Un progetto collaborativo per città più ciclabili.

Grande interesse ha suscitato la proposta lanciata dall’Associazione Nuova Mobilitàin merito all’idea di lavorare su progetti relativi alle mappe della

ciclabilità urbana delle città italiane. Nonostante l’idea sia ancora in fase embrionale, è stato riscontrato un forte interesse da parte di associazioni e soggetti coinvolti nella gestione della mobilità delle città di Firenze (Associazione “Firenze Città Ciciabile”), Bologna (gruppo “I Like  Bike”), Roma (gruppo “Ciclomobilisti”), Padova (gruppo “Padova Mobilità sostenibile”) e Ferrara (Agenzia della Mobilità provinciale).

dal blog di Marco De Mitri

Ognuna di queste realtà, come peraltro ogni città italiana, ha le sue peculiarità in tema di mobilità urbana e ciclabile, ed è peraltro caratterizzata da differenti condizioni di partenza. Ci sono città in cui tradizione, organizzazione ed infrastrutture riescono a spingere l’uso della bicicletta a livelli comparabili con quelli delle altre città europee… altre invece in cui, per una serie di motivi, si parte da una situazione più difficile ed in cui l’uso della bicicletta in città è lasciato al coraggio ed all’incoscienza di chi si lancia sulle due ruote su percorsi che sono concepiti per auto e mezzi pesanti ma non per i ciclisti.

Non mancano tuttavia gli esempi positivi, come nel caso delle bici-risciò, che iniziano a farsi vedere in alcune città (come a Bologna), attirando la curiosità dei cittadini. Sempre a Bologna, è da salutare con piacere l’iniziativa attivata nell’ambito del progetto CIVITAS-MIMOSA, che coinvolge alcuni ciclisti volontari per il tracciamento dei percorsi (anche avvalendosi di cellulari evoluti basati sui sistemi Apple o Android) anche in modalità intermodale (es. treno + bici). È interessante a questo proposito approfondire il tema sul sito www.ilikebike.org.

Lo sviluppo delle mappe ciclabili, utili sia a scopo informativo per i cittadini o i turisti che a scopo di aiutare i Comuni a riconoscere i problemi della città dal punto di vista della sicurezza di chi si muove in bici, diventa oggi una attività da sviluppare con l’aiuto degli stessi cittadini che si muovono in bicicletta, che sono in effetti i primi soggetti ad essere direttamente interessati dal miglioramento delle condizioni di “ciclabilità” delle strade della propria città in termini di accessibilità e sicurezza. Utilizzando inoltre le tecnologie informatiche oggi disponibili (rete internet e smartphone) ogni cittadino può contribuire in prima persona ed in tempo reale al miglioramento della mappa ciclabile della propria città, raggiungendo così un traguardo in modo condiviso e partecipato con gli altri. Provate ad esempio a vedere se la vostra città è mappata su openstreetmap e riporta le piste ciclabili di cui siete a conoscenza. L’orizzonte del progetto potrebbe essere ad esempio quello di arrivare ad una piattaforma come quella di Parigi (http://vgps.paris.fr/).

Fin qui le idee in movimento sul tema. Invito chi fosse interessato ad implementare nella propria città un progetto sulle mappe ciclabili a restare sintonizzato su queste pagine (e su quelle di Nuova Mobilità) per seguire gli sviluppi sul tema… e, tanto per arricchire il panorama, riporto di seguito uno stralcio dell’ultima newsletter di EPOMM, che ha un focus proprio sul tema delle mappe stradali costruite per le modalità alternative all’auto.

***

Fino ad oggi, le mappe di percorso sono state pensate per l’automobilista. Tuttavia, le persone che utilizzano il proprio smartphone per consultare una mappa, hanno maggiori probabilità di essere a piedi, in cerca di un luogo di interesse o della fermata successiva. Le mappe cambiano continuamente nei contenuti, con l’aggiunta di punti di interesse come musei o farmacie (ad esempio il planner di viaggio multimodale dell’Isola di Lesvos, GR). La sfida principale è mantenere le mappe il più aggiornate possibile. Oggi, vi è la possibilità di utilizzare, per l’aggiornamento delle mappe, le informazioni di ritorno provenienti dalle stesse persone che le utilizzano. TomTom utilizza già questo tipo di “community input” per mantenere aggiornate le sue mappe di navigazione GPS per gli automobilisti.

Stanno nascendo applicazioni per modalità alternative di trasporto, ad esempio:

  • mobilità ciclistica e bike sharing: Villo! Una applicazione sul bike sharing per gli smartphone a Brussels, BE;
  • pedonalità: Walkit.com (UK) è un pianificatore del percorso dedicato alla pedonalità in città.
  • Trasporto Pubblico: diverse città europee hanno condiviso le informazioni sul proprio servizio di trasporto pubblico attraverso Google Transit, che permette al passeggero di pianificare un viaggio con il trasporto pubblico su Google Maps;

Sono state create, unendo differenti fonti di informazione, moltissime piattaforme di informazione sulla multi modalità. Nel Regno Unito per esempio, gli operatori del trasporto pubblico condividono i propri orari sul sito internet nazionale Traveline, inserito direttamente in Transport Direct, uno strumento di pianificazione degli spostamenti multimodali. In Francia, il portale PASSIM aiuta a trovare tutte le informazioni di viaggio disponibili nell’area di interesse. Alcune piattaforme offrono un confronto diretto tra le diverse modalità di spostamento, sulla base del tempo di viaggio, delle distanze a piedi, dei costi o dell’impatto ambientale. Il portale web per gli spostamenti della Regione dell’Attica (GR) confronta il tempo di viaggio sulla base di informazioni raccolte in tempo reale (consulta questo articolo su Thinking Highways).

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