Mobilità, democrazia, politica: intervista al sindaco di Strasburgo.

Cosa sta succedendo sulla scena della nuova mobilità francese nel 2011? Quella che segue è un’intervista con una delle figure di spicco nel campo delle politiche e delle pratiche di mobilità sostenibile nel paese transalpino. Roland Ries è al suo secondo mandato come sindaco di Strasburgo, oltre a ricoprire il ruolo di presidente di GART, un gruppo politico che si occupa di trasporti. E’ stato anche tra gli estensori della legge francese sul car sharing, contribuendo alla sua diffusione sul territorio francese. Spendete tre minuti del vostro tempo con questo breve video per farvi un’idea di quello che in Francia si pensa nei settori più avanzati delle politiche dei trasporti urbani. Vi accorgerete che si tratta di un messaggio che attraversa i confini. Fatelo vedere alla vostra sindaco e parlatene con lei.

Intervista con Roland Ries: Ciclista, Senatore e Sindaco di Straburgo.

di Eric Britton

Qual è stato il principale contributo di Roland Ries e della città di Strasburgo a una comunità internazionale drammaticamente a corto di idee nuove e migliori? Abbiamo seguito i progressi di quella città per un certo periodo e possiamo dire che si tratta di una storia di un genio particolare, partita appoggiandosi su quelli che considero i tre pilastri principali che definiscono l’approccio al quale sono rimasti tenacemente fedeli per più di un ventennio. La Strasburgo sostenibile non è stata costruita in un giorno solo. Ma c’è stato un giorno nel quale un gruppo di cittadini si è tirato su le maniche e ha cominciato a fare qualcosa iniziando il percorso che ha  portato agli attuali risultati.

I tre pilastri: “pinze”; coerenza; continuità.

1. Pinze: già a partire dalla fine degli anni ottanta cominciò a trovare consenso l’idea che per gestire in modo equo, economico ed efficiente i crescenti problemi del traffico, dell’ambiente, dell’accessibilità e della qualità della vita in città e nelle sue periferie bisognava lanciare un nuovo tipo di politica che fosse come una “pinza” in grado di gestire simultaneamente tutta una serie di bastoni e carote politiche. La loro attenta orchestrazione avrebbe garantito alle città di costruire gradualmente i blocchi costituenti di un sistema di mobilità sostenibile.

I bastoni avevano lo scopo di garantire che la città non avrebbe sofferto del problema della congestione, come risultato di una situazione chiaramente ingestibile causata dall’eccessiva presenza di troppe auto che si muovevano troppo veloci su troppo poche strade. La necessità dei bastoni era ulteriormente confermata dalla comprensione che la soluzione non giaceva nel buon senso – comune al tempo – convinto che il sentiero fosse quello di fare uso di grandi quantità di denaro pubblico per ampliare lo spazio stradale, aumentare le velocità di circolazione e la disponibilità di parcheggi (per veicoli che passavano il 95% del tempo inutilizzati).

E un’accurata selezione di questi bastoni (controllo degli accessi, strategie di parcheggio, rallentamento del traffico) è andata di pari passo con le “carote”, cioè l’introduzione e il potenziamento di tutte le altre modalità di trasporto urbano. Migliorare il sistema di trasporto pubblico insieme alle infrastrutture al servizio di ciclisti e pedoni è stata una preoccupazione continua dell’amministrazione di Strasburgo fin dai primi vagiti di questa nuova politica.

L’indicazione più chiara che stava cominciando una partita completamente nuova fu la decisione, nel 1990, di costruire un nuovo sistema di trasporto tranviario, che venne inaugurato nel 1994 e fece subito intendere che a Strasburgo stava succedendo qualcosa di assolutamente nuovo. Quel tram era semplicemente troppo grande per poter essere perso.

2. Coerenza: il secondo indispensabile pilastro del successo di Strasburgo è rappresentato dal trasversale impegno alla coerenza in questo tipo di politiche. Una volta presa la decisione di lavorare con il metodo del bastone e della carota per tenere le auto al loro posto (ma senza mai essere anti-auto) e contemporaneamente aumentare costantemente la qualità e l’offerta del trasporto non automobilistico, era di vitale importanza che questa strategia venisse mantenuta.

La coerenza non è sempre facile. I rappresentanti pubblici vengono spesso sottoposti a forti pressioni, specialmente nelle prime fasi di queste politiche, da parte di interessi specifici e spesso espressi con toni molto perentori che spingono per invertire la tendenza di queste politiche integrate – per questa o quella “eccellente” ragione c’è da aumentare qui la capacità stradale, accelerare il traffico lì e aumentare l’offerta di parcheggi in qualche altro posto, di solito davanti al mio negozio, o davanti a casa mia o al mio posto di lavoro. Ma è importantissimo che la città vada avanti per la sua strada. Cosa che Strasburgo è riuscita a fare. Questo diventa enormemente più facile una volta che queste  politiche cominciano a dare i loro frutti e gli elettori possono toccarne con mano i benefici.

3. Continuità: le diverse giunte che si sono succedute al governo della città, nelle quali l’attuale Sindaco Ries ha giocato un ruolo importante fin dal 1989, sono state soggette alla loro giusta quota di cambiamenti di colore negli ultimi vent’anni, essendo a volte di destra e a volte di sinistra. Ma quello che è importante e vitale per la città, è stato che di qualunque colore fossero, la politica di base nel settore trasporti ha sempre mantenuto l’orientamento iniziale.

Questa è una grande lezione per tutto il mondo. Di fatto, una volta che la vostra città comincia a fare le cose nel modo giusto, non permettete che la prossima elezione crei una situazione non solo di rallentamento, ma anche (succede) di abietto rovesciamento di buone pratiche. Lo abbiamo visto fin troppo spesso in città di tutto il mondo.

La mobilità sostenibile deve essere sostenuta – non diventare un terreno di scontro retorico e politico. Per evitare questa possibilità i sostenitori delle buone politiche devono farsi carico della responsabilità di informare adeguatamente l’elettorato. Ries, alle ultime elezioni del 2008, ottenne più del 60% dei voti – un dato che parla da solo.

Un ultimo punto che ha contribuito a far sì che Strasburgo ottenesse questi risultati ha a che fare con la capacità della città di dare continuità e sostenere anno dopo anno l’equipe di tecnici così come di coinvolgere attivamente e dall’inizio tutti i gruppi locali, dagli ambientalisti a molti altri, direttamente nel processo di riflessione, creazione e mantenimento del nuovo tessuto trasportistico della città. Questo, naturalmente, è un lavoro che non avrà mai fine.

Una delle più recenti innovazioni del team di Strasburgo è stata la creazione di una politica tariffaria dei trasporti pubblici attentamente studiata che permette alle fasce a basso reddito di avere un accesso “quasi gratuito” al sistema, circa 2 euro per un abbonamento mensile per i più poveri. Il principio alla base di questa politica è la convinzione che la mobilità è un bisogno primario e come tale un diritto da garantire a tutti i cittadini, essendo una precondizione per garantire una piena ed equa partecipazione alla vita economica e sociale della città.

 

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