I media e la battaglia per le strade di New York.

Come è quella canzone? “If you can do it here you can do it anywhere. New York New York”(Se puoi farlo qui puoi farlo ovunque. New York New York)? Quello che segue è un esempio di come i sostenitori di una ciclabilità migliore nella Grande Mela stanno utilizzando i social media per ottenere consenso tra i concittadini, mentre una lobby molto agguerrita sta facendo del suo meglio per tenere le strade come sono e, come spera, saranno sempre. Amen.

Non si tratta di una peculiarità di New York, potrebbe essere anche la vostra città. Si potrebbe imparare qualcosa in termini di utilizzo dei media.

liberamente tratto e tradotto da Streetsblog New York

Howard Wolfson, consulente e esperto in comunicazioni del Sindaco Bloomberg, ha recentemente twittato parecchio in difesa delle politiche sulla ciclabilità urbana dell’amministrazione. I suoi tweets portano l’attenzione sulla lunga serie di esempi di sostegno dell’opinione pubblica alle piste ciclabili – tutte le decisioni dei consigli di quartiere e i sondaggi che per qualche ragione non vengono citati negli editoriali del Daily News o del Post.

I tweets arrivano dall’account personale di Wolfson, ma data la sua posizione all’interno degli ambienti vicini al sindaco, l’abbondanza di parole spesa sembra indicare che il sostegno dell’amministrazione al commissario dei trasporti Janette Sadik-Khan, convinta sostenitrice della necessità di più piste ciclabili, sia più profondo di quello che potreste ipotizzare leggendo il New York Times

Questa mattina, in risposta a un pezzo pubblicato sul New York Magazine, Wolfson ha inviato un memorandum arrecante più di un imprimatur ufficiale. Utilizzando carta intestata all’Ufficio del Sindaco [PDF] che dovrebbe catalizzare l’attenzione della stampa e dei politici ha sottolineato alcuni dati: le piste ciclabili sono popolari, trovano l’appoggio dell’opinione pubblica e sono un metodo collaudato di migliorare la sicurezza stradale.

Ecco cosa dice:

  • La maggioranza dei Newyorkesi approva le piste ciclabili. Secondo l’ultimo sondaggio Quinnipac, il 54% degli elettori pensano che più piste ciclabili possano essere utili “perchè è più salubre ed ecologico spostarsi in bici”, mentre il 39% dice che le piste ciclabili non vanno bene “perchè tolgono spazio alle auto aumentando il traffico”.
  • Le più importanti piste ciclabili recentemente introdotte sono state approvate dai consigli di quartiere interessati: tra queste quelle di Propect Park West e Flushing Avenue a Brooklin e quelle su Columbus Avenue e Grand Street a Manhattan. In molti casi, tra cui i quattro citati, le piste ciclabili sono state richieste direttamente dai consigli di quartiere.
  • Negli ultimi quattro anni, i progetti di piste ciclabili sono stati presentati ai consigli di quartiere in 94 assembleee pubbliche. Abbiamo raccolto più di 40 pareri di commissioni e consigli di quartiere favorevoli ai progetti.
  • I progetti vengono continuamente modificati dopo la loro messa in opera in seguito a continui feedback da parte della popolazione residente e alla raccolta di dati sulle condizioni della strada. Per esempio: la pista ciclabile sulla Columbus Avenue è stata modificate per aumentare la disponibilità di parcheggio in seguito a richieste del quartiere; le piste ciclabili di Bedford Avenue e di Father Capodanno Boulevard sono state completamente rimosse dopo aver ascoltato i pareri dei residenti e aver apportato altri miglioramenti alla rete ciclabile.
  • 255 miglia di piste ciclabili sono state costruite negli ultimi 4 anni, su un totale di 6000 miglia di strade.
  • Le piste ciclabili migliorano la sicurezza: anche se gli spostamenti in bici sono più che raddoppiati in quattro anni, il numero di incidenti con morti o feriti gravi tra i ciclisti è diminuito grazie alla maggiore sicurezza offerta dalla rete di collegamenti ciclabili.
  • Quando vengono introdotte le piste ciclabili gli incidenti con danni alle persone per tutti gli utenti della strada (automobilisti, pedoni e ciclisti) si riducono generalmente del 40 per cento, arrivando al 50 per cento in alcune zone.
  • Dal 2001 al 2005 i pedoni morti in incidenti con le biciclette sono stati quattro in totale. Dal 2006 al 2010, con il raddoppio degli spostamenti in bicicletta, i pedoni uccisi nello stesso tipo di incidente sono stati tre. (questo in risposta a chi sostiene che l’introduzione delle piste ciclabili comporterebbe un rischio maggiore per i pedoni, ndt)
  • il 66 per cento delle piste ciclabili installate non hanno avuto effetti sul numero dei parcheggi o sul numero di corsie riservate al traffico automobilistico.

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L’autore:

Howard Wolfson è un consulente politico, per lungo tempo responsabile comunicazioni delle campagne elettorali di Hillary Clinton.

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