Città in bicicletta: dove e come.

Biciclette, mappe e piste ciclabili: il progetto dellAssociazione Nuova Mobilità mobilità urbana biciclette e mobilità ciclabile E’ di due settimane fa la nascita dell’associazione nata intorno a questo blog. Tra i primi progetti un’idea non nuova ma secondo noi da rilanciare: la mappatura delle infrastrutture ciclabili delle città italiane. Obiettivo, quello di fornire informazioni utili alla scelta del tragitto più adeguato per raggiungere la propria destinazione, mappando piste ciclabili, zone a traffico limitato, punti critici e quana nto altro possa servire allo scopo. Dal blog di Marco De Mitri, tra i fondatori dell’associazione, riprendiamo il post che spiega nel dettaglio motivazioni e scopi del progetto. Se pensate di poter contribuire a costruire e mantener.e in vita una mappatura aggiornata dello stato della ciclabilità nella vostra città non avete che da contattarci.

Biciclette, mappe e piste ciclabili: il progetto dell’Associazione Nuova Mobilità

Realizzare mappe ciclabili per la propria città è una iniziativa che sempre più spesso viene messa in pratica dalle associazioni dei ciclisti, facilitati in questo dalla continua diffusione delle nuove tecnologie (smartphone con GPS, visualizzazione e modifica delle mappe via web, ecc.) e spinti dalla voglia di migliorare le condizioni di vivibilità della propria città per sè stessi e per i visitatori. E’ anche una delle prime attività che verranno prossimamente seguite e sostenute dalla neonata Associazione Nuova Mobilità (che sono onorato di avere contribuito a fondare), nell’ambito di un ambizioso percorso di miglioramento della mobilità urbana delle nostre città che verrà studiato (e che si cercherà di mettere in opera) con la collaborazione dei membri dell’Associazione e di ogni soggetto (cittadini, Comuni, aziende, ecc.) che abbia piacere di essere coinvolto. Ma facciamo prima un passo indietro.

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Come recita il  Codice della Strada (artt. 13 e 14), ogni volta che  si realizza una nuova strada o quando si effettuano lavori di miglioramento, allargamento o manutenzione straordinaria di strade esistenti, vanno realizzate piste ciclabili adiacenti. Se questa prescrizione fosse rispettata, avremmo sicuramente meno incidenti stradali che coinvolgono i ciclisti e una mobilità migliore per tutti. I dati di tutto il mondo dicono che più aumentano i chilometri di piste ciclabili e più diminuiscono i morti. La sicurezza stradale per i ciclisti è lontana dall’essere raggiunta, come testimoniano le cifre che riguardano i morti sulle strade alla guida di una bicicletta. Studi ed iniziative in merito si susseguono incessantemente. Legambiente, ad esempio, ha recentemente pubblicato il rapporto “L’a-bici: numeri, idee, proposte sulla mobilità ciclabile”, ricco di dati ed informazioni. Ecco un breve riassunto.

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Dal 2000 ad oggi l’estensione delle piste ciclabili è triplicata (si è passati da circa 1000 a 3.227 Km), ma gli spostamenti urbani con le bici continuano ad attestarsi al 3,8% del totale (senza variazioni rispetto al 2000). Questo fattore è confermato anche dal fatto che le città dove in Italia si pedala maggiormente non sono quelle con più piste ciclabili, e neppure quelle con condizioni climatiche più miti. Di conseguenza, appare chiaro come le infrastrutture (che pure cono necessarie) ma devono essere pensate e realizzate all’interno di piani complessivi della mobilità, e non essere il risultato di interventi privi di coordinamento.

