Per un Code de la Rue brasiliano

di Eric Britton

Cari amici Brasiliani, con il dovuto rispetto, vi proporrei di organizzarvi al fine di ottenere un risarcimento appropriato per il tragico e stupido episodio di Venerdì a Porto Alegre. Penso che questa sia un’occasione unica per far compiere a un’amministrazione scossa qualcosa di importante e di ampie vedute. Il momento è tutto in casi come questo. Dovreste essere oggi molto più in grado di una settimana fa di precisare i vostri bisogni. E tra un mese, quando gli animi si saranno raffreddati, ci sarà molto meno spazio per avanzare delle proposte.

Vi inoltro questo messaggio con l’avvertenza che non conosco assolutamente niente dei codici della strada Brasiliani. E’ mia speranza che qualcosa delle righe che sto per scrivere sia già stato tradotto nella vostra legislazione e che l’automobilista, bancario e criminale Ricardo Josè Neis venga consegnato alla giustizia per un processo che gli vedrà comminare la giusta pena abbinata a un ritiro almeno decennale della patente. Ma queste cose non sono di nostra competenza e vediamo di andare oltre il puro aspetto giudiziario di un singolo episodio per trasformare questa tristezza in qualcosa di buono.

Proposta: urge che la città, in risposta a questa quasi tragedia adotti un “Codice della via”.

Brevemente, vediamo di cosa si tratta:

l’idea di base è quella che in caso di qualunque tipo di incidente o collisione in una strada urbana, sui maciapiedi o sugli spazi pubblici in generale, la responsabilità legale sia a priori attribuita al conducente del veicolo più pesante e più veloce. Questo significa che un automobilista che investe un ciclista in qualunque circostanza deve provare la sua innocenza di fronte alla legge al contrario di quanto capita oggi dove è spesso il ciclista che devo provare la colpevolezza dell’automobilista (cosa non sempre facile e spesso molto costosa)

C’è una buona introduzione su Wikipedia.fr alla URL http://fr.wikipedia.org/wiki/Code_de_la_rue, i cui punti principali sono disponibili in italiano su http://it.wikipedia.org/wiki/Code_de_la_rue. Nuova Mobilità ha già scritto qualcosa in proposito. Ulteriori riferimenti alla fine del post.

Estratto da “Code de la rue” su Wikpedia.fr:

In Belgio chiamiamo “codice della via” il Regio Decreto del 4 aprile 2003 che emendava il precedente Regio Decreto dell’1 dicembre 1975 istituente il codice della strada belga. Questa disposizione ha profondamente modificato le regole stradali considerate poco adatte al traffico urbano.

I principali elementi caratterizzanti il codice della via sono:

  • Piena responsabilità dell’utente più forte nei confronti di quello più debole. Per questo un camion deve adattare la propria velocità e tenersi a debita distanza quando si avvicina a un’automobile, lo stesso deve fare l’automobile avvicinandosi a un ciclista e il ciclista nei confronti del pedone.
  • I pedoni hanno sempre la precedenza agli incroci
  • Le biciclette possono viaggiare in entrambe le direzioni sulle strade altrimenti a senso unico.
  • Pattinatori e conducenti di monopattino devono dare la precedenza ai pedoni.

L’esempio Belga è stato seguito quasi alla lettera in Francia, che nel 2006 ha avviato uno studio e una graduale adozione di questi principi.

Adesso è il momento del Brasile con in testa il sindaco e la gente di Porto Alegre di adottare un Codice della Via per proteggere i suoi cittadini negli spazi pubblici urbani.

Una volta ottenuto questo si possono esportare queste regole nelle altre città brasiliane, una alla volta.

Ma c’è di più.

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Critical Mass e Civiltà

Per trarre il massimo giovamento da questa esperienza faremmo bene ad analizzare a fondo la situazione nel suo complesso per capirne bene la dinamica. L’indignazione per l’attacco assassino è una reazione appropriata e diventa importantissimo ora utilizzare questo episodio per effettuare i necessari cambiamenti alla struttura del codice della strada. Ma è tutto?

A dire il vero, abbiamo assistito negli anni e in diversi luoghi a diverse occasioni nelle quali le Masse Critiche sono state condotte con modalità più conflittuali e meno civili di quanto possono essere. Quanto meno in alcuni casi che non rappresentano sicuramente la maggioranza. Molti di noi che pedalano quotidianamente lungo le vie della propria città spesso si trovano in difficoltà di fronte a questo atteggiamento di scontro frontale che può emergere da parte di alcuni partecipanti alla massa critica. Da un punto di vista psicologico questo risentimento è assolutamente naturale – è l’indignazione per una situazione che va cambiata – ma non possiamo scusarlo. Se si conducono nel modo sbagliato queste iniziative pubbliche si rischia solo di darsi la zappa sui piedi giocando contro la causa che difendiamo, perdendo il sostegno di molti concittadini che potrebbero invece condividere molte delle motivazioni alla base della CM

Quello che segue è un messaggio mandato a World Streets da parte del ciclista e attivista britannico Dave Holladay:

Mentre questo è un incidente davvero riprovevole mi sento davvero imbarazzato di fronte all’atteggiamento di sfida che alcuni partecipanti alla CM spesso adottano. Vediamo cosa salta fuori una volta finito il polverone. Qualcosa ha evidentemente fatto scattare un’escalation tra l’auto che ha per un tratto seguito il gruppo e i ciclisti che secondo l’automobilista si erano messi a dare pugni e calci alla vettura – probabilmente risultato di una situazione di antagonismo reciproco.

Paragono spesso le CM londinesi con le serate in strada degli skater che non cercano assolutamente di bloccare il traffico ma vi scivolano velocemente attraverso, mandando un messaggio molto più efficace a quelli intrappolati nelle loro scatole di latta. Ho visto un breve video dove un ciclista prova deliberatamente a ostruire la strada a un automobilista e alla fine si ritrova con la bici spalmata sull’asfalto. Se volete volare alto non dovete abbassarvi al livello di quelli che volete biasimare.

La vita in una società complessa può essere complicata a causa di una molteplicità di punti di vista e preferenze diverse. Ma se si vuole che la democrazia vinca deve essere civile.

Ma lasciando questo alle nostre spalle, cominciamo a modificare i Codici della Strada. Partendo da Porto Alegre. Ora.

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Links

Livable Streets discussions of Street Code

What is Street Code? (che ringraziamo per l’uso della grafica)

Code de la rue – Belgium

Code de la rue – France

Code de la rue – Wikipedia italia Siete invitati a migliorare la voce.

Per un codice degli spazi pubblici

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