Ridurre la motorizzazione privata attraverso il carsharing

The CarSharing Association seeks to brand carsharing as "good for your community, your planet and your wallet." Image via the CSA.

Nelle scorse settimane è nata un’associazione internazionale di gestori di servizi di car sharing, avente tra le sue finalità non solo la promozione del servizio in sè, ma anche la sua integrazione con altre forme di trasporto e la riduzione del tasso di motorizzazione privata (il ricorso al car sharing lo fa scendere drasticamente). Obiettivi quindi politici e sociali oltre che economici e commerciali, con la consapevolezza che la piena realizzazione dei secondi non può trascendere dall’attenzione a un panorama più ampio data dai primi. Un modo anche per creare lavoro – in questi tempi di crisi dell’industria manifatturiera – nel settore dei servizi legati al territorio e quindi meno esposto a ricatti occupazionali.

di Jonna McKone

Diciotto gestori di servizi di car sharing di diverse nazioni (Canada, Australia, USA, Brasile) hanno recentemente dato vita ad una nuova associazione con l’obiettivo di promuovere gli effetti sociali ed ambientali del loro lavoro con particolare attenzione alla riduzione del tasso di motorizzazione privata e all’integrazione con il trasporto pubblico. Il fatto che realtà leader di questo settore si uniscano per condividere obiettivi e pratiche commerciali è parecchio significativo, vista la continua crescita di questo settore.

CarSharing Association (CSA) è nata ufficialmente due settimane fa. Obiettivo è quello di aumentare la credibilità e la qualità dei servizi erogati insieme a alla consapevolezza del grande pubblico, ponendosi come “voce unificata dell’industria” che “assiste i suoi membri, i loro associati e le comunità nelle quali operano”. L’organizzazione prevede di promuovere, difendere e fornire servizi formativi su programmi di car sharing socialmente responsabili.

Le organizzazioni membre dell’associazione rappresentano più di 2mila vetture in condivisione utilizzate da oltre 50mila persone. Sono tutte impegnate a promuovere la mobilità basata sul trasporto pubblico e i servizi di carsharing per brevi spostamanti che funzionano come un’estensione della rete di trasporto pubblico urbana.

I membri concordano nel seguire un Codice Etico e delle Regole di condotta. Sharon Feigon, amministratore di I-GO Car Sharing di Chicago e attuale presidente di CSA, dice che sono ormai anni che questo gruppo si ritrova a collaborare. Si è quindi deciso di formalizzare questa comunione di intenti in un’associazione a causa di una crescita del settore nel quale sono entrate anche le tradizionali compagnie di autonoleggio come Hertz ed Enterprise, meno attente ad un approccio orientato al trasporto pubblico. Queste compagnie vedono i loro servizi, benchè utilizzino tecnologie simili, più come un’opzione di “auto al bisogno”. “Volevamo assicurarci che ci fosse attenzione al tema del trasporto pubblico” dice Feigon. (Da notare che il più grosso fornitore mondiale di servizi di car sharing, Zipcar, non è tra i soci di CSA)

CSA definisce il carsharing come un servizio con obiettivi sociali ed ambientali:

“Il carsharing viene pensato per utenti locali a complemento del trasporto pubblico e con obiettivi ambientali. Suo obiettivo principale è quello di stimolare comprtamenti che puntino a ridurre il tasso di motorizzazione privata, le percorrenze in automobile, migliorare l’utilizzo del territorio urbano, garantire una buona accessibilità ai veicoli per tutti gli associati così come motivare i residenti di una zona a spostarsi a piedi, in bicicletta, in bus o in treno, riducendo la dipendenza da combustibili fossili e le emissioni di gas serra”.

Communauto di Montreal promuove il carsharing come parte integrante dei srvizi di trasporto pubblicoSe il settore del carsharing vuole espandersi la sua potenziale utenza oltre i ceti urbani giovani e nomadi, i fornitori devono intrecciarsi senza soluzione di continuità con le reti multimodali di trasporto sostenibile. Compagnie come  Communauto di Montreal, membro di CSA, hanno lavorato ha stretto contatto con le amministrazioni locali per lavorare come un servizio di trasporto integrato che aiuti la gente a utilizzare il già esistente servizio di trasporto ferroviario. I-GO ha lavorato in partnership con la Chicago Transit Authority per mettere a punto la prima smart card del trasporto pubblico degli Stati Uniti in grado di far accedere ai servizi di auto in condivisione come ai tradizionali mezzi di trasporto.

CSA vede carsharing e mezzi pubblici come due opzioni di trasporto “mutualmente rinforzantesi”. CSA incoraggia i suoi membri a guidare di meno, pianificare i propri spostamenti utilizzando il trasporto pubblico, utilizzare vetture a basso consumo, superando in questo modo il bisogno di possesso di una vettura privata.

Feigon sottoliena che il singolo indicatore più significativo dell’utilizzo dell’auto è la proprietà privata della medesima. A Chicago più della metà dei membri di I-GO hanno venduto la loro auto oppure ne hanno rimandato l’acquisto con delle sicure positive conseguenze sull’utilizzo di altre modalità di trasporto come bus, treni, bicicletta e scarpe.

Se CSA riiuscirà a standardizzare l’industria del carsharing e ad affrontare temi politici come i parcheggi riservati ai propri utenti migliorerà contemporaneamente il futuro dei trasporto pubblici.

Articolo originale: New carsharing association aims at reducing car ownership

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L’autrice

Jonna McKone collabora al blog TheCityFix. E’ una giornalista freelance che vive a Washington, D.C. Si occupa di multimedialità (audio, fotografia, blogging), agricoltura biologica e cambiamento climatico, politica e analisi di dati. Il suo interesse nei trasporti nacque quando viveva nell’Ovest rurale degli USA a 19 anni.

Un pensiero su “Ridurre la motorizzazione privata attraverso il carsharing

  1. Quanto segue è un commento inviato da Marco Menonna che si è perso nei meandri della rete.
    Molto interessante, perché lavorare sull’integrazione è un modo per migliorare l’accessibilità dei servizi, e sono convinto che questo sia un punto fondamentale. Sulla riduzione della motorizzazione privata, segnalo questo infografica che analizza i legami tra economia locale e possesso dell’auto. Sempre relativamente al car sharing come concetto autonomo ed innovativo rispetto a quello dell’auto di proprietà, segnalo che al Salone dell’Auto a Ginevra, sarà presentato il primo concept di auto elettrica disegnata appositamente per il car-sharing: http://www.edag.de/pr/press/pressemeldungen_2011/pm_02_02_2011/en.
    Il mondo sta cambiando, le economie locali possono scegliere se opporsi e subire il cambiamento o provare a governarlo ed a trarne profitto.

    Rispondi

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