A Saronno ovunque a 30 km/h tutto l’anno?

Trenta, secondo il Sindaco di Saronno, bastano e avanzano. Dopo la decisione presa il 6 febbraio di ridurre temporaneamente i limiti di velocità per combattere l’inquinamento, l’amministrazione della città lombarda dichiara la sua intenzione di voler rendere definitivo il provvedimento adducendo anche ragioni di sicurezza stradale. Di seguito uno stralcio dell’intervista al Sindaco di Saronno effettuata da “Eco dalle Città”.

“L’emanazione della prima ordinanza del 6 febbraio era motivata da problemi di inquinamento, dall’urgenza di ridurre il Pm10. In parte i valori sono scesi, ma finché i Comuni limitrofi non prenderanno provvedimenti, il nostro sforzo sarà vano. Ora che però abbiamo ottenuto riscontri positivi da parte dei cittadini – soprattutto quelli che vogliono meno auto per le strade, ma più bici e pedoni – vogliamo andare nella direzione di rendere il limite definitivo, non solo per diminuire l’inquinamento, ma anche per favorire la sicurezza stradale e migliorare la qualità della vita dei cittadini. La cosiddetta “Fase 2” prevede quindi due punti: che su tutte le strade di Saranno, esclusi gli assi viari più importanti dove saranno mantenuti i 50 km/h, si vada ai 30 all’ora e la realizzazione di Zone 30 nelle aree periferiche in corrispondenza di scuole, chiese, centri sportivi, etc.”

Quali sono le tappe per raggiungere questo risultato?
“Per il momento abbiamo organizzato due riunioni con la commissione Ambiente e Territorio, di cui fanno parte membri sia della maggioranza  che dell’opposizione. La decisione definitiva non è ancora stata presa, perché l’opposizione continua ad essere contraria al provvedimento. Per raggiungere il nostro obiettivo dobbiamo procedere con gradualità. Per questo abbiamo intenzione di iniziare a proporre un’estensione della Zona 30 in centro città, oltre alla Ztl già esistente, e la realizzazione di Zone 30 nei singoli quartieri. C’è bisogno di tempo. Ma noi andiamo nella direzione di poter viaggiare in tutta la città ai 30 all’ora.”

L’intervista integrale è disponibile a questo indirizzo.

Una dichiarazione d’intenti molto coraggiosa. Sicuramente da appoggiare nel tentativo di aiutare l’amministrazione a far seguire alle parole i fatti. Ormai le città nelle quali il limite di velocità di default è stabilito a 30 km/h sono piuttosto numerose. In Gran Bretagna, dove è attivissima l’associazione “Twenty is Plenty for us” cioè venti (miglia all’ora) sono più che sufficienti per noi, già più di 5 milioni di persone vivono in città che hanno deciso di adottare questa misura. Nella tabella a destra trovate l’elenco.

Questa scelta che – ne siamo convinti – presenta un fortissimo potenziale di trasformazione in senso sostenibile dei nostri sistemi di mobilità è generalmente molto dibattuta e controversa. In realtà è ormai appurato che, oltre a contribuire in parte alla riduzione delle emissioni e dei consumi, un limite di velocità di 30 km/h contribuisca in maniera decisiva al crollo verticale dell’incidentalità, senza penalizzare più di tanto i tempi di spostamento in automobile (20 is plenty sostiene che il tempo per lo spostamento medio in macchina aumenterebbe di circa l’1%, secondo dati rilevati a Portsmouth).

Infatti uno studio condotto dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine sulle vie londinesi nelle quali è stata introdotto questo limite nel periodo tra il 1988 e il 2006 ha rilevato una diminuzione dell’incidentalità con danni alle persone di oltre il 40%, percentuale che sale al 50% se si prende il considerazione il coinvolgimento di vittime minorenni. Anche sulle vie adiacenti a quelle dove viene adottato il limite si registra un calo degli incidenti pari a circa l’8%. Riportando queste percentuali in Italia, dove i morti sulle strade urbane sono circa 2300 all’anno – i feriti quasi 240mila – l’introduzione del limite di default di 30 km/h su tutti i territori urbani comporterebbe il risparmio di oltre 1000 morti e di 100mila feriti. Un motivo più che sufficiente per farci più di un pensiero o – meglio – per agire senza nemmeno pensarci.

Ma c’è un’altro aspetto che ci preme sottolineare conseguente a queste misure che riguarda le conseguenze che una riduzione della velocità massima consentita può avere sull’allocazione di spazio, risorsa notoriamente scarsa in tutte le città: è noto che a 30 km/h lo spazio necessario a fare circolare lo stesso numero di veicoli è molto minore di quello che si rende indispensabile a 50 km/h. Questa misura eminentemente tecnica apre quindi anche parecchie possibilità non solo per ridurre gli omicidi stradali, ma anche per riservare spazio a modalità di spostamento più sostenibili dell’automobile, cosa che contribuisce ulteriormente all’aumento della sicurezza.

Ci auguriamo per questo che a Saronno, se dovessero proseguire sulla loro strada, non si limitino alla posa dell’adeguata segnaletica – abbiamo il sospetto che verrebbe osservata pochissimo – ma anche a una graduale revisione della destinazione d’uso degli spazi, in modo da favorire gli spostamenti a piedi, in bici, con il trasporto pubblico e con tutte quelle forme di utilizzo condiviso di mezzi di trasporto che usano in maniera più efficiente dell’auto privata una risorsa scarsa quale quella dello spazio urbano.

About these ads

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...