Giornata Senz’auto a Bogotà.

Da Bogotà, città che all’inizio del decennio appena trascorso aveva iniziato un cammino deciso verso un diverso modo di intendere i trasporti, la vita e gli spazi urbani, la testimonianza di Carlos Felipe Pardo sull’XI Dia Sin Coches (Giornata Senz’Auto), tenutasi giovedì scorso. Per ricordarci che la continuità e l’autonomia delle scelte politiche sono elementi fondamentali se si vogliono ottenere dei risultati in questo campo.

Oggi è il primo giovedì di febbraio, quindi la Giornata Senz’Auto di Bogotà. Sto viaggiando all’interno di un Transmilenio (gli autobus del BRT di Bogotà, ndt) con una densità di 6 persone al metro quadro che dovrebbe portarmi a una conferenza dove verrà discusso il sistema integrato di trasporto pubblico di questa città – più che dovuto secondo i progetti originali.

Non vedo molte auto in circolazione, come ci si dovrebbe aspettare. Ma effettivamente ce ne è più di una in giro dopo le 6 del mattino: auto blindate, auto dei corpi diplomatici, altre auto con vetri oscurati, oltre alle rare auto “regolari”. Tutti quelli che ne vengono fuori potrebbero essere descritti come il simbolo delle ineguaglianze e delle ingiustizie di questa città. La loro mancanza di comprensione di questa iniziativa o la il loro assoluto dominio sulle vite di tutti gli altri sono pesantemente fatti notare attraverso il loro atteggiamento egocentrico.

La città ha recentemente rinnovato la misura “Pico y Placa” (targhe alterne, applicata cinque giorni alla settimana, ndt), la misura di gran lunga peggiore dopo la tortura, e semplicemente ingiusta nei confronti dei ceti meno abbienti in quanto è stata estesa dalla sua struttura originale e meno idiota applicata solo alle ore di punta a una restrizione a tempo pieno. Come prevedibile e predetto da parte di molti ai nostri amministratori, tante famiglie hanno acquistato una seconda auto per eludere la misura, con conseguente aumento dei livelli di congestione ed emissioni.

E come c’era da aspettarsi, la recente estensione della misura a tutta la giornata è stata fortemente sostenuta dall’industria automobilistica, cosa questa che è stata utilizzata come argomento principale dal nostro sindaco miope.

Come molti cittadini mi hanno detto questa settimana, oggi non è una giornata senz’auto, ma un altro giorno di Pico y Placa. Come altri lo hanno interpretato abbiamo ormai due giornate senz’auto alla settimana, ma solo per coloro che non hanno i soldi per comperare una seconda auto.

Stiamo vincendo la guerra? Almeno una battaglia? La speranza è che l’esperienza della giornata senz’auto di oggi sia più positiva che negativa e che la genta possa comprendere il suo significato dopo 11 anni di esistenza. Ne dubito davvero, e mando questo messaggio mentre esco dall’autobus sovraffollato che mi ha portato in tempo record alla mia destinazione. Come abbiamo imparato qui, “in Transmilenio we trust”.

Carlosfelipe Pardo
Slow Research – www.despacio.orgwww.slowresearch.org

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L’autore:

Carlos Felipe Pardo è uno psicologo interessato ai trasporti, in modo particolare a qualunque strategia che contribuisca a ridurre la dipendenza dall’uso dell’auto e migliori l’accesso della popolazione a modalità di trasporto convenienti. Ha lavorato sul tema dei trasporti urbani in Asia e America Latina fin dal 2002. E’ direttore di Slow Research, è stato responsabile locale dell’Institute for Transportation & Development Policy (ITDP) in Colombia. Potete contattarlo su carlosfpardo@gmail.com

Per saperne di più sulle Giornate Senz’Auto: I Car Free Days per l’ecologia mentale

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