La vera sfida da affrontare.

Nuova Mobilità ha un approccio alle tematiche che le stanno care che dal punto di vista tecnologico può essere a buon motivo definito agnostico: troppo spesso la nostra cultura ha gli occhi apertissimi su soluzioni tecniche che possono essere più o meno realizzabili e applicabili ma che non tengono in considerazione gli aspetti – altrettanto importanti – sociali e politici dell’organizzazione dei trasporti e della mobilità. Quello che segue è un estratto di un post apparso qualche giorno fa sul blog del Center for Advanced Study of India della università della Pennsylvania. Il pezzo originale è stato scritto pensando alla realtà del subcontinente, ma non si può dire che quanto riportiamo non possa adattarsi anche ad altri contesti.post originale: The road transport challenge in India di Madhav Badami

….Nel caso della benzina, carburante utilizzato prevelentemente nelle aree urbane, e il cui tasso di crescita è più alto del gasolio, sono auspicabili sia i miglioramenti tecnologici volti a ottimizzare i consumi sia quelli infrastrutturali mirati a fluidificare il traffico e a ridurre la congestione. Ma nello stesso tempo è importantissimo tenere sotto controllo l’utilizzo delle autovetture in termini di veicoli/chilometro, che rappresenta l’altra metà – altrettanto importante – dell’equazione energetica. Si tratta di un aspetto cruciale della questione in quanto i miglioramenti nei consumi possono essere neutralizzati dalla crescita dei veicoli/chilometro causata dall’aumento demografico e del tasso di motorizzazione, ma anche da un crescente numero di spostamenti pro capite, dall’aumento della loro lunghezza e della percentuale di questi che viene effettuata tramite autovetture private.

Inoltre, mentre i consumi energetici e le emissioni da questi prodotte sono molto importanti, ci sono anche altri impatti altrettanto importanti da considerare quando si parla di trasporti. I miglioramenti dei consumi faranno poco per mitigarli e possono addirittura esacerbarli nella misura misura in cui – attraverso la riduzione dei costi che sono in grado di provocare – possono stimolare un aumento del ricorso all’automobile. Similmente gli investimenti in infrastrutture autostradali possono ridurre la congestione nel breve periodo ma possono facilmente compromettere l’accessibilità per modalità di trasporto non motorizzate. Questo nel lungo periodo indurrebbe un ricorso ulteriore all’automobile con aumento della congestione, dei consumi energetici e delle altre esternalità; inoltre la costruzione di autostrade è di per se stessa un fattore di enorme consumo energetico e produzione di emissioni, così come causa di altre esternalità legate ai trasporti.

……

Tra i fattori potenzialmente in grado di ridurre i veicoli/chilometro ci sono le politiche di parcheggio che rappresenta una delle principali variabili in grado di determinare l’utilizzo dell’automobile. Il parcheggio nelle nostre città è così economico, anche nei punti in cui non è sempre disponibile, che non costituisce un disincentivo nemmeno per gli spostamenti motorizzati su breve distanza. Invece una tariffazione adeguata e un buon controllo sui parcheggi potrebbero contribuire a ridurre il ricorso all’auto agli spostamenti più indispensabili, fluidificare il traffico e rendere più efficiente ed attraente il trasporto pubblico. Inoltre investire gli introiti dal parcheggio in miglioramenti del trasporto pubblico mitigherebbe quanto meno gli effetti negativi della crescita dei prezzi del carburante, e potrebbe rappresentare un ottimo incentivo a utilizzarlo al posto dell’auto.

Ma forse la singola politica più efficiente nel limitare i veicoli/chilometro sarebbe quella di prestare molta attenzione all’accessibilità pedonale, che aiuterebbe moltissimo nel ridurre gli spostamenti motorizzati sulle brevi distanze. Questi spostamenti incidono per una percentuale significativa su tutti gli spostamenti e sono i più evitabili. Ridurli al minimo contribuirebbe quindi a ridurre la congestione, i consumi energetici e le emissioni, migliorando enormemente, in termini di rapporto spesa/risultati, la sicurezza stradale.

Per concludere è importante dare la priorità ai trasporti nelle politiche energetiche e di controllo del cambiamento climatico, in considerazione della rapida crescita dei consumi del settore e della sua incidenza sui e quasi totale dipendenza dai consumi di derivati petroliferi. E’ senza dubbio auspicabile l’applicazione di innovazioni tecnologiche volte a migliorare i consumi di carburante (e a utilizzare fonti energetiche più pulite, se possibile). Ma è ugualmente importante applicare in maniere coordinata una serie di misure economiche ed istituzionali volte a promuovere l’accessibilità e a contenere i veicoli/chilometro. In questo modo si farebbe senz’altro un passo avanti nella sicurezza energetica e nel raggiungimento degli obiettivi che ci pone la sfida del clima, mitigando al contempo diverse esternalità del settore trasporti in ambito urbano con positive conseguenza sulla salute e il benessere pubblico.

L’autore:

Il Professor Madhav Badami è professore associato alla School of Urban Planning e alla McGill School of Environment presso la McGill University. I suoi interessi di ricercatore sono nell’area delle politiche e della pianificazione ambientale, delle infrastrutture urbane, dei servizi e della governance nei paesi a basso reddito.

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