Qual è il modo migliore per insegnare a un adulto a pedalare?

La mobilità sostenibile non può venire separata da città sostenibili. E le città sostenibili non possono essere separate da vite sostenibili. Quello che segue è la recensione di un piccolo progetto svedese che ha avuto come obiettivo quello di insegnare alle gente come stare in equilibrio e come acquisire sicurezza negli spostamenti in bicicletta. Ma chi in Svezia non riesce a montare su una bici senza problemi? Soprattutto donne immigrate di Africa e Medio Oriente che si trovano improvvisamente a vivere in una cultura completamente differente nella quale sono libere di andare in bici come chiunque altro. Questo piccolo progetto rappresenta un ottimo esempio di come possiamo muoverci verso la sostenibilità: è saggio, pratico, responsabile, generoso, quel genere di cose che possono essere ripetute ovunque facilmente a costi bassissimi e con grandi risultati. La sostenibilità è un complesso di piccole cose messe insieme in modi nuovi e delicati.

– By Ian Fiddies, Club Global, Gothenburg, Sweden

Negli ultimi sei mesi Club Global, una piccola ONG svedese, ha lavorato su un progetto nominato “Ciclismo per tutti”. Come suggerisce il nome scopo del progetto è stato quello di stimolare più gente ad andare in bici. La sua peculiarità è stata quella di avere due differenti target di persone: quelle che non sanno andare in bici e quelle che non sanno come insegnare ad andare in bici a chi  non sa farlo. La parte più interessante era il fatto che tutti noi, promotori del progetto, eravamo inclusi nel secondo gruppo. Non sapevamo assolutamente quale fosse il modo migliore per insegnare ad un adulto ad andare in bici.

Devo dire che non posso ancora rispondere al 100% a questa domanda. Il motivo viene dalle discussioni intervenute dopo la pubblicazione del manuale risultato del progetto e adesso devo aspettare che la neve si sciolga prima di sperimentare nuove idee.

Durante il progetto abbiamo insegnato ad andare in bici a 40 persone, non ci siamo riusciti solo con una, non abbiamo avuto tempo di partire con dei nuovi iscritti ritardatari ma abbiamo provato di avere sviluppato un metodo di insegnamento che funziona. Non solo, lo abbiamo documentato e presentato in un manuale per aspiranti insegnanti facilmente consultabile. Qui potete scaricarne il pdf per provare a far partire il vostro corso, sarà molto divertente. In queste righe non mi dilungherò a spiegare il metodo ma piuttosto cercherò di sintetizzare il processo seguito per svilupparlo.

Mi sembra che questo processo di apprendimento che abbiamo attraversato nello sviluppare questo metodo abbia molti parallelismi con il più ampio processo di costruzione di città più sostenibili e robuste. Tutti vogliamo un ambiente urbano il migliore possibile ma nessuno conosce realmente la vera strada da percorrere per ottenerlo. Ma non sapere come fare qualcosa non significa che non vada fatto. Allo stesso tempo la cosa che non sapevate fare, una volta fatta, vi lascerà sempre con il dubbio che avrebbe potuto essere fatta meglio. Molto simile a quello che succede nei progetti urbanistici o qualunque altra cosa che uno non sa esattamente come portare a termine.

Un processo inizia sulla base del riconoscimento di un bisogno. Nel nostro caso è stato lo scoprire che molte persone, in particolare donne, provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente non sono mai andate in biciclette. Non sanno come fare.

Il  passo successivo è stato cercare di capire come questo bisogno appena individuato poteva essere soddisfatto. Ci accorgemmo che in Svezia non era possbile trovare nessun aiuto per insegnare agli adulti ad andare in bici, ma c’erano già stati altri progetti simili  e in Olanda ce ne erano alcuni ormai istituzionalizzati. Non eravamo in un territorio completamente nuovo. C’erano delle utili conoscenze da raccogliere da qualche parte.

Il terzo passo è stato lo studio dello stato dell’arte. E’ impressionante quello che si può trovare sulla rete. Ci sono moltissimi metodi diversi per insegnare il ciclismo agli adulti, spesso piuttosto contradditori. Ognuno viene descritto come quello migliore. (Il nostro metodo è unico perchè NON è il metodo migliore). Decisamente confuso mi recai in Olanda per incontrare qualcuno con un po’ di esperienza sul campo. Quindi in Inghilterra per incontrare qualcun altro. Ogni volta rivedendo le domande da porre ma quasi mai ponendo le domande giuste. Ma questa ricerca ci diede qualche strumento di comprensione dei problemi.

