Diete automobilistiche: per l’ambiente e il giro vita.

Quando si parla di trasporti, diventiamo obesi. In molti sensi. Il numero delle nostre auto è aumentato a dismisura; ce ne sono circa un milardo in tutto il mondo e ci si aspetta un raddoppio entro vent’anni. I chilometri percorsi continuano a crescere. Solo negli USA, per esempio si percorrono circa 250 miliardi di miglia al mese, 3.000.000.000.000 di miglia all’anno, e questo dato cresce ogni mese di circa 200 milioni di miglia. Anche le nostre pancette sono cresciute a causa dell’eccessivo ricorso all’automobile; qualcuno ha calcolato che questo è responsabile di circa 2.7 kg di grasso in più per ogni abitante delle periferie.

Perdere grasso da trasporti: tagliare i chilometri invece delle calorie garantisce vantaggi multipli.

– di Katie Alvord

Siamo fin troppo famigliari con le riperccussioni di questi trend. La crescita dei chilometri percorsi significa che le emissioni di CO2 continuano ad essere fuori controllo, rendendo ancora più difficile e costosa la lotta al cambiamento climatico. Le vetture che ogni anno si aggiungono al parco auto, per la stragrande maggioranza ancora a combustione interna, contribuiscono a peggiorare ulteriormente la qualità dell’aria e ad abbassare il livello di salute delle popolazioni urbane. La mancanza di esercizio fisico e l’obesità sono alla base di ulteriori problemi di salute – cardiopatie, diabete e altro – che accorciano l’aspettativa di vita e pesano sui bilanci, costando, solo per gli USA, circa 150 miliardi di dollari all’anno.

Questo è un suggerimento per i diversi gruppi che affrontano questi grandi problemi: prendere in considerazione una dieta automobilistica. La “dieta” – un concetto spesso associato alla diminuzione di calorie introdotte nell’organismo – potrebbe essere un modello utile ad affrontare tutti questi problemi in una volta sola. La dieta automobilistica – che non taglia calorie, ma chilometri percorsi in auto – può essere affrontata sia su base individuale che collettiva, e apportare grandi benefici in tutti e due gli ambiti.

Potremmo utilizzare i tagli nei km/vettura come un obiettivo misurabile e verificabile per affrontare tutti questi problemi e un indicatore dei progressi compiuti. I più secchioni potrebbero desiderare di aggiungere una definizione di “dose giornaliera raccomandata” (più bassa è meglio è, mi viene da dire) al già ricco lessico dei trasporti.

Per gli individui i vantaggi si manifesterebbero nell’ambito della salute e della forma fisica. Diversi studi lo dimostrano. Per esempio uno studio pubblicato il mese scorso ha dimostrato che gli utenti del trasporto pubblico pesano di meno. Le piccole distanze percorse a piedi da  e per la fermata dell’autobus sono sufficienti e ridurre la massa grassa. Utilizzando il trasporto pubblico per un anno si perdono in media quasi tre chili. Viaggiando in autobus in maniera regolare si riduce il rischio di obesità dell’81%.

Un altro studi ha dimostrato che bastano cinque minuti al giorno di bicicletta per fare una significativa differenza nel peso di una donna. “Dobbiamo fornire le infrastrutture ed i servizi che consentano a più persone di utilizzare comodamente la bicicletta”, raccomanda Anne Lusk, autrice dello studio. Una politica di promozione dei tagli dei chilometri percorsi potrebbe portare a questi risultati.

Come ho già detto, gli abitanti delle periferie USA pesano in media circa 2.7 kg inpiù degli abitanti di centri urbani più compatti e pedonali. Nel valutare gli effetti dello sprawl urbano sulla salute, alcuni ricercatori hanno trovato che ogni aumento nel grado di dispersione urbana – e quindi anche dei km/vettura – aggiunge qualcosa al peso medio dei residenti. Per ridurre l’obesità alcuni studi raccomandano di ristrutturare i quartieri in modo da incoraggiare l’attività fisica nella normale routine quotidiana.

 

Dati sul peso degli italiani nel 2002, divisi per sesso. Nel 2010 la percentuale complessiva di obesi è cresciuta fino al 10%.

Le diete automobilistiche fanno anche risparmiare – molto importante in un momento di crisi economica generalizzata. Per la società i risparmi si realizzerebbero in una molteplicità di contesti. Una riduzione dei km/vetture significa un livello più alto di salute pubblica, minori oneri per i budget governativi, aria più pulita, riduzione delle emissioni, risparmio di combustibili fossili.

Questi risultati indicano il bisogno di maggiori investimenti pubblici nel settore del trasporto collettivo, della ciclabilità e della pedonabilità. Ma i singoli non hanno bisogno di aspettare questo per mettersi a dieta automobilistica. Per provarci basta che facciate i calcoli di quanta chilometri percorrete in auto ogni settimana e quindi tagliargli del 5, 10 o 20 per cento, a seconda dei vostri desideri e possibilità. Potete utilizzare sia la strategia di eliminazione degli spostamenti cercando di individuare a cosa potete accedere senza bisogno di viaggiare – magari attraverso la rete. Oppure utilizzare la sostituzione del mezzo di trasporto spostandovi a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici.

I governi possono facilitare le diete automobilistiche con diverse politiche volte a sostenere i cittadini nella riduzione dei chilometri percorsi: pattern di utilizzo del territorio compatti; progettazione di zone urbane a uso promiscuo e orientate al trasporto pubblico; migliori infrastrutture per pedoni e ciclisti; mezzi pubblici a prezzi politici o gratuiti. Queste strategie giovano ai cittadini e di conseguenza le amministrazioni pubbliche, dato che i vantaggi in salute da soli possono valere più dei costi di tali politiche.

Con l’ampio spettro di problemi che possono essere affrontati tramite l’applicazione delle diete automobilistiche, queste possono interessare diversi gruppi di interesse. Creare forti connessioni tra la riduzione dei chilometri percorsi e temi come la qualtà dell’aria, il cambiamento climatico e la salute pubblica incentiva molti gruppi a impegnarsi in una riforma dei trasporti, contribuendo al suo avanzamento.

# # #

L’autrice

Katie Alvord è giornalista free-lance autrice di Divorce your car! Ending the love affair with the automobile(New Society Publishers, 2000)

Blogga su http://divorceyourcar.blogspot.com e http://katiealvord.blogspot.com .

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...