Buzzcar, il car sharing p2p arriva in Francia.

buzzcar-1E’ di qualche giorno fa la notizia del lancio di un nuovo servizio di car sharing peer to peer, questa volta in Francia. Buzzcar permetterà ai privati di mettere a disposizione la loro auto grazie ad un’applicazione per smartphone a tutti coloro che ne hanno temporaneamente bisogno. Robin Chase, già amministratore delegato di Zipcar, e tra i promotori dell’iniziativa descrive il car sharing p2p come “una leva su internet che sfrutta l’eccesso di capacità individuale”.

da TheCityFix, Itir Sonuparlak

Il sistema permetterà a singoli, imprese ed istituzioni di condividere le vettura in proprietà con altre persone, senza la necessità di aspettare che un programma di car sharing tradizionale venga avviato nella propria zona di residenza. Mettendo a disposizione vetture private in momenti nei quali non vengono utilizzate dai proprietari Buzzcar riduce il numero di auto sulla strada e la quantità di parcheggi necessari ad accoglierle – un nuovo concetto nel mondo del car sharing. Dato che il programma non prevede l’acquisto di nuove vetture per la fornitura del servizio, evita anche l’aumento delle emissioni di anidride carbonica.

Come funziona?

Dopo aver scaricato l’applicazione per lo smartphone, i potenziali guidatori possono cercare le auto disponibili nella loro zona e contattare direttamente il proprietario. “La prima volta che un nuovo guidatore (un Buzzer) noleggai una vettura il proprietario dell’auto (un Auto-preneur)  può verificare che la sua patente e la sua carta d’identità corrispondano a quelle fornite al momento dell’iscrizione”, spiega Chase.

Il sistema richieda al guidatore anche il suo numero di telefono cellulare e i dati bancari prima di effettuare la prenotazione, tutto per dare le adeguate garanzie al proprietario. Ai proprietari sono richiesti determinati standard di sicurezza una volta che hanno iscritto le loro auto al servizio.

“Buzzcar crea una comunità di utenti che genera una serie di commenti e raccomandazioni su ogni singolo guidatore e proprietario”, dice Chase. Prima di iscriversi, i proprietari si impegnano a “mantenere l’auto in adeguate condizioni di sicurezza”; questo, associato ai punteggi e ai commenti generati dalla comunità di Buzzzcar, contribuisce a creare un sistema equo e sicuro.

Oltre alla quota di iscrizione annuale di 20 euro, i “Buzzers” pagano delle tariffe di noleggio determiante dagli “Auto-preneurs”. Buzzcar considera diverse variabili nel suggerire queste tariffe, ma alla fine sono i proprietari a decidere del costo del noleggio. Attraverso un’applicazione on line per stimare le tariffe da applicare, Buzzcar prende in considerazione fattori quali l’età della vettura, la marca, il tipo di carburante, il luogo e il chilometraggio. Secondo il sito di Buzzcar la vicinanza ad altri servizi di trasporto, un prezzo equo e la motivazione ad entrare nella comunità di Buzzcar aumenteranno le vostre possibilità di trovare dei potenziali guidatori vicino a voi.

 

When people register for Buzzcar, they get to choose an insect-themed avatar. The ladybug is "charming and loved by all." 

Che cosa si dice?

La Francia reclama la paternità di molte innovazioni nel campo dei trasporti, tra le quali  Vélib’, Vélo’v e AutoLib’, che hanno spinto la gente a riconsiderare attivamente lo status quo, dice Chase, e questa è una ragione per la quale lei ed altri partner hanno scelto questo paese per il lancio di Buzzcar. “Una grande percentuale di francesi non dipende dall’auto – il nostro mercato – grazie a buone opportunità di trasporto pubblico e alti costi di gestione di un’auto” dice.

Il servizio comincerà il primo di maggio. Attualmente il programma sta cercando di costruire e ampliare una rete di utenti attraverso internet. Gli iscritti partecipano all’estrazione di un premio di 8mila dollari, equivalenti al costo di gestione annuale di un’auto a Parigi.

“Il car sharing tra individui crescerà ovunque proprietari e guidatori sono pronti a trovare un accordo” ha detto Chase in un articolo per La Tribune. “Non abbiamo bisogno di aspettare un’impegno delle istituzioni”.

Anche se Buzzcar mira a espandersi a livello internazionale, uno dei più grossi ostacoli all’adozione del car sharing p2p negli altri paesi è legato alla polizza assicurativa, che deve essere messa a punto paese per paese. Anche adesso, Buzzcar può operare solo in quelle aree della Francia incluse nell’accordo assicurativo.

I car sharing p2p stanno vivendo un momento di crescita dei loro “parchi autoveicoli” nelle città di tutto il mondo. Tra le compagnie che gestiscono questi servizi ci sono  WhipCarSpride ShareRelayRides e GetAround,il cui fondatore Sam Zeid ha dichiarato che il suo utente che guadagna di più dal servizio arriva a totalizzare più di 970 dollari al mese, mettendo in evidenza uno dei vantaggi della partecipazione a un programma di questo tipo.

Il lancio di Buzzcar e di altri servizi simili può essere visto come parte di un trend più ampio di quello che alcuni chiamano ““The New Sharing Economy,” altrimenti conosciuta come “consumo collaborativo“. Questo fenomeno, secondo Rachel Botsman, è dovuto a parecchi fattori tra i quali le nuove tecnologie dell’informazione, la crescita di preoccupazioni per l’ambiente, la connettività online e la recessione globale che pone la priorità sugli aspetti pratici più che su quelli di consumo. Se si pensa che un’automobile resta parcheggiata per il 95 per cento del tempo, perchè non condividere questa risorsa con qualcun altro che ne ha bisogno?

Per saperne di più su Buzzcar: www.buzzcar.com sito attualmente in versione Beta.

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L’autrice:

Itir Sonuparlak

Itir è una blogger di TheCityFix.com. Laureata in urbanistica alla facoltà di Architettura della Columbia University, i suoi interessi vanno dal riciclaggio e il riutilizzo dei materiali alla mobilità sostenibile.

2 pensieri su “Buzzcar, il car sharing p2p arriva in Francia.

  1. direi che la cosa è moolto interessante e spero che presto questo servizio arrivi anche in Italia, io sarò certamente un utente affezionato per un servizio così intelligente.
    molte grazie!
    Matteo.

    Rispondi
  2. Pingback: Nasce Dryfe, il p2p made in Italy. | Nuova Mobilità

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