La sicurezza sulla strada parte dal cancello di casa vostra

Accettiamo spesso l’ineluttabilità degli incidenti stradali e delle loro conseguenze. Ma è dimostrato che con un’adeguata progettazione delle nostre strade e una gestione del traffico che faccia della sicurezza una priorità questo fenomeno può essere enormemente ridimensionato.

Per cui pubblichiamo volentieri una piccola ricerca effettuata in una ancor più piccola cittadina del nord est, Sacile, che raccoglie i dati sull’incidentalità locale ponendo alcune domande volte a capire le cause dei 7 decessi e delle centinaia di lesioni causate dal traffico nel periodo che va dal 2005 ad oggi.

Queste ricerche hanno il pregio di riferirsi a fatti concreti spesso purtroppo molto ben conosciuti dalla popolazione locale, che forse può essere messa in condizione di ragionare davvero su quali soluzioni cercare per evitare il ripetersi di episodi avvenuti in condizioni e luoghi noti, senza cadere nel fatalismo nel quale spesso ci inducono i dati aggregati su scala nazionale che vi proponiamo comunque su questo link.

di Rossana Casadio

Sacile Partecipata e Sostenibile ha raccolto i dati sugli incidenti stradali del territorio comunale di Sacile dal 2005 a giugno del 2010 (ci riserviamo di aggiornarli al 31 dicembre 2010).

Gli incidenti non sono dei fatti inevitabili, ma possono essere oggetto di prevenzione e di drastica riduzione. Altrimenti non ci si potrebbe spiegare come mai Berlino, con 3.430.000 abitanti, abbia avuto 48 morti in un anno e Roma, con 2.740.000 abitanti, ne abbia avuti 190. E non è un caso che Germania e Austria siano riusciti a superare l’abbattimento degli incidenti del 50% previsto dalla Comunità Europea entro il 2010, arrivando addirittura ad allineare la percentuale a quella del 1950.

I dati sull’andamento dei morti per incidenti stradali a Vienna indicano come questi possano essere abbondantemente prevenuti: si è passati dai 169 morti del 1983 ai 27 del 2008. Da notare che fino al 1992 le statistiche contemplavano solo i decessi avvenuti entro il terzo giorno dall’incidente. In seguito sono stati inclusi i decessi entro i 30 giorni.

E’ fondamentale partire dai dati. Non si può relegare la “memoria storica” degli incidenti a singoli accadimenti di forte impatto emotivo. Non si può discutere di sicurezza stradale in base a sensazioni e opinioni.

Crediamo che questo tipo di lavoro, basato su dati scientifici, sia fondamentale per sviluppare concrete strategie di prevenzione. Questi numeri devono essere conosciuti da tutta la cittadinanza perché la riduzione dell’incidentalità è dovere di tutti. Speriamo quindi che queste informazioni geberino tra i cittadini una fertile discussione.

Riteniamo che l’indicatore sugli incidenti sia al tempo stesso un indicatore per la vivibilità della nostra città. Contribuire insieme ad abbassarlo significa elevare la qualità di vita per tutti.

Ma la cosa forse più importante è che l’oggettività dei dati permette di conquistare sull’argomento un consenso politico trasversale – e ciò non potrà che essere utile all’intera città.

I dati ricevuti dalla Polizia Municipale, dai Carabinieri di Sacile e dalla Polizia Srtradale di Pordenone sono stati assemblati. In questo modo è stato ottenuto il totale degli incidenti stradali rilevati dai tre soggetti deputati (a ciò si aggiungono ovviamente quelli non verbalizzati, che possiamo solo stimare):

INCIDENTI FERITI DECESSI
POLIZIA MUNICIPALE 89 74 1
CARABINIERI 146

(città: 62

periferia: 84)

191

(città: 65

periferia: 126)

6
POLIZIA STRADALE 47 43 0
TOTALE (giugno 2010) 282 308 7

Tuttavia questa pubblicazione non rappresenta un punto d’arrivo, bensì un punto di partenza.

Bisognerebbe “disaggregarli” per poterli interpretare e capire su quali fronti agire e quali obiettivi porsi.

Per es.:

Accertamento delle cause (velocità, mancata precedenza, sorpasso, ecc.)

Quali i soggetti coinvolti (guidatori, passeggeri, ciclisti, pedoni, anziani, bambini, ecc.)?

Quali i mezzi coinvolti?

Quali le ore del giorno (ore di grande volume di traffico o con scarso flusso, con luce del giorno o serale/notturno, orario uscita da scuola/dal lavoro o fuori dagli impegni, ecc.)?

Quali le stagioni e le condizioni meteo (strade asciutte o bagnate, nebbia, forte soleggiamento, ecc.)?

Percorsi abituali o occasionali?

Cittadini residenti o non residenti?

Fasce di età?

ecc. ecc. ecc.

L’indicatore del tasso di incidentalità dovrebbe far parte integrante, oltre che delle politiche della salute, delle scelte inerenti a Piani Urbani del Traffico, a interventi sulla viabilità, all’urbanistica in generale.

Tutti conosciamo le cifre nazionali, sia riguardo al numero di morti sia riguardo ai costi sociali, ma poi tutto si ferma lì, con il solito fatalismo.

Bisogna invece decidersi ad agire localmente per avviare il cambiamento.

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E per restare in tema di sicurezza segnaliamo il convegno organizzato dall’Associazione Familiari e Vittime della Strada in programma l’8 ottobre presso la Camera dei Deputati, dal titolo Sicurezza Stradale e Giustizia per le Vittime: Obiettivi Europei dopo la Riforma del Codice della Strada. Potete scaricare il pieghevole del convegno a questo link.

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L’autrice

Rossana Casadio è un attivista impegnata per la qualità della vita nella sua città, Sacile. E’ promotrice dell’applicazione delle zone 30 e organizzatrice di piedibus.

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