Un piccolo corso di prova fu il logico passo successivo. Cinque donne che non sapevano andare in bicicletta, cinque bici che ci accorgemmo essere un po’ troppo grandi e due istruttori che non erano affatto sicuri di cosa fare si incontrarono per due settimane in un cortile scolastico per un corso intensivo di ciclismo. Tutti impararono molte cose in queste due settimane che diedero come risultato quattro abili ciclisti e una che avrebbe avuto bisogno di ancora un po’ di pratica. E’ stato qui che mi accorsi di far parte anche del primo dei nostri due gruppi target, le persone che non sanno andare in bici. Posso andare in bici senza pensarci, ma dovrei porre più attenzione, e non lo faccio. Tutto quell’andare avanti e indietro per l’Europa per parlare con la gente e non venirmi mai il dubbio di fare la cosa più ovvia: pedalare pensandoci, non senza pensarci.

A questo punto avevamo raggiunto la confidenza necessaria per allestire dei corsi “veri”. Con parecchi gruppi e biciclette più piccole tenemmo 22 lezioni alla settimana per 6 settimane. Il nostro metodo di insegnamento continuò ad evolvere e a migliorare abbreviando costantemente i tempi di apprendimento. Capimmmo che dovevamo sostenere fisicamente sempre di meno il ciclista. Troppo sostegno fisico nuoce all’apprendimento.

L’ultimo passo è stato quello di registrare quello che abbiam appreso e raccoglierlo in un manuale nella speranza che altri continuino da dove noi siamo arrivati. A questo punto mi sento abbastanza orgoglioso di me stesso, anche se ho cominciato a capire che forse avremmo potuto farlo meglio.

Al momento non abbiamo più finanziamenti per continuare il progetto nel 2011, quindi il bisogno di avviare dei corsi in modo più continuativo è ancora insoddisfatto. Ma adesso abbiamo un metodo documentato che sembra funzionare così abbiamo compiuto qualche passo in avanti. Per quanto riguarda l’individuazione del “metodo migliore” per insegnare a un adulto a pedalare, probabilmente non ci siamo ancora. Già prima della pubblicazione della nostra guida avevo ricevuto dei feedback che mi inducevano a voler provare le cose in un modo leggermente diverso. Spero comunque che questo manuale possa essere utile a molti, anche se consiglio di non seguirlo in maniera troppo rigida. Prendetelo per quello che è, un’esperienza. Il metodo che abbiamo messo a punto però funziona abbastanza bene. Quello che realmente vorrei è che venisse provato dal numero più grande possibile di persone. Dopo tutto insegnare a qualcuno ad andare in bici non è difficilissimo, davvero. E dopo averlo provato potete scrivermi per farmi sapere come lo avete migliorato.

 

Ian Fiddies. ianfiddies@hotmail.com and +46 (0)739 24 23 41
Gothenburg, Sweden
25th January 2011

Per scaricare il manuale “Cycling for Everyone” click qui

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L’autore:

Ian Fiddies su Ian Fiddies:

Sono un inglese che ha vissuto in Svezia per gli ultimi vent’anni. Se qualcuno michiedo cosa faccio di solito rispondo che sono un attivista ambientale ma che mi occupo di diverse sciocchezze senza dire davvero molto su niente. Il mio vero interesse è nel funzionamento delle città. Per molti anni sono stato un artista di strada spostamdomi di città in città suonando musica celtica e osservando le persone. Più tardi ho studiato Geografia Umana all’Università di Gothenburg e questo mi ha completamente legato allo studio delle città e delle loro funzioni. Spendo buona parte del mio tempo libero occupandomi di traffico persso la locale sezione di Friends of the Earth. Mi piace camminare e tenere conferenze.

12 pensieri su “Qual è il modo migliore per insegnare a un adulto a pedalare?

  1. Si tratta di esperienze semplici ma efficaci non richiedono strutture ne competenze specifiche. Insomma le può fare chiunque quindi, a me piacciono molto. Cercherò di coinvolgere qualcuno per tentare di costruire qualcosa di simile on-line e sicuramente l’ottimo lavoro resoconto sul pdf, almeno qui, da qualcuno, verrà messo a frutto.

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  2. sono una di quelle persone che non ha mai avuto una bici e non ci sa andare. dopo un giorno in cui sono riuscita a pedalare da sola, aiutata all’inizio da un mio amico, ma solo dritto, senza riuscire a fare curve, ho provato a montare la bici dopo due giorni, ma non avevo nuovamente equilibrio …ho 46 anni e mi sento una completa imbranata. Dovrei andare a Monaco a fine luglio e la vanno tutti in bici

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  3. non so ne andare in bicicletta ne conosco l’inglese quindi un perfetto inbranato. Vorrei iniziare ad andare in bicicletta mi sai dire se in Italia ci sono dei corsi ed eventualmente a Roma.

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  4. Pingback: Insegnamo agli italiani adulti a pedalare. | Nuova Mobilità

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