Il miglioramento e la promozione del car sharing

Proposte (dai gestori e per i gestori) per il miglioramento e la promozione del car sharing mobilità urbana car sharing di Marco De Mitri – Da appassionato della materia ed utente del servizio ho posto in uno dei gruppi di discussione di LinkedIn (dedicato al car sharing) una serie di questioni relative ai metodi di potenziamento e promozione dei servizi nazionali di car sharing. Sono abbastanza soddisfatto dei servizi, ma credo che si possa fare davvero molto di più per migliorare l’attrattività degli stessi, anche a basso costo. Riporto di seguito le osservazioni scaturite a seguito delle proposte inoltrate (ed ispirate a seguito della lettura di un interessante articolo in materia apparso su Nuova Mobilità), ringraziando per i contributi  in particolare Marco Silvestri (Genova Car Sharing) e Mauro Maccagnani (ATC Bologna).

1 – Migliorare la visibilità delle stazioni con grandi totem informativi (non servono ovviamente agli utenti, che già conoscono gli stalli, ma possono attirare l’attenzione di chi non conosce neanche il servizio… oggi a parte l’adesivo sulla fiancata spesso non c’è alcun elemento che possa suscitare l’attenzione dei passanti).

2 – Applicare decorazioni alle auto: potrebbero essere in grado di attirare l’attenzione sul servizio.

3 – Potenziare la promozione, ad esempio con un bel po’ di cartelli pubblicitari alle fermate degli autobus… In alcune città praticamente non c’è niente. Gli utenti del TPL spesso sono potenziali utenti del car sharing, ma se non conoscono neanche l’esistenza del servizio è difficile che possano poi avvicinarsi ad esso.

4 – Omogeneizzare la promozione ed altri aspetti gestionali tra i gestori con la realizzazione di una serie di azioni ed uniformi (compresi ad esempio gli spot televisivi, praticamente mai visti)

5 – Ottimizzare la distribuzione delle auto. Credo che il servizio sia tanto più attrattivo quanto più il cittadino abbia facilità di trovare una (o più) auto a breve distanza dalla propria abitazione. Questo indurrebbe, secondo me, a distribuire le auto in modo appropriato, evitando ad esempio di concentrarle (del tipo 2 o 3 auto per stallo), come ho visto fare in alcune città.

6 – Decidere con attenzione i modelli delle auto della flotta. Credo che l’adozione di modelli “di tendenza” sia fonte di alti costi di utilizzo (scaricati sull’utente), a fronte di un basso (se non nullo) valore aggiunto in termini di attrattività dello stesso. Personalmente, usare una Punto o una Panda o una 500 mi è indifferente (anzi, la 500 ha poco spazio interno!), l’importante è che ci sia un’auto disponibile nelle mie vicinanze. Da questo punto di vista approvo la scelta dei gestori che evitano di immettere in flotta modelli relativamente costosi e che invece adottino pochi modelli, dai costi ragionevoli e funzionali per tutte le esigenze (sia per viaggi urbani che extraurbani), del tipo Punto o Panda, o analoghi modelli di altre marche.

Ecco le osservazioni scaturite dal confronto:

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La prima fonte di comunicazione per il car sharing è la buona visibilità di auto e parcheggi. Per questo motivo i Totem sono importanti. La visibilità dei parcheggi è molto importante ma l’allestimento dei totem si scontra, almeno a Genova, con due problemi rilevanti. Le pratiche amministrative molto lunghe per l’allestimento dei totem e il costo degli stessi. Come si sa, le società di car sharing non hanno tante risorse da mettere in campo. E la comunicazione costa. A Bologna invece l’esperienza dei totem è stata negativa: c’erano, ma hanno avuto riscontro nullo, con danni costanti e rigidità della struttura (talvolta occorre spostare i parcheggi, e fare solo l’adeguamento delle strisce segnaletiche costa meno di spostare il totem).

Per quanto riguarda i loghi sulle vetture ci sono opinioni discordanti. Dal punto di vista della clientela si privilegia, almeno a Genova, una decorazione più riservata, quasi invisibile (non piace ai genovesi andare in giro con l’auto “griffata”). Per questo motivo a Genova sono stati rimpiccioliti molto i loghi e sono stati contemporaneamente resi molto visibili i mezzi commerciali, con una grafica molto immediata e “commerciale”. Le auto griffate (o meglio, sponsorizzate con marchi opportunamente scelti) contribuirebbero a ridurre le spese di gestione del servizio.

