L’Italia non è la Corea, però tutto il mondo è paese…

Siamo generalmente portati a “pensare” (virgolette d’obbligo in quanto il fenomeno sembra essere più espressione di un riflesso pavloviano) che la ricerca di adeguate strategie per migliorare la vivibilità e la mobilità urbana non possa condurre che a rivolte popolari e caos viabilistico. In realtà una politica convinta e coerente che persegua degli obiettivi precisi potrebbe essere molto premiante, come nel caso della Corea del Sud.

Negli anni settanta la copertura del fiume Cheonggyecheon,  a Seul, venne considerata un simbolo di progresso. Ma alla fine del XX secolo la sopreelevata e la sottostante arteria urbana che coprivano il fiume erano la parte più rumorosa e congestionata della capitale coreana. Tutti erano concordi sul fatto che niente avrebbe potuto rivitalizzare quella centralissima parte della città  se quel doppio strato di asfalto che ricopriva il fiume non fosse stato eliminato.

Quando Lee Myung-bak venne eletto sindaco di Seul sulla base della promessa di recuperare alla città il fiume Cheonggyecheon mise a punto un ambiziosissimo progetto per eliminare le due arterie e soddisfare la domanda di mobilità alla quale rispondevano dirottandola su un nuovo sistema di Bus Rapid Transit tagliando del 50% il ricorso all’auto.

Il progetto venne terminato nel 2005, alla fine del mandato quadriennale di Lee che si conquistò così il soprannome di “Mr. Bulldozer” e gli diede il viatico alla candidatura per la presidenza della Corea del Sud.

La copertura del fiume – utilizzato come fogna a cielo aperto e lungo il quale i profughi della guerra di Corea costruivano le loro baracche – iniziata nel 1955 e terminata nel 1977 veniva vista come un simbolo del progresso  dell’industrializzazione del paese, ma sul morire del millennio la sopraelevata non era altro che una lunga cicatrice che attraversava il centro della metropoli, intorno alla quale sorgevano quartieri molto malridotti e degradati.

La Chenoggye freeway "prima della cura".

 

Per questo, nonostante l’iniziale opposizione di alcune attività commerciali che si vedevano costrette a spostarsi per far posto alla rinascita del fiume, il progetto trovò da subito il favore della stragrande maggioranza (80%) della popolazione di Seul.

Il progetto di demolizione e recupero del corso d’acqua procedette di pari passo con l’istituzione di un nuovo corridoio, lungo 14.5 km, utilizzato da una linea di BRT che avrebbe accolto gli automobilisti (120mila al giorno) che utilizzavano la sopraelevata. Questo sistema venne pensato per integrare il preesistente servizio di metropolitana, la cui espansione avrebbe richiesto troppo tempo e troppe risorse. Invece in questo modo si è aggiunta velocemente una grande capacità di trasporto a una città che sta gradualmente passando a un sistema di mobilità meno auto-dipendente. Obiettivo dell’amministrazione di Seul è quello di portare lo share di spostamenti in automobile dall’attuale 24% al 12%.

 

Un'immagine notturna del Cheonggyecheon restituito alla città.

Oggi l’area intorno al fiume Cheonggyecheon è una delle più apprezzate dagli abitanti della capitale coreana mentre Lee è stato eletto presidente della Corea del Sud nel 2007. In proposito un articolo del New York Times commentava:

“L’uomo scelto come prossimo presidente della Corea del Sud deve molto del suo successo a un ambizioso progetto che ha completato come Sindaco di Seul: il recupero, nel 2005, di 6 chilometri di corso d’acqua pavimentato e coperto da una squallida superstrada, frutto del mito dell’industrializzazione a tutti i costi degli anni settanta. Il nuovo fiume è diventato un punto di raccolta simile a Central Park, circondato dalla nuova enfasi nazionale data alla qualità della vita e ha immediatamente lanciato il sindaco, Lee Myung-bak, verso la presidenza del paese”.

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Liberamente tratto e tradotto da Removing Freeways, Restoring Cities

Un pensiero su “L’Italia non è la Corea, però tutto il mondo è paese…

  1. Great article Enrico. For the record, as a former winner of the World Technology Environment Prize, I was able to organize a push in order to get mayor Lee Myung-bak nominated for the 2005 prize for their work precisely on this great transformative project. (My next trick will be to try to get an international prize for your great work with Nuova Mobilità: A transformative sustainable transport project if I ever saw one.

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