Il road pricing tra punizione e opportunità

Da Sidney, dove è in corso un dibattito abbastanza acceso sull’eventuale adozione di misure di road pricing, un commento di Jarret Walker, esperto di trasporto pubblico e blogger di Human Transit, a un articolo apparso la settimana scorsa sul Sidney Morning Herald nel quale vengono riportati quattro pareri – tra i quali il suo – contrari e favorevoli al road pricing.

Siamo abituati a vedere questo genere di misure in un’ottica punitiva, pensando si tratti di una specie di sanzione da comminare a chi commette il “reato” di spostarsi in automobile. In realtà, come sottolinea Jarret, il road pricing potrebbe rappresentare una importante fonte di finanziamento che consentirebbe di ampliare lo spettro di scelte di mobilità a disposizione, consentendo a chi continua a utilizzare l’auto di muoversi con meno stress e mettendo a disposizione di chi la lascia a casa un servizio di trasporto pubblico molto più efficiente di quello che siamo abituati a conoscere. E nemmeno convince la tattica dilatoria, fatta propria dall’Automobile Club australiano come da quello italiano, di invocare un miglioramento del trasporto pubblico antecedente all’introduzione di forme di road pricing. Chi fa queste proposte dovrebbe anche assumersi l’onere di indicare dove reperire i fondi.

Il congestion pricing secondo il Sidney Morning Herald

di Jarret Walker

Il congestion pricing, se e quando verrà applicato a Sidney, dovrà partire sostituendo altri balzelli associati alla guida, specialmente quelli che devono pagare i residenti di aree rurali dove non ci sono e non ci saranno mai valide alternative all’auto privata. Questo non basterà a costruire un servizio di trasporto pubblico all’altezza della situazione, lo abbiamo già visto l’anno scorso in un inchiesta per il Sidney Morning Herald. Ma la cosa assume un senso sia politico che pratico se la si vede come un primo passo.

La linea di NRMA (l’ACI australiano, ndt) che sostiene la necessità di migliorare i servizi di trasporto pubblico prima di introdurre forme di road pricing mi trova d’accordo in linea teorica, ma naturalmente NRMA non ha nessuna idea su dove trovare i soldi necessari, e d’altronde questa non è nemmeno una sua priorità. Più realisticamente, qualsiasi forma di pedaggio dovrebbe venire inizialmente introdotta nelle aree dove il trasporto pubblico è già di buon livello, il che significa nella parte più centrale di Sidney. Questa è una cosa che sembra essere sfuggita in tutti e quattro gli interventi pubblicati dal Sidney Morning Herald, raccolti sotto un titolo che non mi trova d’accordo per la sua impostazione punitiva: “Gli automobilisti dovrebbero pagare per la congestione che causano?” No, gli automobilisti dovrebbero avere la possibilità di pagare per evitare la congestione.

Comunque, un motivo per il quale il dibattito su auto e trasporto pubblico è così polarizzato è che i sostenitori di entrambi gli schieramenti hanno in mente grandi progetti che richiedono la costruzione di tunnel sotterranei molto cari. NRMA ha recentemente dichiarato di essere d’accordo nella trasformazione di una via di superificie in un viale riservato al trasporto pubblico se i suoi sostenitori appoggiassero il progetto di tunnel sotterraneo che dovrebbe venire costruito sotto di essa. Dubito che se ne potrà fare qualcosa.

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L’autore:

Jarrett Walker è un consulente internazionale per la progettazione di reti di trasporto pubblico. Ha diretto numerosi grandi progetti in Nord America, Australia e Nuova Zelanda. Attualmente lavora presso Mc Cormick Rankin Cagney a Sidney.

Nato nel 1962 è cresciuto a Portland, Oregon durante i caldissimi anni settanta, il momento nel quale questa città prese il suo decisivo impegno per diventare una città per le persone piuttosto che per le auto. Tra le altre cose ha conseguito anche un Ph.D. in arti teatrali e umane alla Stanford University. Visceralmente interessato in un vastissimo numero di argomenti, è probabilmente l’unica persona le cui pubblicazioni vengono recensite sia dal Journal of Transport Geography che dalla Shakespeare Quarterly. Oltre che di trasporto (http://www.humantransit.org/) si occupa anche di botanica, scrittura creativa, arti figurative sul suo blog personale, Creature of the Shade

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