Car Sharing p2p: strategie “iperlocali” di condivisione

Il car sharing tradizionale richiede un grande sforzo economico iniziale. Per questo trova difficoltà di applicazione in zone poco densamente popolate. Il car sharing p2p rappresenta la sua versione più economica, nella quale sono gli stessi utenti del servizio che, in cambio di remunerazione adeguata, mettono a disposizione la loro auto con le modalità che credono a chi ne può avere bisogno. Nel post che segue un’intervista di World Streets ai fondatori di WhipCar, neonata compagnia inglese di car sharing p2p.

WhipCar è una neonata compagnia britannica nell’ancora misconosciuto campo del car sharing P2P. World Streets ne ha recentemente intervistato i fondatori e manager, Tom Wright e Vinay Gupta, per farsi raccontare il loro punto di vista su questo alternativa all’auto di proprietà nata nel XXI secolo. La prima cosa che hanno detto è che si tratta di una cosa abbastanza diversa dal “solito” car sharing.

World Streets: per iniziare potete spiegare in poche parole ai nostri lettori come funziona WhipCar e in cosa differisce dalle tradizionali auto a noleggio o da tutti i più famosi progetti di car sharing come Zipcar, Greenwheels e le centinaia di altri che in diverse parti del mondo consentono alla gente di condividere automobili, risparmiare e di fare la loro parte, consapevoli o meno, per l’ambiente e la città in cui vivono?

WhipCar: WhipCar è un servizio di noleggio di automobili da vicino di casa a vicino di casa. Condividiamo con il carsharing tradizionale alcune caratteristiche come quella di risparmiare utilizzando meglio l’auto. Ma il nostro approccio è complessivamente molto differente. WhipCar offre una soluzione che per la prima volta consente ai proprietari di automobili di gestire i periodi di inattività della loro vettura noleggiandola ad altri e  ricavandone degli utili. La nostra piattaforma gestisce le prenotazioni, i pagamenti, polizze assicurative personalizzate e copertura di eventuali guasti. Gli automobilisti quindi possono accedere a una forma di trasporto pratica e conveniente appena fuori della porta di casa.

W/S. Quindi una condivisione di auto ma non come il carsharing a cui siamo stati abituati. Qual è la situazione di WhipCar oggi? In quante città siete presenti? Di quante auto è composto il vostro “parco vetture”? Quanti membri stanno attualmente rivolgendosi a questo servizio?

WC: WhipCar è partita a Londra nell’aprile 2010. Oggi (5 ottobre) è presente in oltre 450 città e cittadine in tutta la Gran Bretagna. La nostra flotta virtuale conta già più di 1000 auto di oltre 40 marche diverse – il che probabilmente fa di WhipCar la flotta auto a noleggio più diversificata del mondo.

W/S. Perchè dovrei mettere la mia auto a disposizione di WhipCar? Penso che la motivazione principale sia economica. Se è così, quali potrebbero essere le mie entrate mensili provenienti dalla condivisione della mia auto con alcuni estranei?

WC: gli automobilisti aderiscono a WhipCar per ricavare dei soldi dalla propria auto quando non la utilizzano. Usano il nostro servizio quando e se ha un senso per loro. Possono gestire il calendario della disponibilità del mezzo, controllano completamente il prezzo al quale noleggiano l’auto, quanto spesso la noleggiano e a chi la noleggiano. Molti automobilisti sono contenti di aiutare altre persone del loro quartiere prestando loro l’auto, seppure in cambio di un pagamento.

Ci stiamo accorgendo che gli automobilisti hanno comportamenti molto differenti. La tipologia di utente varia moltissimo: da mamme casalinghe che affittano molto frequentemente per intere ore o un giorno alla volta fino a giovani professionisti che preferiscono lunghi noleggi settimanali che coincidono con le visite dei loro clienti.

Sul versante dei “fruitori” del servizio ci sono automobilisti che preferiscono noleggiare la stessa auto in continuazione perchè la trovano una possibilità di trasporto pratica e a portata di mano mentre ce ne sono altri che hanno affittato modelli diversissimi adatti agli scopi più diversi (per esempio un furgone per un viaggio all’IKEA o una Jaguar per una uscita notturna).

Se finora abbiamo attinto al mercato già esistente di auto in proprietà, a noleggio o in condivisione, oggi cominciamo ad assistere a segnali di espansione di questo settore di mercato. Per esempio, con una possibilità di trasporto disponibile fuori di casa, molte persone possono decidere di passare il week end fuori città. In precedenza non avrebbero quasi sicuramente provato a raggiungere il punto Avis o Hertz più vicino e la loro area non era servita da un servizio di car sharing e naturalmente non possiedono un auto.

W/S. Cosa succede se quell’imbecille a cui ho affittato la mia macchina perfetta la graffia, la ammacca o la distrugge? Mi sembra di capire che abbiate un’assicurazione, ma cosa fate per quanto riguarda il tempo che perdo e le preoccupazioni che derivano da queste situazioni?

WC. Abbiamo lavorato a stretto contatto con Lloyd’s di Londra per circa 10 mesi per sviluppare una forma di assicurazione innovativa che protegga sia il proprietario che l’automobilista durante il periodo di noleggio. Vale la pena ricordare che i proprietari di automobili giocano un importante ruolo di filtro: hanno il totale controllo della situazione e possono accettare o rifiutare qualsiasi richiesta.

