automobile age, Earthscan, London

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– – – > Per una copia di WTPP 17/1 click here.

L’autore:

John Whitelegg è docente di Sostenibilità dei Trasporti alla Liverpool John Moores University e di Sviluppo Sostenibile alla University of York’s Stockholm Environment Institute, fondatore ed editore del Journal of World Transport Policy and Practice. E’ Consigliere comunale a Lancaster e dirigente del Green Party nel North West England.

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