Parcheggi a prezzi di mercato per evitare estorsioni.

I parcheggi sono per il traffico automobilistico quello che le calamite sono per la limatura di ferro. Non si limitano a dare un posto alle auto che già circolano sulle strade dove vengono disposti, ma ne attirano di nuove. Per questo c’è bisogno di un’attenta regolamentazione della sosta che vada al di là del semplice aumento dell’offerta di posti auto che spesso si rivela controproducente, in quanto prima o poi l’offerta non riesce più a tenere il passo della domanda che essa stessa ha generato con conseguenze spesso tanto prevedibili quanto molto indesiderabili, come quelle che descrive Paul Barter nel post che segue.

Il parcheggio reale nel mondo reale: un esempio da Calcutta

Quando i “parcometri” sono esseri umani, riescono a registrare naturalmente quando il parcheggio è saturo. E come ci si può aspettare, questo rende l’aumento del pedaggio una prospettiva allettante. Qualcosa del genre succede nelle strade delle metropoli indiane.

Se siete dei Shoupisti vi sembrerà logico aumentare il pedaggio quando i parcheggi sono pieni. I Shoupisti sono i sostenitori della politiche dei parcheggi teorizzate dal Prof. Donald Shoup, tra le quali meccansimi di performance-pricing per il parcheggio su strada.

C’è però un piccolo problema. Aumentare i prezzi è illegale.

Qui potete trovare un esempio da Calcutta, in India, riportato dal quotidiano The Telegraph. I risultati sono tutt’altro che perfetti. (Attualmente 1 $ USA equivale a circa 44 Rs).

Il racket delle estorsioni prospera alla luce del giorno in tutta la città grazie ai parcheggi. Il racket – gestito da cooperative autorizzate dall’autorità municipale – in collusione con la polizia e piccoli boss malavitosi, costringe gli automobilisti a sborsare somme esorbitanti…

Abbiamo visitato tre di questi parcheggi dove gli automobilisti devono pagare tra i 20 e i 50 Rs all’ora. Le tariffe decise dall’autorità municipale sono di 7 Rs per le auto e di 3 Rs per le motociclette

Ulteriori dettagli qui (in inglese).

Purtroppo ci sono degli effetti collaterali perversi che annullanno qualsiasi beneficio derivante da una tariffazione razionale.

  • I ‘parcometri umani’ (impiegati delle cooperative addette a gestire i parcheggi sono diventati dei criminali.
  • La cronaca sostiene che la polizia locale sia corrotta e che i poliziotti arrivino anche a contare le auto per calcolare la loro percentuale.
  • Probabilmente anche l’agenzia responsabile delle convenzioni per i parcheggi è in qualche modo interessata dalla corruzione.
  • Dato che il mancato pagamento di queste tariffe extra non ha sanzioni legali quello che convince gli automobilisti a pagare è sicuramente qualche forma di intimidazione nemmeno tanto sottile.
  • Infine, la maggior parte degli introiti così ottenuti vanno a finanziare attività criminali invece di servizi di cui ci sarebbe moltissimo bisogno.

Questi non sono buoni risultati!

Il giornalista sembra pensare che la risposta possa essere una migliore vigilanza e applicazione delle regole. Gli auguriamo buona fortuna, dato che tutto sembra cospirare per arrivare al quadretto che lui ci ha così vividamente dipinto.

Forse ridurre la tentazione di alzare i prezzi in modo disonesto sarebbe un modo migliore di affrontare il problema? Ma come?

Se portassimo i prezzi ufficiali più vicini a quanto il mercato indicherebbe? Ci sarebbe meno spazio per pagamenti illeciti. Si potrebbero ridurre tendenzialmente a zero in modo che tutti i proventi possano essere legittimi e possano essere utilizzati in modo giusto e legale.

Forse il vero problema è che i prezzi ufficiali sono troppo bassi.

Anche con i prezzi reali più alti di quelli autorizzati, la domanda rimane alta. I parcheggiatori permettono perfino il parcheggio fuori dalle aree predisposte e organizzano il parcheggio in doppia fila dove lo spazio lo permette. Chiaramente i prezzi di mercato in questi posti tendono a essere più alti di quelli ufficiali per lunghi periodi della giornata.

Orrore! Sto davvero suggerendo di alzare i prezzi ufficiali ai livelli richiesti adesso dal racket delle estorsioni? Non sarebbe un modo per far diventare a sua volta l’autorità municipale un usuraia essa stessa? Siamo sicuri che questa proposta troverebbe un sostegno politico? Forse no.

Ma ragioniamo un momento. Gli automobilisti stanno già pagando tra 20 e 50 Rs all’ora. Non ne sono molto contenti ma lo fanno. E questo nonostante sia ovvio che i loro soldi stiano andando a gonfiare tasche criminali. Non sarebbero un pochino più felici se sapessero di pagare una tariffa ufficiale con la garanzia di stare finanziando dei servizi di pubblica utilità?

Naturalmente, forse sono un pochino naif.

Articolo originale: Calcutta’s on Street Parking Exotortion Rackets

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L’autore:

Paul Barter è assistente presso la Lee Kuan Yew School of Public Policy, National University of Singapore dove insegna politica delle infrastrutture, politica urbana, politica dei trasporti e introduzione alle politiche pubbliche. Ha al suo attivo pubblicazioni sulle politiche dei trasporti a Kuala Lumpur e Singapore. I suoi attuali interessi di ricercatore sono nell’innovazione del traffic management e nella regolamentazione del trasporto pubblico. Potete trovare le sue stimolantissime riflessioni sul parcheggio sul suo blog “Reinventing Parking”.

 

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