Milano: una delle città più inquinate d’Europa sta diventando un laboratorio di nuova mobilità?

Ultimamente sembra che a Milano, una delle città più inquinate d’Europa, si stia muovendo qualcosa. Dopo le difficoltà iniziali del servizio sembra che il bike sharing milanese stia prendendo decisamente piede. Ieri è stata inaugurata la prima stazione fuori della cerchia dei bastioni, primo passo della cosiddetta “fase 2” che dovrebbe portare a dotare il bike sharing meneghino di un totale di 3650 biciclette e 200 stazioni entro il 2012. Un bel mattoncino in un eventuale futuro sistema di nuova mobilità, che potrebbe presto venire affiancato da un secondo mattone costituito dal potenziamento delle misure di road pricing richiesto dai referendum promossi dal comitato Milano Si Muove. In questo modo si comincerebbe a delineare un panorama completamente diverso del sistema di mobilità milanese. Staremo a vedere. Di seguito il comunicato del Comune di Milano sull’inaugurazione della stazione di piazzale Lodi.

Milano, 10 novembre 2010 – “Prosegue il nostro impegno verso una Milano più a misura di biciclette e per una mobilità sostenibile, elemento chiave per il futuro della nostra città. La bicicletta è un mezzo molto amato dai milanesi lo conferma il grande successo che il servizio di Bike Sharing ha riscosso tra i cittadini. Con la fase 2 Milano arriverà ad avere 200 stazioni e 3.650 biciclette confermando Milano al primo posto in Italia e al quinto in Europa per il servizio di Bike Sharing”. Lo ha detto il Sindaco Letizia Moratti, in piazzale Lodi, intervenuta insieme con l’assessore all’Arredo Decoro Urbano Verde Maurizio Cadeo all’inaugurazione della prima stazione della fase 2 di BikeMi. Presente il presidente di Atm Elio Catania.

“L’accordo siglato per lo sviluppo di BikeMi – ha dichiarato l’assessore Cadeo – ha visto la collaborazione attiva e il grande impegno di tutti gli interlocutori coinvolti affinché il servizio, che ha incontrato un notevole gradimento dei cittadini, possa superare le complessità insite in un progetto di tale portata e continuare a crescere estendendosi fuori dalla Cerchia dei Bastioni con ulteriori 50 stazioni entro l’estate del 2011”.

Dopo l’accordo tra Comune di Milano, ClearChannel e Atm prende il via la seconda Fase di BikeMi che porterà il servizio a contare complessivamente 200 stazioni e 3.650 biciclette. Il percorso sarà graduale. Entro l’estate del 2011 si allestiranno le prime 50 stazioni, mentre il completamento della fase 2 è prevista per la primavera del 2012. Rimane confermato anche l’impegno a proseguire ulteriormente con lo sviluppo del servizio oltre la cerchia filoviaria della 90/91 fino ad arrivare a 300 stazioni e 5.000 biciclette.

“BikeMi – ha dichiarato Elio Catania – è a tutti gli effetti un nuovo e importante tassello della piattaforma integrata di mobilità milanese. Una rete d’eccezione per l’alta sostenibilità ambientale, oltre il 70 per cento del trasporto pubblico a energia elettrica, e la pluralità di modalità di trasporto offerte dalla metropolitana al tram, dal bus al filobus, al Radiobus di Quartiere, fino al bike sharing e car sharing che si inseriscono e si integrano alla rete ‘tradizionale’ per rispondere sempre meglio alle esigenze di chi si muove”.

Con la fase 1, che ha visto l’installazione di 100 stazioni e 1.400 biciclette “Giallo Milano” in circolazione, è stato superato il record di 1milione e 500mila bici prelevate. Oltre 10mila gli abbonati annuali a oggi e 27mila quelli occasionali attivati a partire dal primo aprile 2009.

Il servizio è scelto dai turisti, ma soprattutto dalla “Milano che lavora”: la stazione più utilizzata è quella di Cadorna, snodo centrale di metropolitana e ferrovie e le fasce orarie di utilizzo mostrano il picco degli spostamenti tra le ore 8.00 e le 9.00 e tra le ore 18.00 e le 19.00. Il record dei prelievi si è registrato a settembre con quasi 5.000 utilizzi in un giorno. Come modalità preferita per abbonarsi vince il web con il 90 per cento delle iscrizioni e quasi 800mila contatti. Ancora più moderni gli “occasionali” che si dividono tra il sito, 45 per cento, e il Wap, 30 per cento, mentre il 15 per cento scelgono il call center e il 10 per cento gli AtmPoint.

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