Scarso rispetto delle regole o fallimento del codice della strada?

Da un lettore affezionato riceviamo la segnalazione (in corsivo) di una lettera di un noto scrittore modenese al sindaco della sua città in merito alle contravvenzioni date ai ciclisti che imboccano i sensi vietati.

In questa lettera io vedo:

Uno scrittore italiano
Un sindaco italiano

Chi li vede pedalare per Modena, sa che sono quanto di più lontano dal
prototipo del ciclista che spesso viene divulgato, partendo dalle loro
bici spesso gracchianti ed in evidente stato di “come viene viene”.
Chi camminasse o pedalasse per il centro di Modena non avrebbe molta
difficoltà ad incontrare lo scrittore, vestito da scrittore, o il
sindaco, vestito da sindaco, pedalare su due bici che non stenterei
definire approssimative.

La qualità dello scritto dello scrittore lo fa apparire un episodio
quasi guareschiano (?); i temi, talmente semplici da superar di colpo
mille questioni sulla mobilità che appaiono spesso di “lana caprina”.
L’appello: chiaro!

Al punto da togliere ogni dubbio anche al più codardo degli amministratori.

Carissimo e Gentile Signor Sindaco
io che la conosco come un ostinato e maniacale utente della bicicletta, da parimenti ostinato e maniacale utente della bici quale sono vorrei dirle questo: l’altro giorno inizio a sentire strane notizie su ciclisti che vengono multati per aver percorso in senso contrario alcune delle viuzze del centro sulla loro bicicletta; immediatamente atterrisco.

Quanto è vero che se tre volte nella mia vita, per sbaglio e lontano da casa, avendo per caso infilato per dieci centimetri il muso dell’automobile all’interno di un senso vietato, subito mi fermavo e coi sudori freddi facevo dieci centimetri di marcia indietro, vergognandomi moltissimo di questa azione compiuta per errore e senza la minima volontà di praticare un illegalismo, è altrettanto vero che quando passo dal centro in bicicletta e vado prima dal tabaccaio, poi al mercato coperto, poi a lavorare, poi in libreria, poi a rivedermi il Duomo in Piazza Grande, in quel tipico stato di contentezza svagata che ci dà il pedalare a zonzo in bicicletta, ecco, adesso lo confesso, spesso io non lo so neanche se sono in senso giusto oppure in senso contrario.

L’andare in bicicletta ci svuota la testa di tutte le ansie e ci riempie di benessere e pacifiche fantasie. Tante volte mentre mangiavo un kebab su la via Emilia, verso l’una e mezzo, L’ho vista passare pedalando con la stessa faccia spensierata, oppure così mi pareva.
Subito, a sentire di ste multe, avevo pensato: se mi danno una multa in bicicletta questa volta brucio veramente tre bidoni del rusco con la benzina. Ma poi ho pensato: perché essere così negativi.

Facciamo la nostra proposta positiva. Visto che sono stati spesi tanti soldi pubblici per fare andare più gente in bicicletta, si sono fatte tante piste ciclabili, e sono stati soldi spesi bene visto che in bicicletta si sta così bene, prendendo però anche atto che le regole sono regole, e in questo periodo le regole sono così importanti, alla fine di questo lungo elenco quello che volevo dirLe è: perché non facciamo come a Reggio Emilia, che un giorno di due o tre anni fa stavo passeggiando con una mia amica per Reggio Emilia, e a un certo punto vediamo dei cartelli strani e allora andiamo a guardarli e vediamo che i cartelli dicevano che in quella strada il senso unico vale soltanto per le automobili e non per le biciclette.

Perché non facciamo così anche a Modena?
Tutti i sensi unici del centro aboliti per le biciclette. D’altronde ingombrano poco in larghezza.
Essendo un po’ companilista, come tutti, se arriva un mio amico di Roma e dice che bello, qua andate tutti in bicicletta, io ci godo; ma se arrivasse un mio amico di Reggio Emilia e un bel momento mi dicesse: ma qua avete ancora i sensi unici per le biciclette?
Io ci soffrirei come un cane.
Distinti saluti tra ciclisti

Post originale su La Gazzetta di Modena

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Poche righe che pongono il problema dell’adeguatezza di un codice della strada pensato più per le automobili che per le persone. E che ci lasciano con la voglia di rilanciare: non solo abolizione dei sensi unici per le bici nelle vie delle nostre città, ma una rivisitazione totale delle regole stradali sulle strade urbane, dove valga il principio di responsabilità del più forte nei confronti del più debole, al quale deve venire sempre data la precedenza.

Per un Code de la Rue brasiliano

Per un codice degli spazi pubblici

Code de la Rue su Wikipedia.it

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L’autore:

Ugo Cornia è nato a Modena nel 1965. Tra i suoi romanzi: Sulla felicità a oltranza (1999), Quasi amore (2001), Roma (2004); Le pratiche del disgusto (2007) .

2 pensieri su “Scarso rispetto delle regole o fallimento del codice della strada?

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