Per favorire la promozione può essere utile partecipare alle Fiere dove la gente è disposta a “comprare”. Ad esempio, a Genova c’è la Fiera Primavera, e ogni volta che il gestore ha partecipato è stato sempre fatto un buon numero di abbonamenti. Non è una fiera “dimostrativa”, ma di invito all’acquisto. Poi è utile organizzare un gazebo nell’area di nuova realizzazione dello stallo, per una informazione diretta ai residenti della zona, che spesso non ne sanno nulla. Ma spesso il modo migliore per comunicare è fare in modo che sui quotidiani ci sia sempre qualche notizia sul car sharing. Non come pubblicità ma come notizia istituzionale. Ovviamente da non sottovalutare anche lo strumento del web.

Per quanto riguarda l’uniformità delle azioni promozionali e delle politiche commerciali tra i vari gestori, in passato è stato già fatto un tentativo di introdurre un soggetto privato che fornisse servizi nazionali al network dei gestori locali, tentativo purtroppo non andato a buon fine (l’idea avrebbe potuto condurre ad acquisti dei veicoli centralizzati, strategie commerciali nazionali ed altri servizi oggi già in uso nei network dei car rental internazionali). Allo stato attuale ogni gestore a livello di comunicazione si muove in maniera autonoma. La cosa migliore potrebbe essere una società unica di gestione del servizio. Solo così ci sarebbe una strategia di comunicazione unica, a livello nazionale. Occorre però dire che allo stato attuale il call center, che è gestito a livello nazionale, funziona piuttosto bene ed è efficiente.

In merito alla distribuzione delle auto si concorda sulla necessità di aumentare i parcheggi, limitando il numero delle auto in ognuno di essi. E’ molto meglio essere capillari che avere tante auto in un posto solo. Il problema è che spesso (come a Genova) non è semplice ottenere l’autorizzazione per nuovi stalli, soprattutto nelle zone centrali.

Relativamente al tema auto e modelli, la situazione di Bologna mostra che le 500, che costano di più, sono molto usate (più delle Panda), quindi sono state introdotte anche le Mito (molto richieste). Si osserva che, purtroppo, salvo casi strani i costi di noleggio ed i consumi delle vetture sono simili anche per modelli diversi (come a Bologna per 500, Panda e Grande Punto Evo), e quindi i prezzi finali di utilizzo sono simili. A Bologna il numero di modelli in uso è sempre stato ridotto.

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Come si vede, esistono numerosi punti di miglioramento del servizio, che tuttavia risulta essere in continua crescita anno dopo anno. Invito ogni gestore di car sharing a segnalarmi ulteriori esempi di buone pratiche che possono essere replicate dagli altri gestori (o rese uniforme a livello nazionale) per il miglioramento del servizio dal punto di vista promozionale e non solo.

Articolo originale: Proposte (dai gestori e per i gestori) per il miglioramento e la promozione del car sharing

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Marco De Mitri è un ingegnere civile, laureato presso il Politecnico di Bari e specializzato in pianificazione dei trasporti.

Dal 2002 lavora per NIER Ingegneria, dove segue l’area dedicata al mondo dei trasporti, occupandosi in particolare di progetti relativi al trasporto pubblico locale (integrazione di servizi, sistemi tariffari e tecnologie) e di pianificazione dei trasporti su scala locale (studio dei flussi di traffico e dei relativi impatti, verifica dei livelli di servizio delle infrastrutture, analisi di sicurezza stradale).

Un pensiero su “Il miglioramento e la promozione del car sharing

  1. Vorrei aggiungere che il confronto è stato molto costruttivo, e da esso è scaturita un’ipotesi di realizzazione di eventi e iniziative di promozione, in particolare per i servizi di Bologna e Firenze (in modalità congiunta). Il tutto è ancora allo studio.

    Invito gli interessati e chi eventualmente volesse contribuire in prima persona a seguire l’avanzamento della cosa aderendo al gruppo Io Guido Car Sharing di Linkedin.

    Rispondi

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