Come confondere le idee: le “top ten” del trasporto pubblico – II

Quando un articolo promette di rivelare i “dieci migliori” sistemi di trasporto pubblico, o scuole, o multinazionali, perchè la cosa ci dovrebbe interessare? Perchè anche solo supporre che una classifica del genere possa avere un significato?

Come reagireste se qualunque famoso periodico od organo di stampa pubblicasse una ricerca approfondita sui “dieci migliori frutti”?

Provate a immaginarvelo. Gli eterni frutti standard (mela, arancia, uva) occupano le posizioni dalla 3 alla 5. Questo serve a dare alla classifica un sufficiente tocco di credibilità. Ma la melagrana con un incredibile recupero si trova in prima posizione, quel piccolo maleducato del mirtillo è ora il numero due e – scandalo – alcuni frutti da sempre considerati gradevoli sono stati sbattuti fuori dalla top ten. Cos’hanno di sbagliato le banane (21esima posizione)?

La lista potrebbe presentare anche alcune voci volte a sorprendervi. Si suppone che possiate pensare: “Wow, il kiwi è arrivato tra i primi dieci frutti? Farei meglio a comperare questa rivista per approfondire la cosa! Forse il kiwi merita più attenzione!”800px-Kiwi_(Actinidia_chinensis)_1_Luc_Viatour_edit

No, questo sarebbe completamente assurdo, dato che chiunque sa che il termine, “migliore frutto” non ha nessun significato. Si potrebbe fare una classifica dei dieci frutti più popolari, dei più dolci, di quelli coltivati in modo più sostenibile, di quelli più adatti ad alimentazioni specifiche, dei frutti più importanti per l’economia delle isole Solomon. Ma una classifica dei “dieci migliori frutti” non avrebbe senso. Ognuno di noi è portatore di una determinata domanda di frutta, ma queste domande non sono tutte importanti allo stesso modo e nello stesso momento.Molti di noi non potrebbero nemmeno dare una definizione assoluta di “migliore frutto”, per non parlare di cercare qualcuno che concorderebbe con questa definizione. Di fatti non ci proviamo neanche. L’idea di fondo è stupida a prescindere.

Allora perchè ci interessiamo a una clanssifica dei dieci migliori sistemi di trasporto negli USA? Perchè una rivista famosa pensa che potrebbe interessarci?

L’analogia con la frutta suggerisce che quando si parla di sistemi di trasporto pubblico (o di scuole) la gente (a) pensa che l’idea che tutti hanno di un “buon” sistema di trasporto pubblico sia la stessa oppure (b) semplicemente non riflette su quello che desidera avere dal proprio sistema di trasporto.

Come in qualsiasi campo, i giornalisti possono pensare di rispondere ai desideri dei loro lettori, ma stanno anche contribuendo a forgiarli.

Se queste classifiche prendessero in considerazione dei parametri misurabili (“i dieci sistemi di trasporto più affidabili”, “i dieci sistemi più sicuri”, “i dieci sistemi più utilizzati”) allora potrebbero essere utili. Possono contribuire ad incoraggiare il perseguimento dell’eccellenza ed aiutare la gente a premiarla.

Ma quando si dice ai propri lettori che alcuni sistemi di trasporto sono i “migliori”, e non si spiega bene su quali criteri ci si basa, si trasmette il messaggio che tutti abbiano la stessa idea di quello che è buono e di quello che non lo è. Questo incoraggia le persone a discutere di problemi di trasporto come dei bulli, dando per scontato che se una compagnia di trasporto non organizza il proprio servizio intorno alla propria personale idea di ciò che è buono, questa deve essere per forza gestita da una manica di incompetenti e falliti e quindi l’unica reazione legittima è l’insulto e l’aggressione. Si incoraggiano le persone a non notare che “non fare quello che voglio” è spesso il risultato di “fare quello che vuole qualcun altro”.

In altre parole le persone vengono stimolate a pensare come i bambini di tre anni, per i quali “i miei bisogni” sono legittimi, evidenti e importantissimi, mentre i “bisogni degli altri” non sono altro che vaghe e noiosissime astrazioni. Questo costringe spesso i responsabili dei trasporti a comportarsi come padri che si trovano a dover gestire i capricci dei figli. E poi ci stupiamo che spesso le compagnie di trasporto hanno un atteggiamento paternalistico?

Articolo originale: Ten Best Rankings: the #1 way to confuse and disempower

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L’autore:

Jarrett Walker è un consulente internazionale per la progettazione di reti di trasporto pubblico. Ha diretto numerosi grandi progetti in Nord America, Australia e Nuova Zelanda. Attualmente lavora presso Mc Cormick Rankin Cagney a Sidney.

Nato nel 1962 è cresciuto a Portland, Oregon durante i caldissimi anni settanta, il momento nel quale questa città prese il suo decisivo impegno per diventare una città per le persone piuttosto che per le auto. Tra le altre cose ha conseguito anche un Ph.D. in arti teatrali e umane alla Stanford University. Visceralmente interessato in un vastissimo numero di argomenti, è probabilmente l’unica persona le cui pubblicazioni vengono recensite sia dal Journal of Transport Geography che dalla Shakespeare Quarterly. Oltre che di trasporto (http://www.humantransit.org/) si occupa anche di botanica, scrittura creativa, arti figurative sul suo blog personale, Creature of the Shade

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