Parcheggio libero, quanto ci costi?

Donald Shoup ha studiato attentamente il tema del parcheggio come legame chiave tra i trasporti e l’utilizzo del territorio, che ha importanti ricadute sulla città, sull’economia e sull’ambiente. Quella che segue è una riflessione molto stimolante sui parcheggi come strumento per creare vie e città economicamente vitali che offrano una buona qualità della vita.

L’articolo che segue può stimolare molte riflessioni in un paese come il nostro, dove in molte città la sosta è sì a pagamento, quanto meno nelle zone centrali, ma  i costi non variano in funzione di domanda e offerta e spesso le tariffe per un posto su strada (più ambito) sono più basse di quelle di un posto in un parcheggio coperto.

Il prezzo del parcheggio su una grande via.

– By Donald Shoup, Professor of Urban Planning, UCLA

Le politiche di parcheggio possono essere un elemento che consenta di migliorare la situazione generale di una strada urbana? Una città può (1) introdurre delle tariffe basate sulla ricerca di un equilibrio di domanda e offerta per il parcheggio su strada e (2) destinare i proventi per finanziare nuovi servizi pubblici nei quartieri dove le tariffe vengono applicate. Con queste due politiche, il parcheggio su sede stradale può contribuire a rendere grande una strada, migliorare i trasporti urbani e migliorare la vitalità economica di una città.

Tariffe basate sulla performance

Le tariffe di parcheggio calcolate sulla performance possono aiutare a trovare un equilibrio tra la domanda variabile di parcheggio e l’offerta invariabile di posti auto su strada. Possiamo chiamare questo equilibrio la “regola aurea” delle tariffe di parcheggio: se ci sono troppi posti auto vuoti la tariffa è troppo alta, mentre è troppo bassa se non si trova un posto libero. Se si possono trovare alcuni posti auto liberi ovunque le tariffe sono corrette. Se la città regola le tariffe in modo da avere sempre uno o due posti auto liberi in ogni isolato (o un tasso di occupazione pari a circa l’85 per cento), chiunque potrà trovare sempre un parcheggio. E nessuno potrà sostenere che le tariffe sono responsabili di allontanare una potenziale utenza se quasi tutti i posti sono sempre occupati.

Le tariffe che producono un tasso di occupazione di circa l’85 per cento possono essere indicate come “basate sulla performance” per tre motivi. Primo, il parcheggio su strada produrrà delle performance ottimali, dato che gli spazi saranno sempre utilizzati ma anche sempre disponibili. Secondo, anche la rete stradale vedrà migliorare le proprie performance: non ci sarà più il traffico generato dalla ricerca di un posto auto più economico e sottopagato, con conseguente diminuzione della congestione, dello spreco di carburante e di inquinamento.

Terzo: il miglioramento delle prestazioni riguarderà anche l’economia locale. Le tariffe saranno più alte quando più alta sarà la domanda, e questo incoraggerà un rapido turnover delle auto parcheggiate. Gli automobilisti parcheggeranno, compreranno qualcosa, e se ne andaranno velocemente consentendo ad altri automobilisti di utilizzare lo spazio che lasciano libero.

Impiego dei proventi a livello locale

Le tariffe di parcheggio basate sulle performance possono generare entrate consistenti per le casse pubbliche. Se queste entrate vengono destinate all’introduzione di nuovi servizi e al miglioramento di quelli esistenti nelle vie dove viene richiesta la tariffa, è probabile che i cittadini sostengano questa politica.

Mettetevi nei panni di un esercente in un quartiere commerciale dove il parcheggio su strada è libero e i clienti si lamentano di non trovare posto. Supponiamo che l’amministrazione comunale installi dei parchimetri introducendo delle tariffe che producano alcuni posti liberi. Chiunque voglia recarsi a fare la spesa in quel quartiere potrà trovare velocemente parcheggio, consentendo di migliorare i servizi a disposizione della via, come pulizia, arredo urbano e trasporto pubblico. Questi miglioramenti renderanno la via un luogo dove è gradevole fermarsi, molto più di una via dove ognuno può parcheggiare gratuitamente se solo trova un posto. Reinvestire nel miglioramento delle strade dove vengono applicate le tariffe può convinvcere commercianti e proprietari immobiliari a sostenere la politica delle tariffe basate sulle performance.

