Una breve storia di mobilità sociale

Una breve storia di mobilità sociale in cinque piccole immagini, da una collezione apparsa per la prima volta in “Rien n’est simple” (Niente è semplice) di Jean Jacques Sempè, pubblicata mezzo secolo fa, nel 1962. Ma già allora il messaggio era drammaticamente chiaro. E’ sorprendente pensare quanto poco venga compreso due generazioni più tardi, nonostante le prove inconfutabili di fronte ai nostri occhi. Se solo scegliamo di aprirli.

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Dobbiamo utilizzare ogni neurone e sinapsi, ogni metafora, ogni buon strumento sul quale possiamo mettere le mani, per risalire la lunga china verso la sostenibilità e la giustizia sociale.

ISBN-13: 978-0714844831

L’artista:

Jean-Jacques Sempé venne espulso da scuola molto giovane, quindi non riuscì a superare i concorsi per un posto in banca, alle poste  e nelle ferrovie. Trovò da lavorare come venditore porta a porta di polvere dentifricia e come garzone di una cantina vinicola nella Gironda, per la quale effettuava consegne in bicicletta. Dopo aver mentito sulla sua età entro nell’esercito nel 1950, (perchè era “l’unico posto che mi avrebbe dato un lavoro e un tetto” disse qualche anno più tardi) dove capitava che venisse punito perchè scoperto a disegnare durante i turni di guardia. Dopo la fine dell’esperienza militare si spostò a Parigi e cominciò a lavorare con René Goscinny. Le sue mute strisce colorate, spesso a una sola immagine, nelle quali i protagonisti parlano attraverso immagini o non parlano per niente riuscendo comunque a raccontare una storia, guadagnarono lentamente una grande attenzione.

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