Per dare avvio ad una politica concreta della mobilità ciclabile, Legambiente indica su quali ambiti su cui si deve puntare:

  • Infrastrutturee e parcheggi: i percorsi ciclabili devono essere costruiti, con una sede propria, parallelamente ai principali assi di scorrimento urbano, in modo da garantire continuità negli spostamenti. L’ideale sarebbe raggiungere aree a ciclabilità diffusa e collegare le ciclabili urbane a percorsi turistici e ciclo-escursionistici;
  • Sicurezza: vanno promossi corsi di educazione ed informazione sul codice della strada;
  • Intermodalità: è necessario creare spazi sicuri ed accessibili alle biciclette nei parcheggi vicini alle fermate dei mezzi pubblici, garantire il trasporto di bici sui treni, soprattutto locali, dotare i veicoli dei mezzi di trasporto pubblico di pedane o altri strumenti per il trasporto di biciclette e diffondere il bike-sharing;
  • Furti: è prioritario costruire parcheggi coperti e controllati per evitare il furto delle biciclette e creare un pubblico registro ciclistico dove immatricolare le biciclette.

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Vediamo invece cosa avviene all’estero, come nel caso di Amsterdam.

Le statistiche fornite dalle autorità di Amsterdam dicono che nel centro città il 57% di tutti gli spostamenti vengono effettuati in bicicletta. Anche nei nuovi quartieri periferici e sulle tangenziali quasi il 40% di tutti i trasferimenti avvengono grazie ai pedali. Trent’anni di investimenti strategici e di politiche in favore della ciclabilità hanno portato a ridurre a 30 km/h la velocità delle auto, a sostituire i posti auto con alberi e a portare il costo dei posti auto superstiti a tariffe esorbitanti (5 €/h). Nonostante l’alto tasso di utilizzo delle biciclette, il paese ha il più basso tasso di incidentalità tra i ciclisti. Si contano 7 morti e 100 feriti gravi ogni anno tra i ciclisti.

La bicicletta è un normalissimo mezzo di trasporto usato per andare al lavoro, a scuola, a fare shopping, per uscire la sera. Il 90 per cento delle strade e delle vie di Amsterdam sono provviste di infrastrutture ciclabili. Ci sono 400 chilometri di piste ciclabili separate dal resto del traffico. Una città di 757mila persone è fornita di 550mila bici, più del doppio del numero di auto private (218mila). 400 km di piste ciclabili dedicate. 90% delle strade adatte a biciclette. 38% degli spostamenti in bici, 37 per cento con il trasporto pubblico e 25 per cento in auto. 66% degli abitanti che utilizzano “frequentemente” il trasporto pubblico. 57% di tutti gli spostamenti in centro effettuati in bicicletta.

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E ora torniamo a noi. Come detto, uno dei primi progetti dell’Associazione Nuova Mobilità riguarda le mappe ciclabili. Riassumendo le idee emerse dai primi confronti tra gli associati, si sta pensando di riproporre l’iniziativa (lanciata da World Streets), di mappare la propria città per quanto riguarda i percorsi ciclabili. Lo scopo è quello di fornire una guida per ciclisti che fornisca informazioni riguardo alla presenza di piste ciclabili, zone pedonali, zone a traffico limitato, vie più trafficate e punti pericolosi, in modo che possano orientarsi nella città. La mappa diventa inoltre uno strumento utile per evidenziare le criticità della rete stradale, e quindi aiutare a capire tutto quello che non è stato fatto e che si potrebbe fare. Questa iniziativa potrebbe essere potenzialmente replicata in ogni città, anche seguendo l’esempio lanciato dalla piattaforma Critical-Map, nata dai gruppi di massa critica.

Aggiungo che una iniziativa analoga e meritevole di attenzione è quella già messa in opera attraverso il sito www.piste-ciclabili.com. Chiunque, senza obbligo di registrarsi, può disegnare su una mappa i propri itinerari preferiti, condividendoli con i visitatori del sito, oppure cercare informazioni sugli itinerari già pubblicati, eventualmente lasciando un commento con il proprio punto di vista. Al momento sono stati mappati circa 40.000 km di itinerari. Il sito è inoltre arricchito da funzionalità e utilità “sociali”, attraverso le proposte e le condivisioni dei lettori, un forum e una sezione di news riguardanti il modo della bicicletta.

Segnalo infine l’ottimo post Sviste Ciclabili, che raccoglie le foto di alcuni orrori realizzati con le piste ciclabili.

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Il progetto Mappe Ciclabili dell’Associazione Nuova Mobilità è pronto a partire.

Invito a contattarmi chiunque sia interessato al progetto (o comunque, in generale, a conoscere le attività dell’associazione).

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