Poniamo anche che ci siano altri quartieri commerciali dove il parcheggio su strada resta gratutio. Tutti si lamentano della mancanza di parcheggio e gli automobilisti in cerca di un posto auto contribuiscono ad aumentare congestione e inquinamento. Non ci sono soldi per migliorare i servizi pubblici del quartiere. In quale quartiere preferireste svolgere la vostra attività commerciale?

Finanziamento da incrementi tariffari

La maggior parte delle città destinano i proventi dai parcheggi a pagamento nel bilancio comunale complessivo. Come possono investire nelle strade all’origine degli aumenti delle entrate senza penalizzare ingiustamente altri quartieri? Si può pensare di creare un fondo a parte nel quale destinare gli aumenti delle entrate da parcheggio che si registrano dopo l’introduzione delle tariffe basate sulla performance. Possiamo indicare questa modalità di gestione con il nome di “finanziamento da incrementi tariffari”.

Quindi più parchimetri, tariffe più alte e orari di apertura più lunghi possono garantire le entrate necessarie a migliorare i servizi pubblici. Questi servizi aggiuntivi aiuteranno l’economia e il commercio del quartiere, e l’aumento di domanda di parcheggio potrà venire compensato con l’aumento delle tariffe.

Le tariffe basate sulla performance in pratica

Alcune città hanno iniziato a introdurre tariffe basate sulla performance per il parchegigo su strada reinvestendo i proventi nelle strade che li originano. Redwood City, in California, ha introdotto un sistema di tariffazione che garantisca l’85 per cento di occupazione dei posti auto su strada a ogni ora del giorno nel centro città; le tariffe variano in base alla localizzazione e all’ora del giorno, a seconda della domanda. La città reinveste i proventi per migliorare la sicurezza, la pulizia dei marciapiedi e le strutture di parcheggio.

Commercianti e proprietari di immobili si sono tutti schierati a favore di questa politica quando hanno capito che i proventi sarebbero stati utilizzati per migliorare la situazione del loro quartiere, e il consiglio comunale la ha approvata all’unanimità. In questo modo ci sono sempre alcuni posti auto liberi e chi arriva in centro può trovare facilmente parcheggio, le maggiori entrate servono a migliorare i servizi pubblici e questi miglioramenti creano il consenso su questa politica.

Molte città tengono costanti le loro tariffe durante la giornata consentendo una variazione del tasso di occupazione in funzione della domanda. Possono introdurre le tariffe basate sulla performance per mantenere un tasso di occupazione costante all’85 per cento. L’obiettivo è quello di equilibrare domanda ed offerta ovunque, in qualunque momento del giorno. La maggior parte delle città, inoltre, limita la durata massima del parcheggio per evitare che un singolo automobilista monopolizzi il posto. Ma dopo che a Redwood City si sono accorti che la nuova modalità di tariffazione garantisce sempre dei posti liberi, hanno rimosso i limiti temporali di parcheggio.

Questa mancanza di limiti induce gli automobilisti che vogliono lasciare la macchina parcheggiata per lungo tempo a cercare posto negli spazi più economici in parcheggi fuori sede stradale.

Altre città hanno cominciato a regolare le loro tariffe per garantire la disponibilità di posti auto su strada. Alcune città USA hanno già ricevuto dei finanziamenti federali per testare l’efficacia di queste misure.

Chiunque può avviare un programma pilota per testare il funzionamento di questa “regola aurea” delle tariffe di parcheggio. Tutto quello che c’è da fare in un primo momento è reinvestire immediatamente i proventi delle tariffe in pulizia e sicurezza, dato che non si potrà chiedere una tariffa più alta per un parcheggio in una strada sporca e poco sicura.

Molti quartieri apprezzano molto di più la sicurezza e la pulizia della possibilità di parcheggiare ovunque liberamente, quando ci si riesce. Il parcheggio su una bella via può non essere gratuito, ma può essere conveniente e valere il costo che si paga.

# # #

L’autore
Il Professor Shoup è socio dell’American Institute of Certified Planners. Ha collaborato con la Cambridge University e la Banca Mondiale, e è stato direttore dell’Istituto di Studi dei Trasporti del Dipartimento di Urbanistica dell’University of California Los Angeles. Il suo saggio, The High Cost of Free Parking, ha ispirato molte città ha introdurre eque tariffe di mercato per il parcheggio su strada, reinvestendo gli utili in finanziamenti ai servizi pubblici e riducendo la necessità di posti auto fuori sede stradale. Si può contattare all’indirizzo shoup@ucla.

Un pensiero su “Parcheggio libero, quanto ci costi?

  1. Pingback: Smart Parking Policies | Nuova Mobilità

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...