W/S. Chi sono i vostri concorrenti? Streetcar? Zipcar? Hertz? Avis? I tassisti?

WC. Ci siamo mossi come un servizio di utilità sociale. Abbiamo chiaramente bisogno dei proprietari di auto che forniscano le risorse per alimentare il nostro mercato, ma promuoviamo anche un utilizzo più efficiente delle auto in proprietà.  Nelle aree densamente popolate possiamo trovarci in competizione con gli autonoleggi e i tradizionali servizi di car sharing, ma queste alternative sono poche e spesso distanti nella maggior parte del paese. La vostra auto WhipCar potrebbe essere “l’unica auto del paese” e il nostro costo marginale per introdurre il servizio è pari a zero. Puntiamo ad avere una WhipCar in ogni via del Regno Unito.

W/S. Mi sembra che tutto questo si possa riassumere nello slogan “agire localmente”. Ho la sensazione che WhipCar funzioni principalmente come uno “schema di condivisione di quartiere”. E’ giusto? E se così quali sono i vantaggi e i limiti? Si potrebbe dire che siamo di fronte a una nuova forma di social network?

WC. Gli schemi di car sharing tradizionale sono ad alta intenstià di capitale e sono duramente messi alla prova dalla necessita di raggiungere un margine di profitto. Zipcar, la realtà leader nel settore del carsharing non ha avuto profitti nei suoi 11 anni di attività e molti se non la maggior parte degli operatori di car sharing nel mondo ricevono qualche genere di sussidio governativo.

Il nostro modello iperlocale funziona economicamente allo stesso modo in aree urbane e rurali. Si tratta davvero di una forma di social network “finalizzato”. WhipCar condivide una componente chiave del movimento per la nuova mobilità, che è la pura e semplice vicinanza. I tradizionali schemi di car sharing cominciano ad avere dei problemi quando l’auto più vicina si trova a più di 1/4 di miglio da casa vostra. Anche in questo caso non è economicamente vantaggioso per gli operatori tradizionali offrire questa densità di automobili in tutte le città se non in quelle più popolate, e anche in questo caso si trovano sempre tra l’incudine della capillarità del servizio e il martello della necessità di profitti.

W/S. E per quanto riguarda la concorrenza internazionale, presente o futura? Esistono altre compagnie come la vostra nel mondo che potrebbero un giorno farsi vive e togliervi il pane di bocca? E in cosa differiscono da voi? Che vantaggio avete?

WC. Di recente una compagnia californiana di nome Spride ha contribuito a introdurre una legge che probisce alle compagnie assicurative di non permettere la condivisione della vettura se la ricompensa non è superiore al costo di possesso. Puntano a lanciare il loro servizio nel 2011. Spride richiede l’installazione di una scatola nera sull’auto per permettere l’accesso senza chiave – una differenza fondamentale dal nostro servizio.

W/S. Esistono delle differenze culturali che possono influenzare questo tipo di servizio? Questa idea potrebbe avere successo al di fuori della Gran Bretagna? Cosa pensate in proposito?

WC. Crediamo che il Regno Unito sia IL posto perfetto per incubare un progetto come il nostro. Qui lavoriamo con la motorizzazione civile e con le compagnie assicurative. E’ un paese con 29 milioni di automobili e 36 milioni di patentati. E non dimentichiamoci che si tratta di un’isola.

W/S Infine la condivisione è sinonimo di povertà, un escamotage di sopravvivenza per i ceti meno abbienti? O può rappresentare una forma di benessere? Condividere è “contro la natura umana”, o almeno “contro la natura inglese”?

WC Come adulti del mondo occidentale purtroppo associamo uno stigma negativo a questa parola. E’ strano dato che da bambini ci insegnano a condividere. In qualche modo diventiamo, invecchiando, più cinici e forse c’è un’ansia da status intorno alla “necessità di condividere” piuttosto che provvedere in totale indipendenza ai propri bisogni. Questo nonostante condividiamo moltissime cose senza rendercene conto. Le palestre per esempio sono un esempio lampante di utilizzo condiviso e il modo preferito dalle persone per adoperare gli attrezzi ginnici. Perchè spendere parecchie migliaia di sterline per avere una palestra in casa che in 10 anni sarà obsoleta quando pagando 50 £ al mese si può avere un servizio migliore? Questo è un modo di comportarsi molto comune. La sfida di WhipCar è quella di convincere la gente ad adottare lo stesso schema di pensiero anche per quanto riguarda la loro auto.

# # #

Tom Wright è co-fondatore di WhipCar. In precedenza aveva dato vita a Gurgle.com, un social network per donne incinte adesso di proprietà di MotherCare, e bookarmy.com un servizio di consulenza bibliografica passato ora nelle mani di Harper Collins. Ha ricoperto diversi ruoli nel campo dello sviluppo di strategie digitali con compagnie come BSkyB e Fleming Media.

Vinay Gupta è co-fondatore di WhipCar. Ha lavorato nel campo della comunicazione digitale con Fleming Media, MySpace, Emap, Vue e Abu Dhabi Media Zone. Ha un master in economia ottenuto alla London Business School e ha collaborato con AT&T e American Express.

* Per saperne di più sul car sharing: World Carshare group

* Per visitare il sito di WhipCar cliccate qui.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...